Home Blog Pagina 485

Castel Volturno, spaccio, armi e maltrattamenti: 36enne arrestato per condanne definitive

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno arrestato questa mattina un 36enne residente sul litorale domizio, raggiunto da un provvedimento definitivo di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali.

I militari si sono presentati all’alba presso l’abitazione dell’uomo, bloccandolo senza resistenze. A suo carico pesa un quadro giudiziario articolato e grave: condanne definitive per reati commessi nei comuni di Caserta e Capua tra il 2014 e il 2016, che comprendono produzione e spaccio di sostanze stupefacenti, maltrattamenti in famiglia, detenzione abusiva di armi, lesioni personali aggravate, furto aggravato e sequestro di persona.

La pena complessiva ammonta a 5 anni, 5 mesi e 14 giorni di reclusione, cui si aggiunge una sanzione pecuniaria di 7.600 euro. Espletate le formalità di rito presso la Tenenza Carabinieri di Castel Volturno, il 36enne è stato trasferito nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Controlli a tappeto nel Vasto: sanzioni, sequestri e sospensione per un’attività commerciale

Napoli– Giornata di controlli straordinari nel quartiere Vasto, dove giovedì la Polizia di Stato ha passato al setaccio l’intera area, concentrandosi sia sulla sicurezza stradale che sulle condizioni igienico-sanitarie degli esercizi commerciali.

Sul campo, gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia hanno operato insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e personale dell’ASL NA1. Il bilancio dell’operazione parla di 45 persone identificate, di cui ben 16 con precedenti penali o di polizia. Controllati anche 33 veicoli: due sono finiti sotto sequestro amministrativo, mentre sono state contestate 11 violazioni del Codice della Strada e ritirate 3 patenti di guida.

L’attenzione si è però concentrata anche su un esercizio commerciale della zona. I controlli hanno rilevato gravi irregolarità in materia di HACCP, le norme che garantiscono la sicurezza e l’igiene degli alimenti. Il titolare è stato multato con sanzioni amministrative per 3.000 euro. Ma non è finita qui: a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie, l’attività è stata sospesa e gli operatori hanno provveduto al sequestro di 200 chilogrammi di prodotti alimentari, ritenuti non idonei al consumo.

Scampia, cocaina sotto il frigorifero: scacco al pusher

Napoli – Non è bastato un nascondiglio ingegnoso, ricavato con cura artigianale sotto la scocca di un elettrodomestico, a fermare gli uomini della Polizia di Stato. Nella mattinata di ieri, un pregiudicato del quartiere Scampia è finito in manette al termine di un’operazione lampo che ha smantellato una centrale dello spaccio domestico.

Il blitz, scattato nell’ambito dei servizi di contrasto al traffico di stupefacenti, ha visto impegnati in prima linea gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e i colleghi del Commissariato Scampia. I poliziotti, seguendo una pista investigativa solida, hanno fatto irruzione in due appartamenti e un box auto nella disponibilità dell’uomo, dando il via a una serie di perquisizioni mirate.

Il vano segreto e il “laboratorio” del sottovuoto

Il sospetto dei detective che l’uomo detenesse un “cospicuo quantitativo” di droga ha trovato conferma durante l’ispezione della prima abitazione. Qui, gli agenti hanno scoperto un vano appositamente ricavato sotto un frigorifero, dove era stato occultato un involucro di cellophane contenente circa 100 grammi di cocaina pura.

Ma l’appartamento non serviva solo da deposito: la Polizia ha rinvenuto una vera e propria catena di montaggio per il mercato al dettaglio. Tra le stanze sono spuntati bilancini di precisione, pellicole trasparenti e persino una macchina per il sottovuoto, attrezzatura necessaria per sigillare le dosi e preservarne la qualità durante il trasporto.

L’attività di ricerca si è poi spostata in un box auto riconducibile all’indagato. Anche qui, il fiuto degli investigatori non ha fallito: all’interno del garage sono stati sequestrati altri 20 grammi di cocaina e ulteriore materiale per il packaging dello stupefacente.

Al termine delle operazioni e del sequestro dell’intera partita di droga, l’uomo è stato tratto in arresto. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il pregiudicato è stato scortato presso la Casa Circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, dove resta in attesa di giudizio.

Napoli, Tenta di borseggiare una turista e scatena il panico: condannato 37enne

Napoli – Momenti di puro terrore nella serata di giovedì 9 aprile a bordo di un autobus dell’ANM a Napoli. Quello che doveva essere un normale spostamento per una turista tedesca e suo figlio minorenne si è trasformato in un’aggressione violenta quando un uomo di 37 anni, originario del Ciad, ha tentato di sottrarre denaro e oggetti personali dalla borsa della donna.

La violenza a bordo e l’arresto

Non appena la vittima si è accorta del tentativo di furto, il malvivente ha reagito con inaudita aggressività, scatenando il panico tra i passeggeri. Il conducente del mezzo, mantenendo il sangue freddo, è riuscito a fermare il bus in piazza Dante, allertando immediatamente gli agenti della Polizia Locale dell’Unità Operativa Avvocata.

L’intervento dei caschi bianchi non ha però placato la furia del 37enne, che ha opposto una strenua resistenza, scagliandosi con violenza anche contro i pubblici ufficiali nel tentativo di sfuggire all’arresto.

Il profilo criminale e la sentenza

Dagli accertamenti condotti dopo il fermo, è emerso un profilo criminale già noto alle forze dell’ordine. L’uomo, nonostante la regolare posizione sul territorio nazionale, vantava un lungo curriculum di reati contro il patrimonio e la persona. Su di lui pendevano già un divieto di dimora nel comune di Avellino e un provvedimento di Daspo Urbano (Dacur) emesso dal Questore di Roma.

Sottoposto a giudizio per direttissima, il 37enne è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione per tentato furto, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Tuttavia, il giudice ha disposto la sospensione della pena, sostituendola con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre volte a settimana.

Giugliano, Angela Esposito, 52 anni, sparita da casa: il cane Molly vaga solo sulla spiaggia di Licola

Giugliano – Ore di crescente apprensione per la sorte di Angela Esposito, la 52enne residente a Licola Mare di cui non si hanno più notizie da circa dieci giorni. La donna è uscita di casa lo scorso 1° aprile e da allora sembra essere svanita nel nulla.A destare particolare preoccupazione è il comportamento del suo cane, Molly, un cagnolino che non la abbandonava mai.

Da giorni l’animale viene avvistato da solo mentre vaga senza meta tra le strade del quartiere, sulla spiaggia di Licola e nei pressi dell’abitazione della padrona. Un’immagine che ha allarmato i vicini, abituati a vedere sempre insieme la donna e il suo fedele compagno a quattro zampe.Angela Esposito viveva da sola. Secondo quanto riferito da chi la conosce, la sua assenza prolungata non è da ricondurre a viaggi o impegni programmati.

L’appello attraverso la trasmissione “Chi l’ha visto?”

I residenti della zona, allarmati dal silenzio e dalla vista del cane randagio, hanno deciso di lanciare un appello pubblico, condiviso anche sui social network e raccolto dalla trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, che si è occupata del caso nella puntata di ieri sera.Al momento non emergono elementi che facciano propendere per una pista precisa: nessuna testimonianza certa sull’ultima volta in cui è stata vista, né richieste di riscatto o segnali di allontanamento volontario.

Le forze dell’ordine stanno effettuando accertamenti, ma la comunità locale chiede aiuto concreto per ricostruire gli ultimi spostamenti della donna.L’appello è chiaro e urgente: chiunque abbia visto Angela Esposito, o abbia informazioni utili sul suo conto, è pregato di contattare immediatamente i Carabinieri o la Polizia di Stato.

Anche un piccolo dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo.Intanto, a Licola Mare continua la ricerca di una donna descritta come riservata e legata al suo cane, mentre Molly continua a girare solo per le strade e sulla spiaggia, come in attesa di un ritorno che tarda ad arrivare.

San Giorgio, droga nascosta nella pochette: arrestato 19enne

San Giorgio a Cremano – Un’operazione mirata dei Carabinieri della stazione locale ha smantellato un piccolo covo di spaccio nel cuore di San Giorgio a Cremano: arrestato Mattia Perugino, 19enne del posto con un curriculum criminale già noto alle forze dell’ordine, per detenzione di hashish finalizzata alla vendita.

L’indagine, scattata da segnalazioni anonime su movimenti sospetti nella zona, ha portato a una perquisizione lampo. Nell’abbigliamento del giovane è stata scoperta una pochette “professionale”, con 47 dosi termosaldate di hashish per un totale di circa 110 grammi, pronte per essere immesse sul mercato nero della Campania.

Perugino, nato a San Giorgio a Cremano il 20 marzo 2007, è ora ai domiciliari in attesa del rito direttissimo. Le indagini proseguono per identificare eventuali complici nel racket dello spaccio giovanile.

Napoli, spari in piazza Carolina: caccia ai complici di Renato Elia

Napoli– Aveva sparato alle gambe di un sedicenne nel pieno centro di Napoli, a pochi metri dalla Prefettura, nel pomeriggio del primo aprile. Poi era sparito, rifugiandosi a casa di persone fidate perché temeva ritorsioni. Dopo alcuni giorni di indagini gli uomini della Squadra Mobile lo hanno rintracciato e arrestato.

In manette è finito Renato Elia, 19 anni, cognome noto negli ambienti criminali del Pallonetto di Santa Lucia. Il giovane è stato fermato in esecuzione di un decreto disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, firmato dai sostituti procuratori Celeste Carrano e Urbano Mozzillo. Le accuse sono lesioni personali e porto abusivo di arma in luogo pubblico, aggravate dal metodo mafioso.

Le indagini della Squadra Mobile

Gli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Mario Grassia, sono arrivati a lui nel giro di pochi giorni.nDeterminanti sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona tra piazza Carolina e via Chiaia. Attraverso i filmati gli agenti hanno individuato il presunto aggressore e ricostruito i suoi movimenti.

Successivamente, grazie ad attività investigative tradizionali e alle intercettazioni telefoniche, i poliziotti hanno scoperto il luogo dove il giovane si nascondeva. Quando hanno fatto irruzione nell’appartamento non hanno trovato resistenza: Elia è stato arrestato e trasferito in carcere. Il giovane è il nipote del boss Michele Elia in carcere per l’omicidio di Giovanni Iacovelli avvenuto nel 2004.

La lite e il ritorno armato

Secondo il racconto della vittima, ascoltata subito dopo essere stata soccorsa e operata alle gambe, tutto sarebbe nato da una banale discussione tra ragazzi appartenenti a contesti difficili e a gruppi rivali.

«Cosa tieni da guardare?», «Ma cosa vuoi da me?»: sarebbe stato questo lo scambio di battute che avrebbe acceso la tensione davanti ad almeno una decina di giovanissimi presenti in piazza.

Ma la lite non si sarebbe chiusa lì. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il diciannovenne sarebbe tornato poco dopo a bordo di uno scooter, guidato da un complice ancora da identificare. Entrambi avevano il volto coperto.

Una volta individuato il sedicenne, Elia lo avrebbe prima colpito alla testa con il calcio della pistola e poi avrebbe esploso tre colpi d’arma da fuoco, centrandolo alle gambe. La vittima non avrebbe avuto il tempo di reagire.

Ora gli inquirenti sono al lavoro per identificare la persona che guidava lo scooter e verificare eventuali coperture nella fuga.

Il prefetto: “Risposta rapida dello Stato”

Dopo il fermo è intervenuto anche il prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha espresso «vivo apprezzamento alla magistratura e alla polizia per l’importante risultato raggiunto in tempi rapidi».

Il prefetto ha inoltre sottolineato che l’area tra piazza Carolina e via Chiaia è sotto costante controllo delle forze dell’ordine, con servizi straordinari e sistemi di videosorveglianza rafforzati per garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

I precedenti: piazza Carolina già teatro di “stese”

Quello del primo aprile non è un episodio isolato. L’area compresa tra piazza del Plebiscito, Chiaia e i Quartieri Spagnoli è stata più volte teatro di raid armati tra gruppi di giovanissimi legati ai quartieri rivali.

La sera del 12 dicembre scorso, sempre in piazza Carolina, si verificò una stesa: scooter con ragazzi armati che spararono all’impazzata lungo la strada dello shopping prima di fuggire verso i Quartieri Spagnoli.

Per quella notte di guerriglia urbana la Direzione distrettuale antimafia emise sette decreti di fermo: cinque vennero eseguiti, mentre due indagati – un maggiorenne e un minorenne – riuscirono a far perdere le proprie tracce.

Le indagini ricostruirono undici minuti di scontro armato tra gruppi dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia, con botta e risposta a colpi di pistola.

Al centro della contesa, secondo gli investigatori, il controllo di quella zona di confine tra i due quartieri e vecchi rancori mai sopiti, in una guerra sempre più spesso combattuta da ragazzi poco più che maggiorenni.

Acerra, pioggia di piombo in centro: 2 giovani feriti. La sfida delle baby-gang

Acerra – Il fragore degli spari che lacera il silenzio della notte, il sibilo dei motorini che fuggono a folle velocità e il sangue sull’asfalto. Acerra si risveglia bruscamente immersa in un incubo che sembra non avere fine: quello di una violenza giovanile sempre più spietata, dove il piombo è diventato l’unico linguaggio conosciuto da chi ambisce al potere criminale.

L’episodio, consumatosi nel cuore del centro cittadino, ha i contorni del tipico agguato di stampo camorristico, ma con protagonisti giovanissimi. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, il commando è entrato in azione a bordo di due scooter: i sicari, pronti a tutto, hanno puntato l’obiettivo e aperto il fuoco senza esitazione tra la gente.

A terra sono rimasti due giovani, rispettivamente di 23 e 25 anni, centrati alle gambe da diversi proiettili. Una “stesa” o forse un avvertimento diretto, un marchio di fabbrica delle nuove leve che lottano per il controllo delle piazze di spaccio. I feriti sono stati trasportati d’urgenza presso la Clinica dei Fiori di Acerra; sebbene le loro condizioni restino monitorate dai sanitari, non sarebbero in pericolo di vita.

La scontro tra baby criminali

L’ombra che si allunga sul territorio è quella di una “baby criminalità” sempre più spregiudicata. Non si tratta di semplici litigi tra coetanei, ma di una vera e propria guerra per il posizionamento nei mercati illeciti della provincia. La disponibilità di armi da fuoco tra i giovanissimi è ormai un’emergenza sociale: ragazzini poco più che ventenni che si muovono con la freddezza di killer esperti, pronti a trasformare le strade cittadine in un campo di battaglia.

Sul caso lavorano senza sosta gli uomini della Squadra Mobile e gli agenti del Commissariato di Acerra. Al vaglio degli investigatori ci sono i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, nel tentativo di dare un volto e un nome ai centauri della morte. Il timore, tra le forze dell’ordine e la cittadinanza, è che questo sia solo l’ennesimo capitolo di una faida destinata a lasciare altre tracce di sangue sul territorio.

Napoli, multe per due noti locali della movida di Chiaia

Napoli – Chiaia, controlli a tappeto nella zona simbolo della movida partenopea. I Carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno condotto un servizio ad alto impatto con il supporto di personale dell’Asl e della Polizia Municipale, concentrando le verifiche su locali e circolazione stradale.

Il bilancio dell’operazione parla di 65 persone identificate, 10 veicoli controllati e 19 sanzioni elevate per violazioni al Codice della strada. Due, invece, gli esercizi commerciali finiti nel mirino delle ispezioni.

Irregolarità nei locali, scattano sospensioni

Nel dettaglio, i controlli hanno riguardato un noto ristorante della zona, dove sono state riscontrate sette non conformità minori e una grave. Quest’ultima ha portato alla sospensione della produzione di pasti per celiaci, oltre alla contestazione della mancata applicazione delle procedure di autocontrollo. Per il titolare è scattata una sanzione amministrativa di 2mila euro.

Analoga sorte per un bar nel cuore di Chiaia: l’attività è stata sospesa per assenza di notifica sanitaria, con una multa da 3mila euro. Dalle verifiche è emerso anche che la Scia risultava scaduta.

Sul fronte della sicurezza, due persone sono state segnalate alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti, mentre altre due sono state denunciate per violazione del divieto di accesso alle aree urbane. Denunciato infine un 20enne sorpreso alla guida senza patente, con recidiva nel biennio.

Casavatore, 2 giovani fermati mentre scassinano una Panda

Casavatore – Hanno scelto la via sbagliata e il momento sbagliato. I carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Casoria hanno arrestato Raffaele Velotti, 29enne del posto, e Luigi Carriola, 28enne, entrambi già noti alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentato furto aggravato.

È accaduto in via Palizzi, dove una gazzella in perlustrazione ha notato due uomini aggirarsi con fare sospetto accanto a una Fiat Panda parcheggiata. Avvicinatisi senza dare nell’occhio, i militari hanno sorpreso i due mentre armeggiavano con arnesi da scasso pronti a forzare la portiera. Il tentativo di giustificarsi è risultato vano: l’evidenza parlava chiaro.

Dalla successiva perquisizione è emerso un quadro ancora più pesante. I due sono stati trovati in possesso di un kit completo per lo scasso, oltre a uno zaino e un computer portatile, risultati rubati poco prima all’interno di una Fiat 500 parcheggiata nelle vicinanze.

Velotti e Carriola sono stati dichiarati in arresto e attualmente si trovano agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida e del rinvio a giudizio.

Giugliano, incendio in un appartamento: madre e figlio di 5 anni lievemente ustionati

Giugliano –  Ore 22.20 di venerdì sera. I carabinieri, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti d’urgenza in via Vicinale 100 per un incendio divampato all’interno di un’abitazione civile.All’arrivo dei soccorsi, nell’appartamento si trovavano due persone: una donna di 48 anni e il figlio di appena 5 anni.

Entrambi sono stati estratti e immediatamente affidati ai sanitari.La donna e il bambino sono stati trasportati in codice giallo all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli per ustioni lievi. Secondo i primi accertamenti medici, non sono in pericolo di vita.Le cause che hanno scatenato le fiamme restano al momento ignote e sono oggetto di accertamenti da parte dei carabinieri.

I vigili del fuoco hanno domato rapidamente l’incendio e hanno dichiarato l’appartamento temporaneamente inagibile per consentire le verifiche di sicurezza e i rilievi del caso.

La memoria delle botteghe artigiane di San Giuseppe a Chiaia: tra mani e storie antiche

Tra le vie eleganti di San Giuseppe a Chiaia

Tra le vie eleganti di Chiaia, si nascondono botteghe dove le mani raccontano storie antiche, plasmando materiali con dedizione e passione. Qui il tempo sembra fermarsi, mentre l’arte dell’artigianato continua a vivere nel cuore della città, in particolare nel quartiere di San Giuseppe a Chiaia, un vero fulcro della tradizione napoletana.

Il cuore pulsante dell’artigianato napoletano

San Giuseppe a Chiaia non è solo un quartiere elegante, ma anche un crocevia di mestieri tramandati da generazioni. Le sue botteghe storiche, spesso raccolte in angoli appartati di Via San Giuseppe a Chiaia, sono piccoli scrigni di talento e dedizione. Qui incontriamo ceramisti che modellano la terracotta con maestria, liutai che danno vita a strumenti musicali dal suono profondo, tessitori che intrecciano fili colorati in trame uniche. Ogni attività racconta una tradizione, una storia, ma soprattutto la passione di chi ha scelto di custodire un patrimonio immateriale prezioso.

Storie di mani e di vita

Ricordo che da bambino, passeggiando con mio nonno, mi soffermavo ad osservare un vecchio ceramista al lavoro. La sua bottega era un regno profumato di argilla e vernice. Ricordo il suono ritmico del tornio e la luce fioca che si posava sui vasi appena modellati. Quell’immagine è rimasta impressa nella mia memoria come il simbolo di un’arte che non si arrende al tempo.

Oggi, parlando con gli artigiani di San Giuseppe, si percepisce la stessa passione. «Ogni pezzo che esce dalla bottega è un pezzo della nostra storia, un’eredità da custodire» confida con orgoglio uno di loro, mentre mostra una chitarra artigianale intagliata a mano. Le loro origini si intrecciano con quelle del quartiere e, spesso, con le sfide di un mondo sempre più globalizzato e digitalizzato.

Le tecniche tramandate: un patrimonio da vivere

Le tecniche artigianali sono un vero e proprio tesoro. Molte di esse si imparano ancora osservando e lavorando fianco a fianco con i maestri. I ceramisti usano metodi antichi di cottura, i tessitori lavorano con telai tradizionali, mentre i liutai selezionano il legno con cura maniacale. Questo lavoro manuale conferisce a ogni pezzo una personalità unica, impossibile da replicare con la produzione industriale.

Comunità, botteghe e memoria collettiva

Le botteghe non sono solo spazi di lavoro, ma veri e propri luoghi di incontro e scambio. La comunità locale riconosce in questi laboratori un patrimonio da tutelare e valorizzare. La presenza delle botteghe contribuisce a mantenere vivo un tessuto sociale ricco di relazioni, dove il passato e il presente si intrecciano in modo armonioso.

Resistere alla modernità senza perdere l’anima

In un’epoca dominata dalla standardizzazione e dalla produzione di massa, le micro-imprese artigiane di San Giuseppe a Chiaia rappresentano un autentico baluardo della tradizione. Resistere significa trovare nuovi modi di farsi conoscere, magari attraverso il web o iniziative culturali, senza però rinunciare al valore del lavoro manuale e all’unicità che ogni creazione porta con sé.

La memoria come filo conduttore

La memoria è il filo invisibile che unisce passato e futuro, che alimenta la continuità culturale di un quartiere e di una città intera. Le botteghe artigiane di San Giuseppe a Chiaia sono custodi di questa memoria, testimoni di una Napoli autentica capace di vivere e raccontarsi attraverso le sue mani. Sono un invito a fermarsi, osservare, ascoltare e imparare — un invito a vivere la città con gli occhi del cuore.

In un mondo che corre veloce, questa è forse la più grande ricchezza che possiamo ancora preservare.

Per approfondire altre storie dal cuore pulsante di Napoli, consigliamo di leggere il nostro articolo su le tradizioni artigiane a Napoli e il racconto sulle storie dei quartieri storici di Chiaia.

Serie: Napoli che si vive

Castellammare, così gli ultras del «Centro Antico» hanno dato la caccia ai tifosi del Sudtirol

La notte del 6 dicembre 2024, le strade di Castellammare di Stabia non erano un luogo sicuro per chiunque indossasse i colori sbagliati. Mentre i riflettori dello stadio “Romeo Menti” si spegnevano dopo il match tra Juve Stabia e Sudtirol, un gruppo di giovani ultras iniziava la propria “partita”: una caccia all’uomo meticolosa, volta a umiliare i tifosi ospiti e a sottrarre loro i simboli della propria appartenenza.

L’imboscata al Bar

Quattro tifosi altoatesini, ignari del pericolo, stavano consumando bevande all’interno del Bar Mafalda in via Padre Kolbe, verso l’una di notte. È qui che si consuma il primo atto del dramma. Secondo le testimonianze delle vittime e del titolare del locale, un gruppo di ragazzi locali, alcuni con il volto travisato da scaldacolli e armati di mazze di legno, ha fatto irruzione.

L’azione è stata “fulminea”: spintoni, minacce verbali e violenza fisica. A uno dei tifosi ospiti è stata strappata con forza la sacca contenente lo striscione del gruppo “Curva Sudt”, la bandiera e persino la maglietta del calciatore Ceppitelli, ricevuta in dono alla fine della gara. Altri sono stati costretti a consegnare felpe e sciarpe con i simboli del club. “Dallo shock mi sono messo a piangere”, ha dichiarato uno dei giovani aggrediti agli agenti della Polizia.

La regia digitale: WhatsApp e i “trofei” social

Le indagini della DIGOS e del Commissariato di P.S. di Castellammare di Stabia hanno rivelato una pianificazione che correva sul filo dei dati digitali. Attraverso l’analisi dei telefoni sequestrati, gli inquirenti hanno ricostruito l’attività del gruppo WhatsApp “UCA” (Ultras Centro Antico). Qui, gli indagati si scambiavano informazioni in tempo reale sulla posizione dei tifosi del Sudtirol: “Lasciali stare, prima abbiamo parlato pure con…”, scrivevano in chat per coordinare i movimenti.

Ma non è tutto. L’arroganza del gruppo si è spinta fino alla pubblicazione sui social media. Una foto, circolata su Facebook e Instagram poche ore dopo l’agguato, ritraeva diversi indagati mentre esibivano come trofei di guerra lo striscione rubato, le sciarpe e la maglia di Ceppitelli. “Ernesto, ma l’avete messo su Internet? Lo vedono tutti quanti!”, ammoniva un audio preoccupato inviato la mattina successiva.

L’identificazione: telecamere e “baci” sul collo

A incastrare il gruppo è stata la combinazione tra i frame delle telecamere di videosorveglianza cittadina e i dettagli somatici forniti dalle vittime. Un indagato è stato riconosciuto grazie a un tatuaggio a forma di “bacio rosso” sul lato sinistro del collo. Altri sono stati immortalati mentre fuggivano dal bar con in mano “qualcosa di bianco”, verosimilmente la maglietta appena rapinata. I filmati di “Taverna Mafalda” e dell’Oreficeria De Cenzo hanno permesso di mappare ogni volto e ogni ruolo: chi faceva da “palo”, chi entrava armato di bastoni e chi materialmente strappava i vessilli.

Legami pericolosi e il nuovo codice penale

L’inchiesta getta una luce sinistra sul gruppo “Ultras Centro Antico”, descritto come un sodalizio nato dalle ceneri di vecchie formazioni e collegato alla zona storica della città. L’ordinanza menziona legami con soggetti vicini alla cosca dei D’Alessandro, come Vincenzo Ingenito, già arrestato per omicidio per conto del clan e un tempo leader del tifo organizzato.

Dal punto di vista giuridico, il provvedimento del G.I.P. Riccardo Sena segna un punto di svolta applicando le recenti riforme (Legge 114/2024). Il giudice ha deciso di procedere immediatamente con le misure cautelari solo per gli indagati accusati di rapina aggravata (reato di grave violenza). Per coloro che rispondono “solo” di ricettazione (chi ha ricevuto i beni rubati), la legge ora impone un interrogatorio preventivo prima di poter emettere un’ordinanza cautelare, garantendo così una nuova forma di tutela difensiva.

Elenco degli Indagati

 

BIRRESE Giuseppe, nato a Castellammare di Stabia il 26.11.2000, ivi residente;

CAIAZZO Pio Francesco, nato a Castellammare di Stabia il 13.08.2005, ivi residente;

DE LUCA Antonio, nato a Castellammare di Stabia il 20.07.2000, ivi residente;

DE PASCALE Giovanni, nato a Castellammare di Stabia il 15.05.2003, ivi residente;

DE PASCALE Vincenzo, nato a Castellammare di Stabia il 16.06.2005, ivi residente;

DI NOLA Giuseppe, nato a Vico Equense il 06.11.1998, residente in Castellammare di Stabia;

DI SOMMA Ciro, nato a Castellammare di Stabia il 25.05.2006, ivi residente;

LUCARELLI Raffaele, nato a Castellammare di Stabia il 10.04.1997, ivi residente;

MAGGIO Carmine, nato a Castellammare di Stabia il 02.03.2006, ivi residente;

NASTRO Ciro, nato a Castellammare di Stabia il 22.12.1998, ivi residente;

RUSSO Antonio, nato a Vico Equense il 16.06.2003, residente in Castellammare di Stabia;

RUSSO Raffaele, nato a Castellammare di Stabia il 18.12.2005, ivi residente;

SALVATO Francesco Pio, nato a Castellammare di Stabia il 03.04.2003, ivi residente;

TRAMPARULO Vincenzo Pio, nato a Castellammare di Stabia il 29.04.2006, ivi residente.

Oroscopo di oggi 11 aprile 2026 a cura di Paolo Tedesco

0

Cari lettori, quello di sabato 11 aprile 2026 è un cielo che respira dualità. Da un lato abbiamo una spinta fortissima al cambiamento, alla passione e all’azione (grazie all’energia di Marte e del Sole in Ariete). Dall’altro, la Luna in Acquario ci invita a staccare la spina, a socializzare e a guardare alle amicizie come porti sicuri .

♈ Ariete (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore (❤️): La tua passione è alle stelle e cerchi avventure diverse dal solito . Le stelle parlano di slanci e dialogo vero; in coppia è bene chiarire subito eventuali dubbi con tono caldo .

  • Lavoro (💼): La determinazione ti aiuterà a superare gli ostacoli. Oggi è un buon momento per prendere decisioni importanti, ma cerca di non essere troppo impulsivo . Una proposta lasciata in attesa potrebbe tornare utile .

  • Salute (🏥): Hai energia da vendere, ma distribuita con intelligenza. Muoviti e ritaglia una pausa senza telefono per alleggerire i pensieri .

  • Finanze (💰): Un’opportunità inaspettata potrebbe migliorare le tue finanze, mantieniti vigile . Attenzione agli acquisti impulsivi .

  • Consiglio Astrologico: Oggi per te “movimento” è la parola d’ordine, ma non confondere l’azione con l’agitazione. Fermati un secondo a meditare prima di buttarti a capofitto nelle questioni importanti.

♉ Toro (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore (❤️): Venere accende i tuoi sentimenti, rendendo questo weekend favorevole all’amore . Cerca la sincerità nei rapporti e goditi la dolcezza dei gesti concreti .

  • Lavoro (💼): La tua pazienza e perseveranza ti permetteranno di raggiungere gli obiettivi. Non avere fretta . È una giornata utile per sistemare conti e trattative .

  • Salute (🏥): Il benessere passa dalla lentezza e dal buon cibo. Respira profondamente e non forzare i ritmi .

  • Finanze (💰): Evita spese inutili. Oggi è più un giorno per conservare che per spendere .

  • Consiglio Astrologico: Oggi la tua forza sta nella concretezza. Se senti che l’umore cambia, concediti una pausa nella natura per ritrovare la tua proverbiale stabilità.

♊ Gemelli (21 maggio – 21 giugno)

  • Amore (❤️): Le conversazioni sincere sono la chiave. In coppia è il momento giusto per chiarire ciò che pesa con leggerezza .

  • Lavoro (💼): La Luna in Acquario porta novità e occasioni lavorative diverse . La tua abilità comunicativa sarà la tua arma vincente .

  • Salute (🏥): La tua energia va a ondate. Fai pause brevi e limita il “rumore” digitale per evitare cali di concentrazione .

  • Finanze (💰): Un consiglio finanziario potrebbe esserti molto utile oggi . Attenzione però a non disperdere le energie in troppe piccole spese .

  • Consiglio Astrologico: Attenzione alla troppa possessività e gelosia . Oggi la libertà mentale è sacra per te, cerca di applicare lo stesso principio anche nei legami affettivi.

♋ Cancro (22 giugno – 22 luglio)

  • Amore (❤️): È il momento di rifugiarti negli affetti familiari e lasciar andare le preoccupazioni . La tua sensibilità sarà la tua aliata .

  • Lavoro (💼): Luna apre la pagina delle relazioni sociali. Nuove conoscenze (molto virili per la donna Cancro) potrebbero svilupparsi in amicizie o collaborazioni .

  • Salute (🏥): Ottima giornata per la salute mentale se eviti i sovraccarichi emotivi. Cerca luoghi che ti rassicurano .

  • Finanze (💰): Sei concentrato sullo sviluppo della tua economia. Rivedi le uscite di casa e i bisogni reali prima di spendere .

  • Consiglio Astrologico: Oggi puoi trovare un amante o un amico, ma il vero focus sei tu. Non confonderti nelle decisioni: ascolta il tuo intuito, non solo il portafoglio.

♌ Leone (23 luglio – 23 agosto)

  • Amore (❤️): Cielo sentimentale un po’ nuvoloso. Potrebbero sorgere incomprensioni o la tentazione di fare solo i propri capricci . Meglio mantenere la calma .

  • Lavoro (💼): Saturno e Marte sono in ottima posizione per le finanze . La tua leadership potrebbe essere riconosciuta, ma evita decisioni affrettate .

  • Salute (🏥): Energia alta, ma non strafare. Un po’ di riposo fisico in una location lussuosa (o anche solo a casa) farebbe miracoli .

  • Finanze (💰): La sirena del “denaro facile” potrebbe cantare, ma resisiti alla tentazione del gioco d’azzardo . Concentrati su progetti concreti.

  • Consiglio Astrologico: Oggi non cercare di vincere tutte le battaglie. A volte il gesto più regale è concedere una tregua. Marte accenderà un falò erotico, ma solo se l’ambiente è sereno .

♍ Vergine (24 agosto – 22 settembre)

  • Amore (❤️): La comunicazione aperta è fondamentale. Non aver paura di esprimere i tuoi bisogni e lascia entrare un po’ più di spontaneità .

  • Lavoro (💼): Luna creativa chiama occasioni di successo e guadagno, ma si tratta di progetti a lungo raggio. Cerca la collaborazione di altre persone .

  • Salute (🏥): Il benessere passa dall’ordine e da una camminata regolare. Attenzione alla postura .

  • Finanze (💰): La precisione è premiata. Oggi è un’ottima giornata per controllare conti, scadenze e correggere piccole imprecisioni .

  • Consiglio Astrologico: Lascia perdere la rigidità. Oggi la perfezione sta nell’accettare l’aiuto degli altri. Non voler fare tutto da solo, anche se pensi di farlo meglio tu.

♎ Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore (❤️): Il Sole e Marte ti permettono di avvicinarti al partner con una sensualità in netta crescita . Le emozioni tornano protagoniste .

  • Lavoro (💼): Saturno mette in discussione vecchie collaborazioni, ma non impedisce l’inizio di nuove imprese. Esci ed esplora! .

  • Salute (🏥): Camminare è il miglior rimedio per ossigenare la mente e ritrovare l’equilibrio .

  • Finanze (💰): Giove ti aiuta nel lavoro e negli affari. Potresti avere voglia di migliorare la casa; se puoi, asseconda questa influenza .

  • Consiglio Astrologico: “Esci ed esplora” è il tuo mantra oggi. Anche se qualche rapporto privato scricchiola, non chiuderti in casa: la fortuna ti aspetta fuori.

♏ Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore (❤️): Giove ti è favorevole. Se sei single, lanciati nella vita a due . In coppia, il Sole promette momenti facili e complicità perfetta .

  • Lavoro (💼): Clima professionale delicato. Ti faranno promesse, ma evita di esaurire le energie nell’attesa. La pazienza sarà premiata .

  • Salute (🏥): Marte ti spinge a fare troppo. Cerca di non esagerare con sport e lavoro, altrimenti il fisico potrebbe cedere .

  • Finanze (💰): Sei incline a spendere per cose inutili. Sii prudente prima di impegnare grosse somme .

  • Consiglio Astrologico: Arrivi quasi allo stremo, ma proprio ora arrivano notizie che alzano lo spirito . Non mollare ora; il weekend porta una boccata d’ossigeno.

♐ Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore (❤️): Potrebbe presentarsi un forte segnale di passione e ammirazione. I fidanzati possono parlare di matrimonio .

  • Lavoro (💼): La tua visione ottimista ti apre porte. Saturno agisce come un banchiere, sostenendo le tue iniziative d’affari .

  • Salute (🏥): Finalmente intravedi una fase di recupero fisico ed emotivo. Torna la voglia di guardare avanti .

  • Finanze (💰): Un colpo di fortuna potrebbe migliorare la tua situazione. Mantieniti aperto alle opportunità .

  • Consiglio Astrologico: La freccia del centauro è pronta a scoccare, ma oggi punta dritto al cuore, non al portafoglio. L’amore è l’investimento più redditizio della giornata.

♑ Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore (❤️): Emozioni mutevoli oggi. Potresti sentirti un po’ deluso dal partner, ma cerca di analizzare razionalmente le tue emozioni prima di parlare .

  • Lavoro (💼): La tua etica del lavoro sarà premiata. La determinazione ti aiuterà a superare lo stress derivante dalle responsabilità .

  • Salute (🏥): Le fatiche accumulate si fanno sentire. Concediti del riposo vero, non solo una pausa caffè .

  • Finanze (💰): La pianificazione finanziaria è fondamentale oggi. Sii prudente e non deviare dal budget .

  • Consiglio Astrologico: Plutone ti sta aiutando a riparare ciò che è rotto . Non aver paura di guardare indietro per capire dove hai sbagliato; è l’unico modo per costruire un futuro solido.

♒ Acquario (20 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore (❤️): Attenzione a gelosie e atteggiamenti possessivi. Hai un forte bisogno di libertà, ma va gestito con equilibrio .

  • Lavoro (💼): La Luna favorevole aiuta a trovare soluzioni a problemi di lunga data. La tua creatività ti porterà verso nuove opportunità .

  • Salute (🏥): Ottima giornata per viaggi e svago. Goditi il bel tempo per ricaricare le batterie .

  • Finanze (💰): La tua idea innovativa potrebbe generare entrate. Confida nella tua visione, ma verifica i dettagli .

  • Consiglio Astrologico: La tua originalità è disarmante, ma oggi attento a non ferire chi ami con la tua freddezza. Anche un genio ha bisogno di un abbraccio.

♓ Pesci (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore (❤️): Venere favorisce nuovi incontri. I cuori solitari devono mettersi in gioco! . Tuttavia, attenzione a non idealizzare l’altro .

  • Lavoro (💼): Mercurio nel segno ti rende libero di intraprendere azioni pratiche. Prepara un bel progetto per lunedì .

  • Salute (🏥): Empatia alta, ma proteggi le tue energie. Una nuotata o un bagno caldo ti daranno la pace che cerchi .

  • Finanze (💰): Approccio intuitivo alle finanze. Fidati del tuo istinto, ma tieni i piedi per terra nelle spese quotidiane .

  • Consiglio Astrologico: Smettila di aspettare il “principe azzurro” o la svolta magica. La gente cambia idea, tu no: hai capito cosa ami, ora smettila di startene in riva al mare e tuffati .

 

Il consiglio universale che emerge dall’analisi dei segni è: “Non forzare la mano”. Per alcuni (come Toro e Vergine) la posta in gioco sono le finanze e la routine; per altri (come Gemelli e Sagittario) la posta sono le parole e i sentimenti. La vera sfida di oggi non è tanto cosa fai, ma come lo fai. Se agisci con la testa calda rischi di innescare cortocircuiti emotivi (tipici di Ariete e Scorpione); se invece usi la calma e la diplomazia (come suggerito a Bilancia e Cancro), questo sabato può trasformarsi in un trampolino di lancio verso la primavera.

Ricordate: le stelle sono suggestioni, ma il timone è sempre nelle vostre mani. Buon weekend!

Camorra, omicidio di Pasquale Manna: ergastolo per il boss Francesco Rea

napoli – La parola “fine” (almeno per il primo grado di giudizio) è stata pronunciata oggi nell’aula bunker della Corte d’Assise di Napoli. Francesco Rea, indicato dagli inquirenti come il reggente del clan Veneruso-Rea, è stato condannato alla pena dell’ergastolo. L’accusa è pesante: essere il mandante e l’esecutore dell’omicidio di Pasquale Manna, il 59enne di Casalnuovo giustiziato in un agguato di chiaro stampo camorristico.

L’agguato al distributore e la tentata fuga

I fatti risalgono al pomeriggio del 2 marzo 2023. Il teatro del sangue fu un distributore di carburante a Volla, nell’hinterland napoletano. Manna fu sorpreso dal commando mentre si trovava nella sua vettura. Nonostante un disperato tentativo di sfuggire alla pioggia di proiettili, la vittima venne inseguita e finita dai sicari.

Un’esecuzione spietata, portata a termine da uomini che agirono a volto coperto, protetti dalle mascherine Ffp2, un dettaglio che all’epoca rese complesso il riconoscimento immediato.

L’inchiesta: il “gioco” delle auto sostitutive

A incastrare Francesco Rea è stata l’imponente mole di prove raccolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Il lavoro dei PM Frasca e Vanacore si è concentrato sull’analisi minuziosa dei sistemi di videosorveglianza della zona.

I sicari, nel tentativo di far perdere le proprie tracce, avevano messo in atto un sofisticato piano di fuga che prevedeva il cambio di diversi autoveicoli lungo il tragitto. Tuttavia, i “frame” estrapolati dalle telecamere hanno permesso di ricostruire il percorso a ritroso, individuando proprio nel reggente del clan l’uomo dietro l’operazione.

Il movente: epurazione interna al clan

Secondo la ricostruzione della Dda, accolta oggi dai giudici, l’omicidio di Pasquale Manna non sarebbe figlio di una guerra tra cartelli rivali, bensì di una sanguinosa epurazione interna. Un “regolamento di conti” resosi necessario, secondo le logiche criminali del clan Veneruso-Rea, per riaffermare la leadership di Francesco Rea e punire sgarri o dissidi maturati all’interno della stessa organizzazione.

Con la sentenza odierna, la Corte ha riconosciuto la piena colpevolezza dell’imputato, disponendo il massimo della pena previsto dall’ordinamento per un delitto che aveva scosso l’opinione pubblica per la sfacciataggine con cui era stato compiuto in pieno giorno.

Caso Domenico, spunta un video in sala operatoria

Napoli – L’inchiesta sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo si arricchisce di un nuovo, fondamentale tassello. La Procura della Repubblica di Napoli ha infatti disposto l’acquisizione di nuovi materiali multimediali — video e fotografie — che potrebbero gettare luce su quanto realmente accaduto all’interno della sala operatoria dell’ospedale Monaldi.

Il bambino ha perso la vita lo scorso 21 febbraio, a due mesi esatti da un trapianto di cuore fallito, eseguito il 23 dicembre 2025. Ora, i magistrati che coordinano le indagini per omicidio colposo in concorso (il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci) vogliono vederci chiaro attraverso gli occhi elettronici di chi, quel giorno, era fisicamente presente all’intervento.

L’occhio dello smartphone in sala operatoria

Al centro della nuova offensiva investigativa c’è il telefono cellulare di G.C.L., un operatore socio-sanitario (OSS) in servizio al Monaldi, che ha assistito alle fasi dell’operazione. Secondo i pm, all’interno del dispositivo potrebbero essere custodite informazioni cruciali per ricostruire la catena degli eventi che ha portato al decesso del bambino.

Considerata l’urgenza di preservare i dati, la Procura ha notificato l’avviso per un accertamento tecnico irripetibile, equiparabile a un incidente probatorio. L’incarico sarà formalmente conferito il prossimo 16 aprile alle ore 9:30 ai consulenti tecnici dell’accusa, l’ingegnere Michele Colimoro e Salvatore Carusio, i quali avranno il delicato compito di estrarre una copia forense dello smartphone. L’avviso è già stato notificato ai sette indagati, ai rispettivi difensori e alla famiglia Caliendo, rappresentata dal proprio legale.

Le accuse di falso e la difesa dei medici

Ma l’operato in sala operatoria non è l’unico fronte caldo dell’inchiesta. Parallelamente, si sviluppa il filone relativo alle presunte manomissioni della documentazione medica. I medici indagati Oppido e Bergonzoni devono infatti rispondere anche dell’accusa di falso, per aver presumibilmente modificato la cartella clinica del piccolo Domenico a posteriori.

Pochi giorni fa, davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), si sono tenuti gli interrogatori preventivi per valutare la richiesta di una misura di interdizione avanzata dagli inquirenti nei confronti dei due professionisti. In questa sede, il collegio difensivo di Oppido ha depositato una corposa memoria.

Sentiti i vertici aziendali

Il documento difensivo ha impresso un’ulteriore accelerazione alle indagini, spingendo il pm titolare del fascicolo a convocare e ascoltare nuove persone informate sui fatti. Le audizioni, concentrate proprio sul reato di falso documentale, hanno coinvolto figure di spicco: tra queste, la dottoressa Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, e alcune perfusioniste, le specialiste dell’équipe cardiochirurgica incaricate della vitale gestione della macchina cuore-polmoni durante l’intervento.

La ricerca della verità sulla morte di Domenico passa ora dall’incrocio tra le testimonianze, i documenti sequestrati e i pixel di un video che potrebbe raccontare ciò che le cartelle cliniche hanno forse tentato di nascondere.

Napoli, robot asporta tumore orofaringeo al Monaldi

Napoli – Per la prima volta nel Mezzogiorno, all’ospedale Monaldi di Napoli è riuscito un intervento di orofaringectomia robotica transorale con ricostruzione della faringe. L’operazione, eseguita con la piattaforma Da Vinci, ha trattato un carcinoma orofaringeo con voluminose metastasi linfonodali.

L’Azienda ospedaliera dei Colli annuncia un “passo avanti nella chirurgia robotica per i tumori testa-collo”. Con questa procedura, salgono a 15 gli interventi realizados con il robot Da Vinci, consolidando l’esperienza del centro.

L’operazione ha integrato chirurgia del collo tradizionale e approccio robotico transorale, garantendo una resezione radicale del tumore e una ricostruzione per preservare deglutizione e funzionalità digestiva superiore.

“Il successo testimonia la qualità delle nostre professionalità, l’innovazione tecnologica e il lavoro multidisciplinare”, ha dichiarato il direttore generale Anna Iervolino.

Camorra, la nascita della Cattleya Rent tra liti familiari e finanziatori occulti

Se Casapesennaè stato per anni il cuore pulsante del potere militare del clkan Zagaria, Tenerife è diventata la sala macchine finanziaria. Grazie alle risultanze dell’Ordine di Indagine Europeo, gli inquirenti hanno scoperchiato il “set” societario montato da Filippo Capaldo.

Non sono scatole vuote, ma imprese reali che servono a mescolare i proventi illeciti con gli incassi quotidiani, rendendo il denaro praticamente indistinguibile.

Mentre Filippo consolida l’impero immobiliare, i fratelli Nicola e Mario Francesco vivono col fiato sul collo. Nel 2017, la decisione è presa: bisogna fuggire da Casapesenna.

Mario Francesco Capaldo: “Compà, veramente io e Nicola abbiamo deciso. A settembre ce ne andiamo a Tenerife! Tramite che… ci è scappato… Qua rischiamo solo che ci incatastano e prendiamo dieci anni per senza niente!”

Nasce così la Cattleya Rent, noleggio di veicoli elettrici. Il “facilitatore” è ancora una volta Alfonso Ottimo, che procura loro il finanziatore: Carmine Farina. Ma i fratelli Capaldo sono nervosi. Litigano davanti a Farina, mettendo a rischio l’investimento.

Alfonso Ottimo: “Dovete andare più in sintonia! Se una persona viene qui per mettere i soldi su di voi e vi vede litigare già dalla mattina… quello che deve pensare? Già la mattina! Figurati quando si lavora che succede!”

Il finanziatore Carmine Farina

Per aprire la Cattleya Rent (noleggio di veicoli elettrici ad Adeje), i fratelli hanno bisogno di un polmone finanziario. Alfonso Ottimo, il facilitatore del clan, organizza tutto. Trova il finanziatore in Carmine Farina, un uomo con precedenti per contraffazione e legami con la malavita organizzata.

Il sopralluogo a Tenerife del 2017 è da manuale del crimine. Ottimo: “Se lo fanno per bene, funziona. C’è una marea di gente! La Playa del Duque è una cosa spettacolare, sembra un altro mondo. Ma io glielo dico a quei due [i fratelli Capaldo]: non dovete mettervi a fare quella vita là, se no di lavoro non fate niente. Dovete stare calmi, educati.”

Ma i fratelli litigano. Litigano davanti al finanziatore Farina per questioni di soldi e di gestione, mandando Ottimo su tutte le furie: “Se una persona viene qua per investire su di voi e vi vede litigare già dalla mattina prima di iniziare… quello che deve pensare?”

La “lavatrice“ spagnola

Nonostante le frizioni, l’attività parte. Un business “ecologico” per pulire il denaro più sporco della Campania.Il gip Fabio Provvier, che il 30 marzo scorso ha firmato un’ordinanza c autelare di 600 pagine e che ha portato 23 persone in carcere, è tranchant: “Non esiste alcuna lecita attività imprenditoriale di Capaldo negli anni anteriori… i suoi redditi sono inesistenti”. Eppure, a Tenerife, Filippo vive come un magnate. La conclusione è una sola: ogni bar aperto, ogni auto noleggiata, ogni appartamento venduto a Tenerife è un pezzo di camorra che ha cambiato pelle, trasformandosi in “economia legale” agli occhi dell’Europa.

Il clan Zagaria oggi è questo: una piovra che ha sostituito il cemento con la ristorazione di lusso e i rifiuti, che parla italiano e spagnolo, ma che continua a foraggiare le famiglie di Casapesenna con la precisione di un orologio svizzero. Un impero che poggia sulla sabbia dorata di Tenerife, ma con le radici ben piantate nel fango delle estorsioni casertane.

 

(nella foto la sede della Cattleya a Tenerife e i fratelliFilippo,  Nicola e Mario Francesco Capaldo con Alfonso Ottimo)

Omicidio Cerciello Rega, la Cassazione mette il punto: 11 anni a Natale Hjorth

Roma – La parola “fine” arriva nel tardo pomeriggio di un venerdì che chiude una delle pagine più drammatiche della cronaca nera capitolina recente. La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni per Gabriele Natale Hjorth, accusato di concorso anomalo nell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuto nel quartiere Prati nel luglio del 2019.

I giudici della prima sezione penale hanno respinto il ricorso presentato dai legali del giovane americano, confermando quanto stabilito nel processo d’Appello-ter dello scorso luglio. Resta aperta solo una piccola parentesi tecnica: un annullamento con rinvio limitato ai soli effetti civili per quanto riguarda l’aggravante della qualifica di pubblici ufficiali della vittima e del collega Andrea Varriale.

La notte del sangue a Prati

La vicenda risale alla notte tra il 25 e il 26 luglio 2019. Quella che doveva essere una trattativa per il recupero di uno zaino rubato (il cosiddetto “cavallo di ritorno”) dopo un acquisto di droga fallito a Trastevere, si trasformò in tragedia. In via Pietro Cossa, Cerciello Rega e il collega Varriale intervennero in borghese; ne nacque una colluttazione durante la quale Finnegan Lee Elder colpì il vicebrigadiere con 11 coltellate. Hjorth, pur non avendo impugnato l’arma, fu accusato di aver partecipato attivamente alla colluttazione con Varriale e di aver aiutato Elder a nascondere il coltello.

Il labirinto dei processi

Il percorso processuale è stato caratterizzato da un’altalena di sentenze che hanno progressivamente ridimensionato le pene iniziali:

Il primo grado (2021): Entrambi i giovani americani vennero condannati all’ergastolo.

L’Appello (2022): Le pene vennero ridotte a 24 anni per Elder e 22 anni per Hjorth.

La prima Cassazione (2023): I giudici annullarono con rinvio le sentenze. Per Elder fu chiesto di riconsiderare le aggravanti, per Hjorth venne chiesta una rivalutazione della responsabilità nel concorso in omicidio.

L’Appello-bis (2024): Elder ricevette una condanna a 15 anni e 2 mesi (poi diventata definitiva), mentre per Hjorth la pena scese drasticamente a 11 anni e 4 mesi.

L’Appello-ter (2025): Si giunse alla determinazione della pena odierna (10 anni e 11 mesi) dopo un ulteriore rinvio della Suprema Corte sul calcolo sanzionatorio.

L’ultimo atto

Con la decisione di oggi, la posizione penale di Natale Hjorth viene blindata. La Procura Generale aveva chiesto fin dal mattino l’inammissibilità del ricorso, sostenendo la congruità del trattamento sanzionatorio stabilito nell’ultimo grado di merito. Dopo quasi sette anni dai fatti, la giustizia italiana chiude il capitolo penale per entrambi i protagonisti di quella tragica notte, lasciando alle spalle una scia di polemiche e dolore che ha segnato profondamente l’opinione pubblica e l’Arma dei Carabinieri.

Castellammare, chiuso per 15 giorni il bar vip della movida dopo la maxi rissa

Castellammare – Non bastavano le ombre della camorra a offuscare le notti della movida stabiese. Ora ci si mettono anche le bottiglie rotte e le sedie trasformate in armi.

Il Questore di Napoli ha infatti disposto la sospensione per 15 giorni della licenza di somministrare alimenti e bevande per il rinomato lounge bar  situato nel centrale corso Vittorio Emanuele, cuore pulsante della vita notturna cittadina .Il provvedimento, come da prassi in casi di grave pericolo per l’ordine pubblico ai sensi dell’art. 100 del TULPS, è stato eseguito nella giornata di martedì. Esso fa seguito ai disordini avvenuti nella notte del 28 marzo scorso, quando una lite scaturita per futili motivi è rapidamente degenerata in una violenta rissa collettiva.

Secondo le ricostruzioni della questura e le testimonianze raccolte sul posto, il clima di tensione è esploso all’improvviso. Alcuni avventori avrebbero iniziato a lanciare sedie e bottiglie, scatenando il panico tra i clienti presenti, molti dei quali sono fuggiti all’esterno per mettersi in salvo . Sul posto sono intervenute diverse volanti del Commissariato di Castellammare, che hanno riportato la calma e avviato le indagini.

Ciò che ha reso la vicenda ancora più preoccupante per le autorità non è solo la violenza in sé, ma il profilo dei soggetti coinvolti. Secondo quanto emerso dalle indagini e riportato dalla stampa locale, tra i partecipanti alla rissa vi erano alcuni giovani ritenuti vicini a

La sospensione dell’attività per quindici giorni è una misura preventiva per interrompere un clima di intimidazione che rischiava di normalizzarsi nel cuore della città.

Le indagini della Polizia di Stato sono tuttora in corso per identificare tutti i responsabili della rissa e verificare eventuali responsabilità penali, mentre il locale rimarrà sbarrato per 15 giorni in attesa che i fermenti della movida tornino a essere solo un problema di rumore, e non di sicurezza.