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Scafatese: Un Trionfo che Risveglia Speranze e Ambizioni

La Scafatese Ritorna tra i Professionisti

Il ritorno della Scafatese nel mondo professionistico è un evento che segna una pietra miliare non solo per la società, ma per l’intera comunità di Scafati. La salute calcistica della squadra rappresenta un’opportunità per rilanciare l’interesse verso lo sport nella regione, incentivando i giovani a praticare attività sportive.

L’Entusiasmo e l’Identità Locale

La celebrazione della squadra, guidata dal presidente Vitiello, non è solo un motivo di festa, ma riflette anche un forte senso di comunità. Il calcio ha il potere di unire e, in questo caso, rappresenta un simbolo di riscatto per una città che ha saputo affrontare difficoltà e avversità. L’entusiasmo che si respira tra i tifosi è la prova tangibile di quanto il calcio possa influenzare la vita degli individui.

Riflessi nella Comunità e nel Settore Economico

La rinascita della Scafatese ha già evidenziato delle ripercussioni positive sul tessuto economico locale, con un aumento di interesse nelle attività commerciali circostanti. Ogni partita è un’opportunità per i negozianti di prosperare e per la città di mostrarsi al meglio. Tuttavia, la squadra dovrà affrontare sfide significative per mantenere il proprio posto tra i professionisti.

Conclusioni e Prospettive Future

La Scafatese ha iniziato un nuovo capitolo, e con esso arriva la richiesta di stabilità e crescita. Quali passi deve intraprendere per consolidare la sua posizione e raggiungere nuove vette? Sarà importante l’impegno di tutte le parti in causa, dai dirigenti ai tifosi, per caratterizzare il futuro di questa storica società. È tempo di guardare avanti e costruire, insieme, un percorso di successi. E per voi, quale importanza ha la Scafatese nella vostra vita sportiva?

Scampia: l’arte di trasformare la difficoltà in cultura

Un nuovo volto per Scampia

Scampia, storicamente associata a problemi di degrado, sta riscrivendo la sua narrazione attraverso il progetto “Le genti del viaggio”. Questo innovativo approccio, che fonde moda e musica, rappresenta un’opportunità unica di integrazione per il quartiere, trasformando le sue sfide in un vibrante mosaico culturale.

Un ponte verso il futuro

La moda come linguaggio universale e la musica come collante sociale: due arti che si incontrano per dare voce a una comunità spesso silenziosa. Gli artisti locali stanno utilizzando queste forme espressive per raccontare la propria storia, facendola diventare motore di cambiamento e inclusione.

Dalla marginalità alla scena

La rinascita di Scampia attraverso la cultura è emblematicamente rappresentata da quei giovani che, grazie alla creatività, riescono a riscrivere l’immagine di un luogo stigmatizzato. “Le genti del viaggio” diventa dunque un simbolo non solo di speranza, ma anche di riscatto. È il momento di ribaltare le narrazioni dominanti e mostrare il potenziale intrinseco di ogni comunità.

Un invito alla riflessione

I successi di Scampia ci pongono di fronte a una domanda fondamentale: quanto possiamo imparare dalla resilienza di queste comunità? La cultura come strumento di integrazione non è solo un’aspettativa, ma un imperativo sociale. È tempo di rendere visibile il valore di queste iniziative e promuovere un cambio di paradigma nei confronti di realtà come quella di Scampia.

Pronto Soccorso: la salute prima di tutto, ma con che mezzi?

Una situazione drammatica

La sanità in Campania è appesa a un filo, e non è certo il fil di Arianna a guidarci. Negli ospedali, come all’Ospedale del Mare, il sovraffollamento regna sovrano e le barelle scarseggiano. Chi ha bisogno di cure si trova a dover affrontare attese che sembrano interminabili, come se il tempo fosse un lusso di cui non possiamo più disporre.

Interventi dei Nas: giusto ma insufficiente

I Nas sono entrati in scena, portando un po’ di luce in questa situazione buia. Sì, hanno controllato ambulances e barelle, ma cosa cambierà realmente? Un intervento sporadico in una battaglia che va ben oltre le sole misure di sicurezza. Servono riforme concrete e risorse adeguate per garantire un servizio degno di questo nome.

Il diritto alla salute

I cittadini non possono subire passivamente questa crisi. La salute non dovrebbe essere un privilegio, ma un diritto. Quale futuro si prospetta, se ad ogni emergenza la risposta è solo una topica di ispezioni? La cronaca quotidiana ci insegna che la lotta contro la mafia della salute è appena iniziata.

Un appello alla coscienza collettiva

È ora di alzare la voce e chiedere quello che è nostro: strutture sanitarie efficienti, personale adeguato e interventi immediati. Napoli merita di più, e non possiamo permetterci di restare in silenzio. Cosa ne pensi? È giunta l’ora di far sentire la nostra voce contro l’inefficienza?

Meteo Campania: coperto a Napoli, temporali su Salerno e nebbia a Benevento

Sullo scacchiere meteorologico della Campania si profila una giornata di transizione caratterizzata da cieli prevalentemente coperti e temperature che si manterranno in una fascia relativamente mite: le minime oscilleranno tra 10.9 e 15.8°C mentre le massime saliranno tra 20.3 e 22.3°C.

La probabilità di pioggia è variabile sul territorio, più consistente sulle aree costiere meridionali con punte fino al 43%, mentre nelle zone interne la possibilità di rovesci resta contenuta, attorno al 15–23%. I venti si manterranno moderati, con raffiche massime attese tra circa 9.8 e 14.8 km/h: un elemento che, unito all’umidità diffusa, favorirà la persistenza di nubi basse e locali annuvolamenti specie nelle ore centrali della giornata.

Previsione Meteo Napoli e Avellino:

a Napoli la mattinata si presenta coperta con una temperatura attuale di 15.8°C e un’umidità elevata intorno all’88%; la massima prevista sfiorerà i 20.3°C ma il cielo rimarrà grigio e si avverte una ventilazione moderata sui 11–15 km/h che rende l’atmosfera piuttosto stabile senza escludere brevi schiarite. Ad Avellino condizioni simili ma più fresche: cielo coperto, temperatura attuale 13.3°C e massima attesa sui 20.3°C; l’umidità è minore rispetto al golfo, intorno all’81%, e i venti soffiano con raffiche contenute che mantengono la sensazione di freschezza nelle vallate interne.

Previsione Meteo Salerno e Caserta

A Salerno il quadro è più instabile rispetto al resto della regione: la probabilità di temporali è la più alta in Campania, con rovesci intensi possibili soprattutto sulle zone costiere e nell’immediato entroterra dove l’umidità sfiora il 92%. Le temperature punteranno sui 21°C come massima, ma saranno le celle temporalesche a dettare il ritmo della giornata, con raffiche locali e piogge a tratti abbondanti che possono ridurre visibilità e provocare accumuli rapidi. A Caserta, invece, il tempo si presenta meno severo: sono attesi rovesci deboli e intermittenti, pioggia più sporadica e venti deboli; la massima sarà simile a Salerno ma con maggiore variabilità e senza fenomeni convettivi così marcati, rendendo la giornata più gestibile per spostamenti e attività urbane.

Previsione Meteo Benevento e indicazioni pratiche

A Benevento la caratteristica dominante sarà la nebbia, diffusa nelle ore più fredde della mattina ma con un’escursione termica che potrà portare la colonnina di mercurio fino a 22°C nelle ore centrali; l’umidità molto elevata e le condizioni di visibilità ridotta impongono prudenza specialmente sulle strade provinciali e in autostrada. Per chi si muove in Campania si consiglia di pianificare spostamenti evitando le fasce orarie notturne e mattutine nelle valli interessate dalla nebbia, di verificare aggiornamenti sul traffico nei punti costieri soggetti a temporali e di tenere a portata di mano giacca impermeabile e luci antinebbia per garantire sicurezza durante gli spostamenti e le attività all’aperto.

Raid in strada a Varcaturo: ferito 40enne

Giugliano – Ha riportato una ferita lieve a una mano e a un braccio il 40enne raggiunto da colpi di pistola nella notte a Varcaturo, frazione di Giugliano in Campania, nel napoletano.

L’agguato, avvenuto intorno alle 3 di notte in via San Nullo, è stato raccontato dalla vittima stessa: due vetture si sarebbero avvicinate, da una delle quali sarebbero partiti diversi spari.

Centrato a una mano: è stato curato e dimesso dall’ospedale

Fortunatamente per l’uomo, le condizioni non destano preoccupazione. Trasportato all’ospedale San Giuliano di Giugliano, è stato medicato e già dimesso con una prognosi di pochi giorni. Sul posto sono intervenuti gli agenti dei commissariati di Polizia di Giugliano e Pozzuoli, che stanno già setacciando la zona e sono sulle tracce degli aggressori, fuggiti a bordo delle due auto. Le indagini sono in corso per ricostruire la dinamica e il movente del raid.

Guasto tecnico sull’Alta Velocità Napoli-Roma: treni rallentati fino a 170 minuti

Mattinata di passione per chi viaggia in treno sull’asse Napoli-Roma. Un inconveniente tecnico registrato sulla linea Alta Velocità intorno alle ore 6:00 ha provocato forti rallentamenti e un aumento significativo dei tempi di percorrenza, che in alcuni casi hanno raggiunto i 170 minuti di ritardo.

Il problema riguarda sia i treni Alta Velocità che gli Intercity.Per gestire il traffico, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia hanno deviato diversi convogli sulla linea convenzionale, attraverso le tratte via Formia e via Cassino. Questa soluzione, inevitabilmente più lenta, ha generato code e attese prolungate. Altri treni hanno subito limitazioni di percorso o sono stati direttamente cancellati.

I treni più colpiti

Tra i collegamenti con variazioni più rilevanti figurano diversi Frecciarossa:

  • Il FR 9616 Napoli Centrale–Milano Centrale non è partito da Napoli: l’origine è stata spostata a Roma Termini. I passeggeri in partenza da Napoli sono stati invitati a prendere i primi treni utili, con assistenza garantita da Trenitalia.
  • Il FR 9501 Roma Termini–Napoli Centrale è stato instradato via Formia e non ha effettuato la fermata prevista a Napoli Afragola.
  • Il FR 8506 Napoli Centrale–Bolzano è partito anch’esso da Roma Termini.
  • Il FR 8335 Roma Termini–Napoli Centrale è stato cancellato.

Ritardi superiori a un’ora sono stati segnalati anche su altri importanti collegamenti Alta Velocità, tra cui:

  • Salerno–Milano Centrale (FR 9608)
  • Napoli–Roma (FR 8334)
  • Napoli–Venezia Santa Lucia (FR 9406)
  • Salerno–Venezia Santa Lucia (FR 9490)

Assistenza ai passeggeri e aggiornamenti

Trenitalia invita i viaggiatori a consultare in tempo reale lo stato dei treni attraverso l’app, il sito ufficiale o il servizio “Cerca Treno”. Il personale di assistenza è presente nelle principali stazioni per fornire informazioni e soluzioni alternative di viaggio.La situazione resta in evoluzione: i tecnici di Rfi sono al lavoro per risolvere l’inconveniente e ripristinare la normale circolazione. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore.Chi deve partire è invitato a verificare con attenzione il proprio treno prima di recarsi in stazione per evitare ulteriori disagi.

Napoli, 28enne ferito a colpi di pistola in piazza San Giovanni Battista

Nel cuore della notte torna a spararsi a Napoli. Un uomo di 28 anni, incensurato, è rimasto gravemente ferito in una sparatoria avvenuta intorno all’una in piazza San Giovanni Battista, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città.

Il giovane è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco alle gambe e all’addome. Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico già nelle ore immediatamente successive al ferimento. Le sue condizioni restano serie e il caso viene seguito con la massima attenzione dagli investigatori.

Sul posto, non appena scattato l’allarme, sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Polizia di Stato. Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli, che sta lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato, individuare il commando e chiarire il movente dell’azione criminale.

Caccia ai responsabili

Gli investigatori hanno acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Proprio dall’analisi delle immagini sarebbero emersi elementi ritenuti utili all’inchiesta, tanto che i primi sospettati sarebbero già stati identificati. Resta ora da capire se il ferimento sia maturato in un contesto di criminalità organizzata, in un regolamento di conti o in una vicenda diversa, ma comunque sfociata in una violenza armata di estrema gravità.

L’episodio si inserisce in una fase che, nelle ultime settimane, ha riportato con forza il tema della sicurezza e della recrudescenza criminale in diverse aree di Napoli. Sparatorie, stese, ferimenti e azioni dimostrative sembrano restituire l’immagine di una tensione crescente, soprattutto nei quartieri dove storicamente il controllo del territorio rappresenta uno dei principali strumenti di potere dei gruppi criminali.

Troppo sangue nelle ultime settimane

Quando a essere colpito è un giovane incensurato, il segnale diventa ancora più allarmante. Significa che la violenza armata non resta confinata dentro dinamiche perfettamente leggibili, ma può esplodere in contesti più opachi, coinvolgendo figure che almeno formalmente risultano estranee ai circuiti penali. Ed è proprio questa zona grigia a preoccupare di più: quella in cui i confini tra vittima collaterale, bersaglio designato e soggetto inserito in relazioni non ancora emerse diventano sottili.

Napoli conosce bene queste fiammate improvvise, spesso legate a equilibri criminali fragili, a nuove alleanze, a spazi di comando contesi o a segnali lanciati con le armi per ribadire presenze sul territorio. In questo quadro, ogni fatto di sangue assume un peso che va oltre il singolo episodio, perché contribuisce ad alimentare un clima di paura diffusa e a rafforzare la percezione di un ritorno della violenza come linguaggio ordinario.

La risposta investigativa resta decisiva, soprattutto quando riesce a stringere il cerchio in poche ore attraverso telecamere, rilievi e testimonianze. Ma da sola non basta. Se nelle strade torna a parlare la pistola, vuol dire che in alcuni pezzi di città persistono sacche di controllo criminale, disagio sociale e assenza di alternative reali. Ed è lì che la repressione deve accompagnarsi a una presenza più forte e continua dello Stato.

«Uà, mi ha colpito», le ultime parole di Fabio Ascione dopo lo sparo

Napoli –  «Uà, mi ha colpito». Cinque parole, un sussurro di stupore e terrore prima che il buio calasse per sempre. Sono gli ultimi istanti di vita di Fabio Ascione, vent’anni appena, una vita pulita stroncata da un proiettile che non era destinato a lui.

L’omicidio che all’alba dello scorso 7 aprile ha insanguinato le strade di Ponticelli, periferia orientale di Napoli, non è un regolamento di conti. È l’ennesima, insopportabile tragedia di un innocente che incrocia per puro caso le traiettorie impazzite della camorra.

L’alba spezzata e il cornetto mai mangiato

Erano le prime luci del mattino. Fabio, incensurato e totalmente estraneo alle logiche criminali che ammorbano il quartiere, aveva appena staccato dal suo turno di lavoro in una sala bingo. La stanchezza della notte si mescolava alla voglia di tornare a casa, ma prima c’era tempo per una tappa fissa: la colazione al bar “Lively”, a pochi passi dalla sua abitazione.

Un caffè, forse un cornetto, due chiacchiere con gli amici. La normalità di un ragazzo perbene. In quel preciso istante, però, l’orologio del destino di Fabio si è sincronizzato con quello della follia criminale.

Far West in Viale Carlo Miranda

Poco distante, in Viale Carlo Miranda, si stava consumando una scena da Far West. Le indagini, supportate dai filmati cruciali delle telecamere di videosorveglianza, hanno ricostruito un inseguimento e un conflitto a fuoco. Da una parte un’auto scura di grossa cilindrata, a bordo della quale, secondo gli inquirenti, viaggiavano esponenti del gruppo Veneruso-Rea del vicino comune di Volla. Dall’altra, uno scooter con in sella due giovanissimi.

Quando i veicoli si sono incrociati, i frame delle telecamere hanno catturato i bagliori inequivocabili degli spari: “scintille e ritorni di fiamma” tipici di chi sta premendo il grilletto per uccidere.

La pistola scarrellata e il proiettile fatale

Lo scooter si è poi diretto verso la zona del bar “Lively”. In sella c’era Francesco Pio Autiero, 23 anni, figura legata al clan De Micco in quanto nipote di un elemento di spicco della cosca, accompagnato da un minorenne di 17 anni. È qui che la ricostruzione si fa agghiacciante. Il decreto di fermo dei pm, supportato dalle immagini, immortala Autiero mentre “scarrella” una pistola, armeggiando con l’arma a pochi passi dai passanti.

Che si sia trattato dell’epilogo del precedente scontro a fuoco, di un proiettile vagante esploso per strada, o di un colpo partito accidentalmente proprio in quegli attimi di concitazione fuori dal locale mentre il 23enne mostrava l’arma, l’esito è stato devastante. Un colpo solo, dritto al petto di Fabio. Il ragazzo si è accasciato pronunciando quelle ultime, drammatiche parole: «Uà, mi ha colpito».

I fermi e l’ombra dei clan

Il cerchio degli investigatori si è stretto rapidamente, costringendo i responsabili a fare i conti con l’inevitabile. Francesco Pio Autiero ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri, varcando la soglia della caserma accompagnato dal suo avvocato di fiducia. Le sue ammissioni hanno poi portato anche al provvedimento restrittivo per il complice minorenne. Le accuse, per entrambi, sono pesantissime: omicidio volontario, porto e detenzione di arma da fuoco. Reati resi ancor più gravi dalla contestazione dell’aggravante del metodo e delle finalità mafiose. Non si spara a caso in strada, tra la gente, se non per affermare un potere criminale.

Il giorno del dolore

Oggi, martedì 14 aprile, non è più il tempo delle indagini o delle perizie balistiche. È il giorno delle lacrime, di un dolore sordo che avvolge tutta Ponticelli. Nella chiesa di San Pietro e Paolo si celebrano i funerali di Fabio. Una bara bianca, probabilmente, per un ragazzo che aveva solo la colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Di fronte all’altare, una comunità intera chiede giustizia e si interroga, per l’ennesima volta, su come si possa morire a vent’anni, di ritorno dal lavoro, per un proiettile che non aveva un nome, ma che ha cancellato un futuro.

Napoli, barelle «in affitto» a 400 euro a notte nel pronto soccorso: indaga la Procura, l’Asl corre ai ripari

Il caso è esploso lo scorso sabato, portato alla luce dalla pagina Facebook dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”. Secondo la grave denuncia presentata dai familiari di una paziente, per sopperire alla mancanza di lettighe nel pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, una croce privata avrebbe “affittato” una barella alla cifra esorbitante di 400 euro per una singola notte. Una tariffa illecita di circa 30-40 euro all’ora, pagata per aggirare le carenze strutturali del presidio napoletano.

L’intervento dei Nas e la reazione dell’Asl

Il presunto business sulla pelle dei malati ha fatto immediatamente scattare i controlli. Sabato pomeriggio i carabinieri del Nas hanno effettuato una prima ispezione nel presidio di Napoli est. Ieri mattina è arrivata la dura reazione dei vertici dell’Asl Napoli 1, che ha diramato un divieto perentorio di accesso alle aree del pronto soccorso per tutto il personale delle ambulanze private.

Contestualmente, la direzione sanitaria ha fatto arrivare una mezza dozzina di barelle aggiuntive, dirottate da altri presidi dell’azienda, e ha avviato un’indagine interna. Sul caso, intanto, ha aperto un fascicolo anche la Procura di Napoli. Dalla prima relazione aziendale emerge che l’ospedale dispone di 53 barelle, un numero ritenuto congruo per gestire una media di 60 pazienti in Obi (Osservazione Breve Intensiva) in attesa di ricovero.

Il piano anti-caos e la difesa di Gubitosa

«Nessuna segnalazione di disservizi o abusi sull’uso delle barelle è mai pervenuta da parte di utenti alla direzione di presidio e all’Urp», ha precisato il manager dell’Asl Gaetano Gubitosa, invitando i cittadini a denunciare sempre le disfunzioni ai canali ufficiali. Il direttore ammette i problemi fisiologici di sovraffollamento, concentrati soprattutto nei fine settimana e il lunedì mattina, ma ricorda l’adozione di un piano strategico varato a febbraio in linea con le direttive regionali del 2025.

Le misure per snellire i flussi includono la separazione dei pazienti al triage in base alla gravità, un rapido turnover in prima linea, l’uso di posti letto in appoggio presso altre specialità e i trasferimenti verso altre strutture dell’Asl. «Altre barelle arriveranno entro fine mese grazie a una commessa già istruita – assicura Gubitosa – ma è chiaro che se emergono fenomeni di illegalità occorre che intervengano le autorità competenti con cui stiamo collaborando».

L’offensiva politica di Fratelli d’Italia

Lo scandalo ha scatenato l’immediata reazione del mondo politico regionale. Tre consiglieri di Fratelli d’Italia — il capogruppo Gennaro Sangiuliano, il segretario della commissione Sanità Raffaele Maria Pisacane e la consigliera Lea Romano — hanno preteso chiarimenti dalla direzione sanitaria.
«Già è grave e vergognoso che i malati vengano tenuti in barella, peggio ancora in barelle a pagamento», accusano gli esponenti meloniani. Se confermate, sottolineano i consiglieri, queste notizie delineerebbero un ulteriore, drammatico quadro di malasanità. Per questo motivo, il gruppo ha annunciato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al presidente Fico, affinché attivi tutti i meccanismi necessari per mettere fine a questa vicenda.

Napoli, poster con uomini a torso nudo esposti in chiesa: scoppia la polemica tra i fedeli

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Napoli – Un episodio inatteso ha scosso la comunità cattolica locale e acceso una polemica sul rispetto dei luoghi di culto. All’ingresso della chiesa di Santa Maria di Portosalvo, infatti, sono stati esposti alcuni poster di grandi dimensioni raffiguranti uomini a torso nudo, immagini che diversi fedeli hanno ritenuto inappropriate per un contesto religioso.

A segnalare l’accaduto è stato un parrocchiano che, rientrato in città dopo un periodo di assenza per motivi di salute, si è imbattuto nella scena proprio mentre all’interno dell’edificio sacro era in corso la celebrazione della Santa Messa. La presenza dei manifesti all’ingresso della chiesa avrebbe provocato sorpresa e disagio tra alcuni presenti.

Il fedele ha deciso di documentare quanto visto con fotografie e video, annunciando poi l’intenzione di rivolgersi alle autorità ecclesiastiche per chiedere chiarimenti sull’accaduto.

La richiesta di spiegazioni alla diocesi

«Come è stato possibile permettere inizialmente una simile esposizione?» si domanda il parrocchiano, che avrebbe già inviato una segnalazione all’Eminenza Reverendissima chiedendo verifiche sull’episodio. «Non vi è forse un dovere di vigilanza da parte degli organi competenti della diocesi affinché situazioni del genere non si verifichino?».

Nella sua ricostruzione, il fedele precisa di non essere contrario a iniziative culturali o artistiche ospitate all’interno delle chiese, purché siano compatibili con la sacralità del luogo. In questo caso, però, le immagini esposte sarebbero state ritenute lontane da un contesto considerato adeguato all’ambiente religioso.

Al momento la diocesi non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’episodio. Il parrocchiano, tuttavia, ha fatto sapere che, in assenza di risposte o chiarimenti, potrebbe rendere pubblica la documentazione raccolta e procedere con ulteriori segnalazioni.

La vicenda ha già aperto un confronto tra fedeli e osservatori sulla gestione degli spazi sacri e sulla necessità di garantire il rispetto e la dignità delle chiese.

Omicidio dell’innocente Fabio Ascione: arrestato l’assassino. E’ il nipote del boss

Napoli – Una notte di ordinaria follia criminale, un inseguimento armato per le strade della periferia e, alla fine, un colpo di pistola partito per sbaglio. Un errore fatale che ha spezzato per sempre i sogni di Fabio Ascione, vent’anni appena, la colpa inesistente di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato mentre tornava a casa dal lavoro.

A una settimana esatta da quell’alba di sangue del 7 aprile, i carabinieri hanno chiuso il cerchio. Ci sono due fermi per l’omicidio del giovane di Ponticelli. Il primo è un nome di peso negli organigrammi criminali della zona: Francesco Pio Autiero, 23 anni, nipote di un elemento di spicco del clan De Micco. Sentendosi braccato, il giovane si è presentato spontaneamente ai carabinieri di Napoli-Poggioreale scortato dal suo avvocato, Leopoldo Perone.

Il suo presunto complice, un minorenne, è stato invece rintracciato e bloccato dai militari. Per entrambi, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (pm Sergio Raimondi e il procuratore aggiunto Sergio Amato) ha firmato un decreto di fermo con accuse pesantissime: omicidio volontario, porto e detenzione di arma da fuoco, il tutto aggravato dalle finalità mafiose. Sussisteva, per gli inquirenti, un concreto pericolo di fuga.

La dinamica: un proiettile a bruciapelo

Dietro la morte di Fabio, un ragazzo pulito e totalmente estraneo alle logiche dei clan, non c’è un’esecuzione mirata, ma l’epilogo agghiacciante di una fibrillazione tra cosche rivali. Gli investigatori, scavando in un clima di profonda omertà, sono riusciti a ricostruire i minuti precedenti alla tragedia, supportati anche dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Poco prima che Fabio crollasse sull’asfalto, vicino a casa, i due indagati si erano resi protagonisti di un raid armato. In sella a uno scooter Beverly – il minorenne alla guida, Autiero passeggero armato – avevano ingaggiato una sparatoria nei pressi di un bar contro un gruppo di giovani legati al clan rivale dei Veneruso-Rea di Volla, che viaggiavano a bordo di un Suv Volkswagen Tiguan.

Il sangue freddo dei sicari, però, si è trasformato in tragedia quando la strada di Fabio ha incrociato la loro. Secondo le indagini, il proiettile che ha centrato in pieno petto il ventenne è stato esploso a una distanza ravvicinatissima, tra i 40 e i 50 centimetri. A premere il grilletto, verosimilmente in maniera accidentale mentre ancora impugnava l’arma dopo il raid, sarebbe stato proprio Autiero. Un colpo solo, letale.

L’ultimo saluto

Oggi è il giorno delle lacrime per un’intera comunità stanca di pagare il conto di guerre non sue. Le esequie di Fabio Ascione si terranno questa mattina nella chiesa di San Pietro e Paolo a Ponticelli. A celebrare il funerale e a cercare parole di conforto per una famiglia distrutta dal dolore ci sarà l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, da sempre in prima linea contro la violenza della camorra che continua a rubare il futuro ai figli di questa città.

Oroscopo di oggi, 14 aprile 2026 a cura di Paolo Tedesco

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Cosa ci riservano le stelle martedì 14 aprile 2026? Scopriamolo attraverso un estratto delle previsioni dell’astrologo, che ogni giorno racconta agli appassionati di segni zodiacali come le stelle influiranno sull’andamento della giornata.

♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

L’energia di Marte, tuo pianeta dominante, è alle stelle oggi. Questo è il momento di smettere di pensarci e di agire.

  • Amore: Sii diretto. Se c’è qualcosa che non va o un sentimento che vuoi confessare, fallo e basta. La sincerità sarà apprezzata .

  • Lavoro: Perfetto per partire lanciato. Se hai un progetto in testa, oggi è il giorno giusto per presentarlo e prendere il comando .

  • Salute: Attento alla testa calda. La tensione potrebbe accumularsi, sfogala con uno sport dinamico ma evita gli sforzi eccessivi .

  • Finanze: Guarda lontano. È un buon momento per gettare le basi di un investimento futuro, anche se i risultati non sono immediati .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non chiedere il permesso, Ariete. Chiedi scusa dopo se serve, ma oggi devi solo osare.”

♉ TAURO (20 aprile – 20 maggio)

Venere ti regala una giornata serena e stabile. Niente scossoni, solo la costruzione solida delle tue certezze.

  • Amore: Goditi le piccole cose. Una cena tranquilla o una passeggiata mano nella mano valgono più di mille dichiarazioni .

  • Lavoro: La costanza vince. Non cercare la scorciatoia, vai avanti per la tua strada: i superiori noteranno la tua affidabilità .

  • Salute: Hai bisogno di aria. Esci, stacca la spina, la natura ti ricarica come niente altro .

  • Finanze: Giornata da “revisione conti”. Controlla le spese, fai chiarezza, la stabilità è a portata di mano .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Muoviti lento ma sicuro, Toro. La lepre vince la gara solo nelle favole. Nella vita reale, vince la tartaruga.”

♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

Mercurio scompiglia un po’ le carte, ma in senso positivo. La tua mente è una lama, usala con precisione.

  • Amore: Parla, ma scegli le parole. La comunicazione è tutto oggi, ma attenzione a non fare battute che potrebbero essere fraintese .

  • Lavoro: Arrivano notizie. Telefonate, mail o messaggi: resta connesso, perché l’opportunità arriva proprio quando meno te lo aspetti .

  • Salute: Mente iperattiva. Hai bisogno di rallentare il pensiero, la meditazione o semplicemente un buon libro ti aiutano a centrarti .

  • Finanze: Leggi le clausole. Se devi firmare o accettare un accordo, occhio ai dettagli. Il diavolo è nei particolari .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Gemelli, sei come un faro che gira troppo in fretta. Fissa un punto e illuminalo bene, prima di passare al prossimo.”

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

La Luna ti rende ipersensibile. Non vedere questo come un difetto, oggi la tua empatia è un superpotere.

  • Amore: Ascolta il tuo cuore. Se senti che c’è un problema, probabilmente è vero. Affrontalo con dolcezza .

  • Lavoro: Soluzioni creative. La tua fantasia è altissima, usala per risolvere i problemi che gli altri trovano troppo noiosi .

  • Salute: Fai silenzio. Il mondo esterno è troppo rumoroso, concediti una pausa di tranquillità assoluta .

  • Finanze: Tieni il portafoglio chiuso. Oggi l’impulso a comprare qualcosa per consolarti è forte, ma è una trappola .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Cancro, il tuo guscio non è una prigione. Oggi è un ombrello: usalo quando piove, ma ricordati di riaprirlo quando torna il sole.”

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

Il Sole ti illumina e il tuo carisma è magnetico. Non c’è ombra che possa oscurarti oggi.

  • Amore: Attiri tutti. Sia che tu sia single o impegnato, la tua energia attrae le persone giuste. Usala per rafforzare il legame .

  • Lavoro: Prendi il comando. In riunione, alza la voce (con garbo) e fai valere le tue idee. Il riconoscimento arriva oggi .

  • Salute: Energia alle stelle. Sfrutta questa vitalità per fare sport o semplicemente per essere più attivo. Il sole fa bene al tuo umore .

  • Finanze: Occhi aperti sul business. Potrebbe arrivare una proposta di collaborazione o un nuovo cliente interessante .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Leone, non aspettare che siano gli altri ad accendere la luce. Sei tu il sole, brilli per conto tuo. Oggi splendi senza vergogna.”

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

Mercurio ti regala lucidità mentale. Vedi dove gli altri vedono solo confusione. Metti ordine.

  • Amore: Chiarisci subito. Se c’è un malinteso, oggi è il giorno perfetto per sedersi e spiegare cosa provi veramente .

  • Lavoro: Dettaglio è tutto. La tua precisione eviterà un errore madornale. Rileggi tutto due volte prima di inviare .

  • Salute: Mente e corpo. Non trascurare l’ansia da prestazione, un po’ di mindfulness ti farà stare meglio .

  • Finanze: Metti in ordine i conti. È una giornata perfetta per fare budgeting e capire dove puoi tagliare le spese superflue .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Vergine, togli quel granello di sabbia dalla scarpa. Smettila di guardarlo e toglilo. La soluzione è più semplice di quanto credi.”

♎ LIBRA (23 settembre – 22 ottobre)

Venere ti chiede equilibrio. Sei il pesatore dello zodiaco, oggi assicurati che i piatti della bilancia siano in pari.

  • Amore: Usa la diplomazia. Se litighi, cerca la mediazione. Se sei felice, condividi l’armonia. Non esagerare né in un senso né nell’altro .

  • Lavoro: Patti chiari. La tua capacità di mediare sarà fondamentale per risolvere una disputa tra colleghi .

  • Salute: Bellezza e benessere. Dedicati a una manicure, a un taglio di capelli o semplicemente a una maschera viso. Ti sentirai subito meglio .

  • Finanze: Pareggia i conti. Se hai speso troppo nelle scorse settimane, oggi è il giorno per fare cassa e rientrare .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Bilancia, smetti di oscillare. A volte stare fermi nel mezzo è la posizione più scomoda, ma oggi è la più sicura.”

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

Plutone smuove le acque profonde. Non aver paura di guardare dentro la caverna, oggi ci troverai un tesoro.

  • Amore: Passione intensa. I sentimenti sono forti, forse anche troppo. Usa questa energia per perdonare e andare avanti, non per distruggere .

  • Lavoro: Fidati del fiuto. Il tuo istinto non sbaglia mai. Se qualcosa non ti convince, indaga. Scoprirai la verità .

  • Salute: Rigenerazione. Hai bisogno di “morire” un po’ ai vecchi vizi per rinascere. Inizia una disintossicazione (da zuccheri, fumo, ecc.) .

  • Finanze: Cambi di rotta. È il momento di trasformare il tuo approccio al denaro. Lascia perdere le vecchie abitudini .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Scorpione, non avere paura della tua stessa ombra. A volte per vedere la luce, bisogna prima attraversare il tunnel.”

♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

Giove ti spinge verso l’orizzonte. La tua freccia vuole volare lontano, lasciala andare.

  • Amore: Voglia di novità. La routine ti soffoca. Organizza una sorpresa o una mini fuga per tenere accesa la fiamma .

  • Lavoro: Ottimismo contagioso. Porta entusiasmo in ufficio. La tua carica positiva aiuterà tutto il team a vedere il bicchiere mezzo pieno .

  • Salute: Movimento all’aria aperta. Corsa, trekking o semplicemente una camminata veloce. L’ossigeno è la tua medicina .

  • Finanze: Osare con criterio. È un buon giorno per investire in formazione o in un viaggio (che è un investimento per lo spirito) .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Sagittario, la prigione più grande è la mente. Se credi di essere bloccato, è solo perché hai smesso di sognare. Ricomincia a sognare in grande.”

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

Saturno ti chiede pazienza. Non forzare i tempi della natura, la montagna non si scala in un balzo.

  • Amore: Costruisci solido. Non cercare l’avventura facile. Oggi investi tempo e parole per costruire una base solida con chi ami .

  • Lavoro: Responsabilità e premi. Se accetti un compito in più, sappi che sarà quello a farti fare carriera. Non tirarti indietro .

  • Salute: Disciplina. La salute si costruisce giorno per giorno. Mangia sano e vai a letto presto, il corpo ti ringrazia .

  • Finanze: Risparmio al potere. Metti da parte qualcosa. La sicurezza economica si costruisce con piccoli, costanti sacrifici .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Capricorno, non guardare sempre la vetta. Se continui a guardare su, inciampi nelle pietre. Guarda dove metti i piedi adesso.”

♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

Urano porta vento di novità. La tua mente è avanti anni luce, anche se gli altri non ti capiscono.

  • Amore: Rompi la routine. Fai qualcosa di totalmente folle e inaspettato per la tua metà. L’imprevisto tiene vivo l’amore .

  • Lavoro: Idee rivoluzionarie. Proponi quel progetto strano che tutti hanno scartato. Oggi troverai il terreno fertile per farlo attecchire .

  • Salute: Sii flessibile. Quello che funzionava ieri potrebbe non funzionare oggi. Cambia la tua routine di allenamento o alimentare .

  • Finanze: Entrate extra. Un lavoretto secondario o una vendita online potrebbero fruttare più del previsto .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Acquario, sei come un fulmine a ciel sereno. Non aspettare che gli altri capiscano la tua genialità. Limitati a folgorarli.”

♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

Nettuno dissolve i confini. Sogna pure, ma assicurati di avere i piedi per terra quando serve.

  • Amore: Empatia totale. Senti quello che prova l’altro come se fosse tuo. Usa questa sensibilità per curare le sue ferite .

  • Lavoro: Intuito vincente. Non sai spiegare il perché, ma sai dove andare a parare. Segui la tua voce interiore .

  • Salute: Acqua rigenerante. Una doccia calda, un bagno o una nuotata. L’acqua lava via le tue ansie come niente altro .

  • Finanze: Segui il cuore… ma con la testa. Le tue intuizioni finanziarie sono buone, ma verifica i numeri prima di investire .

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Pesci, il mondo è noioso senza di te. Ma ricordati che i sogni sono il carburante, non la destinazione. Oggi nuota, ma non affogare nelle fantasie.”

 Il commento finale di Paolo Tedesco

“Cari amici, il cielo di questo martedì 14 aprile ci chiede di smettere di aspettare il momento perfetto. Ariete, Leone e Sagittario hanno il vento in poppa per lanciarsi, mentre Toro, Vergine e Capricorno trovano la forza nella costanza. Gemelli, Bilancia e Acquario devono usare la testa (e il fiuto) per navigare le relazioni, mentre Cancro, Scorpione e Pesci possono fare della loro sensibilità un’arma di costruzione di massa.

La lezione universale di oggi è che l’equilibrio non è staticità, ma movimento consapevole. Non abbiate paura di essere chiari con chi amate e onesti con i vostri conti in banca. Le stelle sono dalla vostra parte, ma le gambe per camminare sono le vostre. Buon martedì, e che la forza sia con voi.”

Caivano, assalto al cuore del Parco Verde: i clan di Scampia sferrano l’offensiva per le piazze di spaccio

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Caivano – Il rumore dei motori che squarcia il silenzio del Parco Verde, poi il sibilo dei proiettili che bucano l’aria. Era il 27 settembre 2025 quando un commando di nove persone, in sella a cinque scooter, scatenò l’inferno tra i palazzoni di quello che è considerato uno dei più grandi supermercati della droga d’Europa. Oggi, quella “stesa” ha un nome e un cognome per tre dei presunti responsabili, finiti in manette in un’operazione scattata all’alba.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, su mandato della DDA di Napoli, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare a tre soggetti napoletani. Le accuse sono pesanti: intimidazione pubblica e porto illegale di armi, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Quella sera, il commando esplose almeno otto colpi verso il cielo: non era una semplice bravata, ma un segnale di guerra inviato a chi, tra quei lotti, comanda o vorrebbe comandare.

Le indagini dipingono un quadro inquietante. Non si tratta di criminalità locale in cerca di spazio, ma di una vera e propria invasione di campo. I soggetti arrestati sarebbero infatti legati alla criminalità organizzata di Scampia, decisa a piantare la propria bandiera sul territorio caivanese.

 Il “Grande Vuoto” e l’annessione di Caivano

L’inchiesta rivela un mutamento geopolitico della camorra napoletana estremamente pericoloso. La strategia dei clan di Scampia non è casuale, ma risponde a una logica di opportunismo criminale dettata dai recenti successi dello Stato.

La decapitazione dei clan locali: Gli arresti che hanno falcidiato i vertici del clan Ciccarelli, storico padrone di casa al Parco Verde, hanno creato un improvviso “vuoto di potere”. In camorra, come in fisica, il vuoto non esiste: viene immediatamente riempito dal predatore più forte.

L’espansionismo di Scampia: Le consorterie di Scampia e dell’area nord di Napoli, da tempo in cerca di nuovi mercati dopo il ridimensionamento delle “Vele”, vedono in Caivano la succursale perfetta. Il Parco Verde è un asset fondamentale: una piazza di spaccio capace di generare profitti immensi con una logistica già collaudata.

La “Stesa” come atto di sottomissione: I colpi sparati il 27 settembre non erano diretti a persone fisiche, ma all’autorità residua dei clan locali. È la tecnica della colonizzazione: mostrare i muscoli per dire agli spacciatori di zona che “il proprietario è cambiato” e che le provvigioni ora vanno versate a Napoli.

Il rischio della nuova faida

Questo scenario apre le porte a una possibile stagione di sangue. Da un lato ci sono i gruppi di Scampia, militarmente superiori e dotati di ingenti risorse; dall’altro, le “batterie” locali di Caivano che, seppur indebolite, potrebbero tentare un’alleanza disperata o una resistenza armata per non perdere il controllo di un business da milioni di euro l’anno.

L’operazione dei Carabinieri ha tolto dalla strada tre pedine, ma la partita a scacchi tra le cosche per il controllo del Parco Verde è tutt’altro che chiusa. Se lo Stato ha decapitato il clan locale, ora la sfida è impedire che Caivano diventi la nuova trincea di una guerra d’importazione.

Caso Domenico, nel cellulare dell’oss un video sull’arrivo del cuore

Potrebbe esserci un video ritenuto decisivo nel cellulare dell’operatore socio-sanitario finito al centro dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Sul dispositivo, sequestrato lo scorso 6 marzo, la Procura di Napoli ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile finalizzato alla copia forense dei contenuti.

Il conferimento dell’incarico è previsto per giovedì. L’analisi del telefono potrebbe consentire agli investigatori di chiarire alcuni passaggi ritenuti centrali nella ricostruzione dei fatti.

Il video sull’arrivo del cuore

Secondo quanto emerso, nel cellulare sarebbe presente un filmato considerato utile a verificare i tempi di arrivo del cuore destinato al trapianto, il momento dell’apertura del box utilizzato per il trasporto dell’organo e le sue condizioni al momento della consegna.
Elementi che potrebbero offrire ulteriori riscontri investigativi nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura partenopea.

Sette sanitari indagati

Le indagini, affidate ai Nas, riguardano l’ipotesi di omicidio colposo in concorso per la morte del bambino. Al momento risultano indagati sette sanitari.
A disporre l’accertamento è stato il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, in servizio presso la VI sezione della Procura di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.

Appello del procuratore di Napoli Nord agli imprenditori: denunciate

«Agli imprenditori concussi che non hanno ancora denunciato dico che è arrivato il momento di farlo». È l’appello lanciato dal procuratore di Napoli Nord, Domenico Airoma durante la conferenza stampa convocata negli uffici giudiziari di Aversa per illustrare i dettagli dell’inchiesta che ha portato all’arresto di un ispettore della Polizia di Stato in servizio nel Gruppo Interforze Antimafia (Gia) istituito presso la Prefettura di Caserta.

Con il poliziotto è finito in carcere anche un commercialista. Secondo l’accusa, i due avrebbero intascato tangenti da imprenditori interessati a ottenere l’iscrizione o a mantenere la permanenza nella White List delle aziende, l’elenco delle imprese ritenute non esposte a infiltrazioni mafiose e autorizzate a lavorare in settori sensibili.

«Noi abbiamo fatto il nostro – ha spiegato Airoma –. La Questura di Caserta e la Squadra Mobile hanno avuto la professionalità di scoprire il marcio al loro interno e di denunciarlo senza esitazioni. Mi aspetto ora che anche gli imprenditori trovino il coraggio di parlare».

Alla conferenza stampa era presente anche il procuratore aggiunto Maria Di Mauro, che ha coordinato le indagini. «Gli imprenditori che decideranno di denunciare troveranno da questa parte rigore e severità – ha aggiunto Airoma –. Per chi infanga la divisa non ci saranno sconti». Il procuratore ha inoltre parlato di una vicenda che lo colpisce anche sul piano personale: «Sono figlio di un poliziotto e questa indagine mi provoca sofferenza».

Un sentimento condiviso anche dal questore di Caserta Andrea Grassi, presente insieme al capo della Squadra Mobile Massimiliano Russo. «È un fatto doloroso – ha dichiarato Grassi – ma dimostra che la Polizia di Stato possiede gli anticorpi per reagire, lavorando con rigore, lealtà e trasparenza al fianco dell’autorità giudiziaria». Il questore ha annunciato che nelle prossime ore firmerà il decreto di sospensione dal servizio per l’ispettore arrestato.

L’inchiesta è scattata circa un mese fa dopo le denunce presentate da due imprenditori. Ora gli investigatori puntano ad allargare il raggio delle verifiche per accertare eventuali altri episodi di corruzione legati alla gestione della White List.

Tangenti a Sorrento, l’ex sindaco confessa: «Intascai 215mila euro»

Sorrento –  “Ho preso tangenti per 215mila euro”. L’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, ha confessato il suo ruolo nel sistema corruttivo che ha trasformato gli appalti del Comune in un mercato illegale. Le ammissioni – rese agli inquirenti nel settembre scorso e desecretate – hanno portato il gip Maria Concetta Criscuolo a disporre interrogatori preventivi per 15 nuovi indagati.

Il “sensitivo” e lo staffista: i ruoli del sistema

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Torre Annunziata (pm Giuliano Schioppi), Coppola non agiva da solo. L’ex sindaco avrebbe incassato le mazzette tramite Raffaele Guida, soprannominato “Lello il sensitivo”, descritto come l’ufficiale di collegamento con gli imprenditori. Accanto a loro, Francesco Di Maio, ex membro dello staff.

L’inchiesta ha preso il via il 20 maggio 2025, quando Coppola fu arrestato in flagranza in un ristorante. In quella occasione, le telecamere dei finanzieri immortalarono una persona intenta a contare banconote nel bagno del locale: secondo l’accusa, si trattava del pagamento di una tangente.

13 appalti e 3 concorsi sotto accusa

Le nuove richieste di misura cautelare – 4 in carcere e 17 ai domiciliari, ridotte dal gip a 15 interrogatori – riguardano dirigenti, funzionari comunali, imprenditori, esperti della comunicazione e professionisti. Le accuse, per ora, sono 9 ipotesi di corruzione e 8 di turbativa d’asta, relative a 13 appalti (tra cui il “Campo Italia”, il Teatro Tasso e la promozione del brand “Sorrento”) e a tre concorsi pubblici.

In un caso, durante una perquisizione, sono stati rinvenuti e sequestrati 115mila euro in contanti a casa di un indagato per un concorso truccato.

Rischio elezioni annullate: il Comune sotto osservazione

La nuova bufera giudiziaria arriva mentre il Viminale valuta lo scioglimento del Comune di Sorrento per infiltrazioni malavitose. Il Comune è già commissariato dallo scorso maggio, dopo le dimissioni di Coppola. Se la proposta venisse accolta in tempi brevi, le elezioni amministrative previste per il 24 maggio sarebbero annullate. Gli interrogatori dei 15 indagati sono fissati per il 16 e 17 aprile.

I 15 nuovi indagati

Donato Sarno (dirigente Comune di Sorrento)
Luigi Desiderio (funzionario Comune di Sorrento)
Filippo Di Martino (funzionario Comune di Sorrento)
Maria Grazia Caiazzo (funzionaria Comune di Sorrento)
Vincenzo Sorrentino (commercialista, ex consigliere comunale)
Alessandro Di Domenico (imprenditore)
Raffaele Nitti (imprenditore)
Luigi De Gregorio (imprenditore)
Raffaele Guarino (esperto di comunicazione)
Giuseppe Razzano (esperto di comunicazione)
Antonio Gnassi (giornalista, ex presidente commissione disciplinare Ordine campano)
Marco De Martino (vincitore di un concorso da dipendente comunale)
Giovanni Coppola (presunto “raccomandatore”)
Carlo Perego (professionista)
Gennaro Esposito (professionista, fedelissimo dell’ex sindaco Coppola)

Superba prestazione degli atleti della Sannio Runners Dropexpress ad Agropoli

La mezza maratona, disputata nella splendida cornice storica tra Paestum e Agropoli, ha visto brillare la folta rappresentanza della squadra guidata dal presidente, l’avvocato Giorgione.

Protagonisti della giornata gli atleti Matteo Varricchio con un eccellente 1.29 alla sua prima
Mezza maratona ( giovanissimo ) Fortunato Stuppia 1.31 umile e potente , Luca Bagnoli , Sergio Calandro, Felice De Matteo, Alessio De Cristofaro e la straordinaria Annapia De Rienzo, che ha conquistato un prestigioso terzo posto di categoria.

Oltre 1500 partecipanti hanno preso parte a una gara a tratti durissima, che però non ha fermato l’armata Sannio Runners dropexpress che oramai è sempre presente nelle gare podistiche regionali e non . Da segnalare anche l’emozionante arrivo di De Cristofaro, che ha indossato la maglia celebrativa del ritorno in Serie B degli “Stregoni” mostrando attaccamento ai colori giallorossi.

Momento particolarmente toccante all’arrivo, con il bellissimo e commovente taglio del traguardo di Felice De Matteo, accompagnato dal suo piccolo che lo ha sostenuto fino alla fine, l’amore padre e figlio .

Infine, da sottolineare la prova di Luca Bagnoli, esempio concreto di come caparbietà e forza di volontà possano davvero abbattere qualsiasi ostacolo.
Grazie a tutti gli atleti della

Sannio Runners Dropexpress che mi rendono sempre di più orgoglioso di essere il loro presidente .

avvocato Gerardo Giorgione
Presidente Sannio Runners Dropexpress

Anche a Giugliano la «famiglia del bosco»: da 3 anni in una baracca con il figlio disabile

Giugliano – Da oltre tre anni vivono confinati in una precaria casetta di legno esposta alle intemperie, in una situazione di totale isolamento e in condizioni incompatibili con qualsiasi standard minimo di dignità. È il dramma della cosiddetta “famiglia nel bosco napoletana”, un nucleo residente a Giugliano.

A denunciare questa grave emergenza umana, sanitaria e sociale sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che attraverso una nota ufficiale hanno deciso di accendere i riflettori su una vicenda che non può più passare inosservata.

Un quadro clinico allarmante

A rendere la permanenza nella baracca ancora più pericolosa è il fragile stato di salute dell’intero nucleo familiare. Il figlio è affetto da un disturbo dello spettro autistico con comorbidità psichiatrica e da idrosadenite suppurativa. Si tratta di un quadro medico delicatissimo che gli stessi specialisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese avevano già giudicato del tutto incompatibile con l’attuale sistemazione abitativa, evidenziando la necessità imprescindibile di un ambiente stabile, idoneo e protetto. A questo si aggiungono le gravi fragilità dei genitori: il padre combatte con una sindrome dolorosa cronica, mentre la madre è portatrice sana di epatite B.

L’ultimatum alle istituzioni

Nonostante i chiari pareri medici e l’evidente stato di necessità, per la famiglia giuglianese nulla di concreto è stato fatto finora. I due legali chiedono con forza l’attivazione urgente dei servizi sociali e sanitari territoriali, affinché si proceda al trasferimento immediato in una struttura abitativa sicura per tutelare il giovane disabile. “Non è più tollerabile che una famiglia viva in condizioni primitive e che un soggetto debole veda compromessa ogni possibilità di cura”, tuonano gli avvocati Pisani, lanciando un appello disperato: “Lo Stato intervenga ora, prima che sia troppo tardi”.

«Se non paghi, ti arriva la tranvata»: patto tra ispettore antimafia e commercialista per ricattare le imprese

L’appuntamento era quasi sempre lo stesso: lo studio del commercialista a Carinaro, zona industriale di Teverola. Ma prima di iniziare a parlare, scattava il protocollo di sicurezza. Niente cimici, niente registrazioni. Almeno nelle intenzioni dei protagonisti. Appena entrato, l’imprenditore Salvatore Iorio veniva accolto da un uomo ben vestito, con la barba brizzolata, un Rolex al polso e il sigaro tra le dita.

«Dammi il cellulare», intimava l’uomo, che si presentava come “Andrea della Prefettura”. I telefoni venivano presi e chiusi nel bagno dello studio. Solo allora iniziava la trattativa. Quell’uomo era Andrea Garofalo, ispettore della Polizia di Stato e membro del GIA (Gruppo Interforze Antimafia), l’organismo che decide chi può lavorare con la Pubblica Amministrazione e chi, invece, deve essere spazzato via da un’interdittiva.

«Andrea della Prefettura» e lo spauracchio della «tranvata»

Il metodo descritto dal GIP Berrino era chirurgico: Garofalo, grazie al suo ruolo in Questura a Caserta, conosceva in anticipo le informative riservate del ROS. Sapeva chi era sotto osservazione e chi rischiava di perdere l’iscrizione alla “White List”. Era allora che entrava in gioco il “socio”, il commercialista Domenico D’Agostino.Ai malcapitati veniva mostrato lo schermo di un computer: «C’erano delle informative negative nei miei confronti — racconta Iorio nella sua denuncia — mi facevano vedere la sentenza di confisca definitiva relativa ai miei familiari».

Il messaggio era chiaro: se non ti “appariamo” noi, la tua azienda è finita. Garofalo usava termini gergali ma inequivocabili: «Adesso i tempi sono stretti… la tranvata sicuramente la prendi però cerchiamo di farti prendere una tranvata minore». O ancora: «Se tu acchiappavi la carocchia (l’interdittiva, ndr) già ti comunicavano l’interdittiva ed era finita».

Il Modello 231: lo schermo legale per la mazzetta

Per giustificare il passaggio di denaro, il duo aveva ideato un escamotage: la redazione del “Modello 231”, una certificazione sulla responsabilità societaria che, pur non essendo obbligatoria per la White List, veniva spacciata come l’unica ancora di salvezza.Il prezzo? Salatissimo. Per Iorio la richiesta fu di 10.000 euro: 4.000 fatturati dal commercialista per un’attività definita dagli inquirenti “posticcia” e 6.000 in contanti per l’ispettore.

Garofalo, con una spavalderia che il GIP definisce allarmante, definiva quella cifra quasi un’offesa professionale: «I prezzi sono altri e questo è veramente un fiore… ti vai a fare una mangiata a Punto Nave e li spendi questi soldi».

La mazzetta e le colombe pasquali

L’avidità degli indagati emerge in dettagli quasi grotteschi. Non bastavano i contanti. Durante uno degli ultimi incontri prima di Pasqua, Garofalo rincara la dose: «Fai quattro e sei… e un paio di colombe buone… quelle di Benito però!». Un extra da 80 euro che si aggiungeva alle migliaia di euro estorte per “tirare il freno a mano” ai controlli antimafia.

L’ispettore si sentiva intoccabile, ma era consapevole del rischio: «Tieniti presente che a me mi arrestano se vengono a sapere una cosa di questa… non devi parlare manco in corpo a te». Non aveva fatto i conti con il coraggio di chi, come Salvatore Iorio, aveva già denunciato in passato esponenti dei Casalesi come Franco Letizia e i figli di Sandokan.

«Mia moglie, come me, ha sofferto tutte le angherie subite dal clan dei casalesi — spiega l’imprenditore — e ho deciso di venire a denunciare».

Il sistema «a stile aperto»

Nelle pagine dell’ordinanza, il GIP Berrino descrive quello di Garofalo come un «sistema ben strutturato di reiterate concussioni a stile aperto». Non c’era solo Iorio. Arturo Di Caterino, un altro imprenditore, sarebbe stato costretto a versare 15.000 euro (di cui 12.500 in contanti) per evitare che le vicende giudiziarie del nonno bloccassero la sua attività.

Le minacce di Garofalo erano brutali: «Se non fai questa 231 tu ti becchi l’interdittiva e dopo, anche se hai ragione, la questione la risolvi quando avrai 50 anni, ci vogliono 20 anni per risolverla». E ancora: «Salvatore tu mi devi stare a sentire! Altrimenti qua ti fai male, ma ti fai male davvero».Conclusioni del GIP: un tradimento della divisa

Garofalo, definito “esperto di indagini” per i suoi trascorsi alla DIA e alla Squadra Mobile, usava le sue competenze per muoversi nell’ombra, consapevole di come eludere le investigazioni.Il quadro che emerge è quello di un pubblico ufficiale che ha messo all’asta la funzione più delicata dello Stato: la lotta alle infiltrazioni mafiose.

In un territorio difficile come quello casertano, la White List è vita o morte per un’azienda. Garofalo e D’Agostino lo sapevano bene e su quella paura avevano costruito il loro mercato privato. Fino a quando un uomo che non aveva paura della camorra ha deciso che non doveva averne nemmeno di un poliziotto infedele.

Napoli, perchè il pareggio di Parma è comunque importante

Il pareggio strappato ieri pomeriggio al Tardi di Parma dal Napoli di Antonio Conte non è un punto da buttare perchè arrivato al termine di una sfida complicata, nata nel peggiore dei modi e rimessa in piedi con carattere, forza mentale e voglia di restare aggrappati fino in fondo al treno scudetto.

Gli azzurri escono dal campo con qualche rimpianto, ma anche con la consapevolezza di essere ancora vivi, ancora in corsa, ancora pronti a lottare.

La gara si era trasformata in un incubo praticamente al primo respiro.Un colpo durissimo, arrivato a freddo, capace di spezzare immediatamente i piani della squadra partenopea e di indirizzare la partita su binari inattesi.Per diversi minuti il Napoli ha accusato il contraccolpo psicologico.

Lo svantaggio lampo ha portato nervosismo, qualche errore di troppo in impostazione e una certa difficoltà nel trovare ritmo e pulizia di manovra.Il Parma, forte del vantaggio immediato, ha potuto gestire con più tranquillità, chiudendo gli spazi e provando a ripartire ogni volta che gli azzurri concedevano campo.

Eppure, proprio nei momenti di maggiore difficoltà, si è vista la fibra di una squadra che non vuole arrendersi.
Il Napoli ha progressivamente rialzato la testa, aumentando il possesso, alzando il baricentro e cercando con insistenza la giocata giusta negli ultimi metri.
Nel finale del primo tempo gli azzurri hanno spinto con maggiore convinzione, andando vicino al pareggio e costruendo i presupposti per riaprire davvero la sfida. Il gol, però, non è arrivato prima dell’intervallo, lasciando nell’aria quel senso di frustrazione per un’occasione soltanto sfiorata.

Nella ripresa, però, la squadra è rientrata in campo con un altro volto.Più determinata, più compatta, più convinta delle proprie possibilità. Il Napoli ha iniziato a occupare stabilmente la metà campo avversaria, facendo valere qualità e intensità.
La pressione azzurra è cresciuta minuto dopo minuto, fino a trasformarsi nel meritato pareggio al 60’.

A rimettere tutto in equilibrio ci ha pensato ancora una volta Scott McTominay, sempre più uomo pesante nelle due fasi e sempre più decisivo nei momenti chiave della stagione.Il Parma, però, ha resistito con ordine e sacrificio, mentre agli azzurri è mancato l’ultimo guizzo per completare l’opera.Resta così un pareggio che rallenta, ma non spegne. Perché il segnale più importante arriva proprio dalla reazione.

Subire un gol dopo 33 secondi, in una partita così delicata, avrebbe potuto mandare fuori giri chiunque.
Il Napoli invece ha saputo soffrire, ricompattarsi e riprendere in mano il proprio destino almeno all’interno dei novanta minuti.
Ed è proprio questa capacità di non crollare, di restare dentro la gara anche quando tutto sembra girare storto, che può fare la differenza nelle ultime curve della stagione.

La corsa scudetto è ancora aperta e il Napoli ha il dovere di crederci fino all’ultimo.
Gli azzurri hanno dimostrato di avere orgoglio, qualità e una tenuta mentale da squadra vera. Certo, il pareggio contro il Parma lascia un velo di amarezza, ma allo stesso tempo consegna una certezza: questa squadra non intende alzare bandiera bianca.
Finché ci saranno partite da giocare e punti da conquistare, il Napoli continuerà a inseguire il suo sogno.

E magari, proprio da una serata complicata come questa, può nascere la spinta emotiva giusta per il rush finale.
Perché i campionati non si vincono solo nelle notti perfette, ma anche sapendo resistere nelle giornate sporche, stringere i denti e restare in piedi.
Il Napoli è ancora lì. E finché è lì, tutto è possibile.

 Ludovica Carrano