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Cronaca

Napoli, scoperta a Lago Patria una centrale dei documenti falsi: due arresti

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I carabinieri della stazione di Villaricca insieme a colleghi della stazione di Varcaturo hanno arrestato a Lago Patria, Paolo Ceccanti, 77enne e Vincenzo Cormio, 63enne, entrambi di Giugliano e già noti alle forze dell’ordine.

Ceccanti, soggetto dedito a truffe, è stato sottoposto a perquisizione personale e della sua vettura. I militari lo hanno trovato in possesso di 16 patenti di guida in bianco, 56 ologrammi adesivi con simbolo a stella e della comunità europea, 2 carte di circolazione in bianco, una punzonatrice con il timbro di un comune toscano, 62 marche per diritti di segreteria e 93 carta d’identità in bianco nonché tre titoli di viaggio per stranieri tradotti in francese, una pinzatrice per occhielli, 68 occhielli per carte d’identità, 3 timbri in ottone relativi a vari comuni, 51 timbri di plastica di vari comuni, questure e uffici pubblici d’Italia, una carta d’identità e una tessera sanitaria intestati a una presunta cittadina di Bergamo, 7 fototessera di Ceccanti, biglietti vari e fotocopie di documenti.

Le attivita’ successive hanno portato alla individuazione di una casa in via lago patria, che si è scoperto essere la stamperia e nella quale dimorava Vincenzo Cormio.

Qui sono stati rinvenuti 10 macchinari per stampa e produzione di vari documenti e 275 wild card i varie fasi di lavorazione, nonché vari tipi di toner, 2 computer portatili e 3 hard disk esterni e pen drive.Ceccanti è ora ai domiciliari mentre Cormio è stato trasferito a Poggioreale.

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Cronaca Napoli

Napoli, coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

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Napoli. Coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

 

Ieri sera i falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato in via Santa Teresa degli Scalzi una coppia a bordo di un’auto trovando indosso alla donna 3 panetti di hashish e addosso al marito altri due panetti della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 500 grammi.
Un paraguaiano di 37 anni e la moglie, una rumena di 32 anni, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. La polizia ora continua le indagini per risalire ai fornitori della coppia e per conto di chi veniva venduta la droga.

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Area Vesuviana

Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

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Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

 

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani cronista del giornale ” Il Mattino”, viene colpito da una raffica di proiettili partiti dalle pistole di almeno due sicari nel quartiere Vomero, dove il 26enne abitava. Un brutale omicidio, commissionato dalla camorra per punire Siani che aveva osato denunciare ,con le sue inchieste, la collusione tra camorra e politica negli appalti sulla ricostruzione che interessarono la Campania dopo il sisma del 1980. Un elemento scomodo per i clan Nuvoletta, Bardellino che, collusi con esponenti della politica oplontina, sul territorio tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, avevano costruito un impero grazie alla gestione e al controllo dello spaccio di droga e il contrabbando di sigarette. Articoli scomodi tanto da dirimere la morte del cronista. In un dossier Siani scrisse che l’arresto del boss Valentino Gionta era stato eseguito dai carabinieri, grazie a una “soffiata” partita da elementi del clan Nuvoletta, i quali volevano spodestare il boss per avere maggior potere negli illeciti affari insieme ai Bardellino; la rabbia oscura la mente dei fratelli Angelo e Lorenzo Nuvoletta, alla lettura delle accuse sollevate da Siani nell’articolo pubblicato.

I due capi bastone rischiano di essere giudicati “infami” nell’ambiente malavitoso, il codice d’onore camorristico bandisce le amicizie con appartenenti alle forze dell’ordine. I Nuvoletta decisero la morte del giornalista. Le indagini, condotte dalla magistratura e le rivelazioni di tre pentiti, portano all’arresto dei mandanti dell’omicidio: i fratelli Nuvoletta e degli esecutori materiali, Ciro Capuccio e Armando Del Core. Con la sentenza, emessa in fase di giudizio il 15 Aprile 1997, la Corte d’Assisi di Napoli ha condannato all’ergastolo mandanti ed esecutori. Sono passati 35 anni dalla morte di Giancarlo Siani, ma il suo ricordo, l’amore, l’affetto vive nel Paolo e nelle tante manifestazioni che ogni anno hanno luogo in Campania in sua memoria. Sulla sua vita nel 2009 è stato girato il film Fortapasc, di Marco Risi, un omaggio per non dimenticare colui che era e sarà il simbolo della vera anima del giornalismo: la verità.

Natasha Macri

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