Napoli, omicidio Ruggiero, l’assassino Ciro Guarente affetto da ‘stress ansioso depressivo’

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Si fa sempre più strada l’ipotesi della richiesta di una perizia psichiatrica che preannuncia la carta dell’infermità mentale per Ciro Guarente lo spietato assassino di Vincenzo Ruggiero. Agli atti dell’inchiesta, composta attualmente da circa mille pagine e depositate l’altro giorno dai giudici dal Tribunale del Riesame di Napoli c’è anche  un verbale della commissione ospedaliera della Marina Militare che certifica il suo spostamento dal settore militare a quello civile con una motivazione chiara: “Il paziente Guarente risulta affetto da stress ansioso depressivo tale da individuare un disadattamento alla Forza Armata”. L’avvocato Dario Cuomo che difende l’assassino originario di Ponticelli e che l’altro giorno con una abile strategia difensiva ha rinunciato al Riesame ma ha potuto “vedere” le carte in mano all’accusa. E quindi dopo che avrà letto e  studiato le circa mille pagine dell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli Nord potrebbe giocarsi la carta della perizia psichiatrica visto che risulta agli atti che Ciro Guarente a gennaio di quest’anno era transitato nel ruolo civile per motivi sanitari psicologici e psichiatrici. L’indagine intanto va avanti. I magistrati stanno cercando gli ultimi riscontri nei confronti di altre due persone, entrambe originarie di Ponticelli e indagate di favoreggiamento nei confronti di Guarente. Con il “grinder boy” è in carcere anche Francesco De Turris, un altro noto pregiudicato di Ponticelli che ha fornito la pistola calibro 7,65 (non ancora trovata) con la quale Guarente ha ucciso lo sfortunato commesso di Parete. I due indagati secondo le ipotesi investigative avrebbero aiutato Guarente a disfarsi del corpo di Vincenzo Ruggiero nel garage degli orrori dopo aver fatto a pezzi il corpo con una motosega e poi sciolto in parte nell’acido prima di sotterrarlo.


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