Il vento, quello che soffia, sferzante, lassù in vetta dove l’Avellino si è posizionato, è comunque una bella sensazione. «Un primo posto che obiettivamente nessuno poteva immaginare, nonostante la convinzione di aver lavorato bene in estate nell’allestimento della squadra – confessa candidamente Walter Taccone ma il calcio è bello perché premia sforzo, impegno, lavoro e noi al momento abbiamo fatto, interpretato tutto questo, anche se un pizzico di fortuna visto oggi (ieri, ndr) nella gara con l’Empoli c’è stato e senza questa componente non si centra alcun grande risultato; mi riferisco non solo ad una vittoria sull’avversario di turno ma anche ad altro». Così il presidente dell’Avellino fa una rivelazione: «Nel dopogara i ragazzi mi hanno cercato e scendendo negli spogliatoi, mi sono congratulato con tutti loro, dicendo che avevo finalmente visto un Avellino formato anni Ottanta, una squadra che entra in campo decisa ad aggredire, soffrire quando c’è da soffrire, risalire la china e soprattutto provare sempre a vincere, anche nelle avversità e rimontare due gol all’Empoli obiettivamente lo era. Ma queste sono cose che danno morale, fortificano l’autostima e presentano un Avellino da temere. Domenica al San Nicola serviranno con il Bari che dovrà sapere di avere al suo cospetto una squadra da rispettare, che non si arrocca in difesa, ma combatte, attacca e gioca un ottimo calcio: questa è una grande soddisfazione per un presidente ma soprattutto per una tifoseria, che ringrazio per la convinzione di credere nelle qualità non solo tecniche di questi ragazzi, ma anche in quelle umane e che l’ha convinta a spingere e sostenere la squadra: insomma, una vittoria di gruppo, intendo di tutte le componenti, che lascia ben sperare per il futuro». Nei confronti del quale Taccone però sciorina molto realismo: «Promozione in A? Non diciamo eresie: non abbiamo fatto ancora nulla, giochiamo gara dopo gara senza montarci la testa, ma rimanendo umili e concentrati; nel calcio basta un nulla per perdere un match, diventare brocchi dopo essere stati considerati campioni. La verità sta sempre nel mezzo, nell’equilibrio che bisogna dimostrare con il lavoro, il sacrificio e la pazienza. Noi tutti ne dovremo avere molta, perché il campionato è ancora lungo. Fatto è che abbiamo allestito una squadra competitiva, affidata ad un ottimo tecnico, Novellino, che sa cosa fare e come fare a trarre il meglio dai ragazzi, scegliendo schemi ed uomini adatti ai medesimi. La squadra è completa in tutti reparti ma se a gennaio dovessimo aver bisogno di qualcuno ed il mister ce lo chiederà, lo accontenteremo. Mancano tre mesi, può succedere di tutto, mi auguro in positivo per noi, ma ribadisco, non mi tirerò indietro». Ai tifosi un assist importante. «Meritano una sede più consona ma questa non è casa mia aggiunge Taccone riferendosi al Partenio Lombardi qui sono un ospite.Nelle altre città, vedi Frosinone, il Comune ha costruito lo stadio in tandem con la società che ha contribuito ai lavori, specchio di una simbiosi perfetta. E questa sinergia va creata anche ad Avellino. La nostra disponibilità c’è, inoltre con l’amministrazione stiamo provando a chiudere la lunga querelle degli anni passati del dare avere ed ho l’impressione che il Comune avendo deciso di ragionare in modo sereno, quando in 10-20 giorni arriveremo al punto, si potrà cominciare a ragionare. Abbiamo già un progetto perfetto che è poi la riqualificazione dell’intera area intorno allo stadio: centro commerciale, foresteria, torre, parcheggi nuovi. Insomma una riqualificazione a tutto tondo che comprenderà l’area stadio di calcio, palazzetto dello sport del basket e piscina comunale».
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