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Napoli, sequestrati a San Giovanni a Teduccio 300 chilogrammi di frutti di mare: un denunciato

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La Guardia di finanza di Napoli ha sequestrato 300 chili di frutti di mare in cattivo stato di conservazione. Apposti i sigilli ad un locale, totalmente abusivo, adibito ad impianto di stoccaggio e confezionamento. I finanzieri hanno sequestrato, in prevalenza, vongole e noci bianche. I frutti di mare erano stoccati e confezionati in un deposito abusivo allestito clandestinamente nella periferia orientale di Napoli. Al mercato nero avrebbero fruttato circa 6.000 euro. Il blitz e’ scattato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, dove le Fiamme gialle hanno scoperto un locale abusivo, al cui interno erano installati, perfettamente funzionanti, un impianto di stoccaggio e raffrescamento di frutti di mare nonche’ apparecchiature per il confezionamento del prodotto ittico da destinare alla vendita a pescherie del territorio napoletano. I finanzieri, coadiuvati dal personale tecnico-sanitario della Asl Napoli 1 centro, hanno accertato che l’impianto era privo di qualsiasi autorizzazione, le condizioni strutturali e igienico-sanitarie del locale erano precarie e, infine, il prodotto ittico, in cattivo stato di conservazione, risultava assolutamente non idoneo al consumo umano. I frutti di mare sono stati sequestrati insieme al locale e alle attrezzature, mentre il responsabile e’ stato denunciato, a piede libero, alla competente autorita’ giudiziaria. I prodotti ittici sono stati distrutti. 

 

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A farsi portavoce del disagio è una residente che, a nome degli sfollati, ha scritto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli per denunciare ritardi e silenzi. Nella lettera si parla di lavori di ripristino rallentati dalla burocrazia e di risposte che non arrivano. «Abbiamo bisogno di tornare nelle nostre case e di riprendere le nostre vite», è il senso dell’appello, che richiama anche precedenti segnalazioni su presunti abusi nell’area rimaste, secondo i cittadini, senza seguito prima del disastro.

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