Tre agenti della Polizia Penitenziaria aggrediti durante il servizio, con lesioni che per uno di loro hanno comportato una prognosi di 20 giorni. È quanto accaduto nella mattinata del 29 ottobre nella Casa circondariale di Napoli Secondigliano, dove un detenuto avrebbe aggredito i poliziotti mentre erano impegnati nelle consuete attività di istituto.
L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno delle carceri e sulle difficoltà operative affrontate quotidianamente dal personale penitenziario. A intervenire è il Si.N.A.P.Pe, che attraverso i propri vertici esprime solidarietà ai colleghi feriti e sollecita l’Amministrazione penitenziaria ad adottare provvedimenti concreti per prevenire nuovi episodi di violenza.
Le conseguenze dell’aggressione
I tre agenti coinvolti hanno dovuto ricorrere alle cure mediche. Per due di loro i sanitari hanno stabilito una prognosi di tre giorni, mentre il terzo poliziotto ha riportato lesioni più serie, con una prognosi di 20 giorni.
Un episodio che, secondo il sindacato, riporta in primo piano la necessità di garantire condizioni di lavoro adeguate a chi opera quotidianamente negli istituti di pena, spesso alle prese con situazioni delicate e potenzialmente pericolose.
Vargas: «La carenza di personale compromette la sicurezza»
Sulla vicenda è intervenuto il segretario generale aggiunto del Si.N.A.P.Pe, Luigi Vargas, che ha rivolto ai tre agenti feriti gli auguri di pronta guarigione, sottolineando al tempo stesso la necessità di rafforzare le misure di protezione per il personale.
«L’episodio di questa mattina nel carcere partenopeo ripropone con urgenza la necessità di garantire condizioni di lavoro sicure a chi, ogni giorno, rappresenta lo Stato negli istituti di pena», ha dichiarato Vargas.
Il rappresentante sindacale ha poi posto l’accento sulla carenza di organico, indicata come uno dei principali fattori di criticità nella gestione delle attività penitenziarie.
«Siamo di fronte a una crisi sistemica dovuta alla drammatica e diffusa carenza di personale, che costringe gli agenti a lavorare in condizioni di perenne affanno», ha aggiunto.
Da qui la richiesta all’Amministrazione penitenziaria di adottare tempestivamente i provvedimenti previsti nei confronti dei responsabili dell’aggressione e di avviare un confronto finalizzato a rafforzare le tutele operative degli agenti in servizio.
Giardinetto: «Servono interventi non più rinviabili»
Sulla stessa linea il segretario generale aggiunto Aniello Giardinetto, che ha inquadrato l’episodio di Secondigliano in un contesto più ampio, richiamando l’attenzione sulle difficoltà che interessano il sistema penitenziario.
«Il personale lavora costantemente sotto organico e gestisce con professionalità situazioni quotidiane delicate, ma non può farlo a discapito della propria incolumità fisica», ha affermato.
Per Giardinetto, l’aggressione dimostra la necessità di interventi correttivi immediati da parte del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e degli organismi competenti.
Tra le priorità indicate dal sindacato figurano il riequilibrio delle dotazioni organiche, il rafforzamento delle misure di sicurezza e il rispetto delle regole interne agli istituti.
Il rappresentante sindacale ha inoltre chiesto che gli episodi di violenza nei confronti degli agenti siano affrontati con provvedimenti adeguati, affinché il personale possa svolgere le proprie funzioni senza essere esposto a rischi inaccettabili.
Il sindacato: «La sicurezza degli agenti deve essere una priorità»
Il Si.N.A.P.Pe ha assicurato che continuerà a monitorare la situazione, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa ritenuta utile per tutelare gli operatori della Polizia Penitenziaria.
«Non permetteremo che l’incolumità fisica dei poliziotti penitenziari continui a essere considerata un rischio del mestiere», è il messaggio lanciato dal sindacato.
L’organizzazione ha infine rinnovato la propria solidarietà ai tre agenti feriti, auspicando un rapido riscontro da parte dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria sulle richieste avanzate.
Aggressione al carcere di Secondigliano: sicurezza, organico e tutela del personale
L’aggressione ai danni di tre agenti della Polizia Penitenziaria nel carcere di Napoli Secondigliano richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro e sulla necessità di misure concrete per la sicurezza del personale nelle carceri.
- Tre agenti della Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti nel carcere di Napoli Secondigliano: due hanno una prognosi di tre giorni, uno di 20 giorni.
- Il sindacato chiede misure di sicurezza potenziate, il riequilibrio delle dotazioni organiche e interventi immediati da parte dell’Amministrazione penitenziaria per prevenire episodi di violenza.
- L’episodio è inquadato come parte di una crisi sistemica legata alla carenza di personale e alle difficoltà operative nelle carceri.
- Il Si.N.A.P.Pe continuerà a monitorare la situazione e potrebbe intraprendere iniziative per tutelare gli operatori, chiedendo risposte tempestive dall’Amministrazione penitenziaria.









