La Guardia di finanza di Napoli ha sequestrato 300 chili di frutti di mare in cattivo stato di conservazione. Apposti i sigilli ad un locale, totalmente abusivo, adibito ad impianto di stoccaggio e confezionamento. I finanzieri hanno sequestrato, in prevalenza, vongole e noci bianche. I frutti di mare erano stoccati e confezionati in un deposito abusivo allestito clandestinamente nella periferia orientale di Napoli. Al mercato nero avrebbero fruttato circa 6.000 euro. Il blitz e’ scattato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, dove le Fiamme gialle hanno scoperto un locale abusivo, al cui interno erano installati, perfettamente funzionanti, un impianto di stoccaggio e raffrescamento di frutti di mare nonche’ apparecchiature per il confezionamento del prodotto ittico da destinare alla vendita a pescherie del territorio napoletano. I finanzieri, coadiuvati dal personale tecnico-sanitario della Asl Napoli 1 centro, hanno accertato che l’impianto era privo di qualsiasi autorizzazione, le condizioni strutturali e igienico-sanitarie del locale erano precarie e, infine, il prodotto ittico, in cattivo stato di conservazione, risultava assolutamente non idoneo al consumo umano. I frutti di mare sono stati sequestrati insieme al locale e alle attrezzature, mentre il responsabile e’ stato denunciato, a piede libero, alla competente autorita’ giudiziaria. I prodotti ittici sono stati distrutti.
Cuore «bruciato» al Monaldi, l’avvocato: «Il bimbo non è inabile al trapianto»
"Il bambino non è inabile al trapianto, inoltre abbiamo chiesto all'ospedale Monaldi di chiedere un secondo parere all'ospedale Bambino Gesù di Roma. Credo sia normale che si sia incrinato un po' il rapporto fiduciario tra la famiglia del bambino e il Monaldi. Vuole solo la conferma che il cuore sia ancora trapiantabile, così tiriamo un…
I gesti scaramantici napoletani: tra fede popolare, simboli e rituali
Napoli non è solo una città famosa per la sua storia, il cibo e la musica: è un crogiolo di tradizioni antiche, dove scaramanzia e superstizione sono parte integrante della cultura quotidiana. I gesti scaramantici napoletani e le superstizioni napoletane non sono semplici rituali folkloristici, ma espressioni di un immaginario collettivo che intreccia fede, paura…
Gianturco, a quattro mesi dall’incendio 17 famiglie ancora fuori casa: appello al Comune
NAPOLI – Sono passati quasi quattro mesi dal violento incendio che il 23 ottobre ha colpito il quartiere di Gianturco, ma per diciassette famiglie di via Santa Maria di Costantinopoli alle Mosche l’emergenza non è mai terminata. Da quella notte vivono lontano dalle proprie abitazioni, tra sistemazioni provvisorie e un’attesa che si è trasformata in esasperazione.
A farsi portavoce del disagio è una residente che, a nome degli sfollati, ha scritto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli per denunciare ritardi e silenzi. Nella lettera si parla di lavori di ripristino rallentati dalla burocrazia e di risposte che non arrivano. «Abbiamo bisogno di tornare nelle nostre case e di riprendere le nostre vite», è il senso dell’appello, che richiama anche precedenti segnalazioni su presunti abusi nell’area rimaste, secondo i cittadini, senza seguito prima del disastro.
REDAZIONE






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