Epatite A, raffica di controlli tra Napoli e provincia: sequestrati oltre 600 chili di prodotti

Sotto la lente dei Nas pescherie e mercati ortofrutticoli. Multe per 10mila euro e massima allerta per il rischio Epatite A: scatta il blocco per merce priva di tracciabilità.
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Napoli – Prosegue senza sosta l’attività di monitoraggio dei Carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) a tutela della salute pubblica. Nell’ultima settimana, una serie di operazioni mirate tra il capoluogo partenopeo e l’hinterland ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di prodotti ittici e ortofrutticoli, non conformi alle rigide normative vigenti sulla tracciabilità e la conservazione.

Pesce “fantasma” e cattiva conservazione: blitz nelle pescherie

Il bilancio dei controlli nel settore ittico è severo: in soli sette giorni i militari hanno effettuato 15 ispezioni presso punti vendita, mercati e ristoranti. L’attenzione si è concentrata in particolare su una pescheria del centro di Napoli, dove sono stati rinvenuti diversi chili di vongole prive di qualsivoglia documentazione sulla loro origine, stipate all’interno di una cella frigorifera.

Non solo: i Carabinieri hanno riscontrato violazioni anche sulle modalità di stoccaggio del pesce fresco, in alcuni casi conservato in acqua in totale dispregio delle norme igienico-sanitarie. Complessivamente, sono stati sequestrati oltre 50 chilogrammi di prodotti ittici. Campioni della merce sono stati inviati all’Istituto Zooprofilattico di Portici per le analisi di laboratorio, necessarie a valutare l’eventuale pericolosità per i consumatori.

Allerta Epatite A: maxi sequestro di frutta e verdura

L’operazione più imponente si è però consumata a Casoria, dove il monitoraggio è stato intensificato a seguito del recente aumento di casi di Epatite A. In un’azione congiunta che ha visto impegnati i Carabinieri del Nas insieme alla Polizia Locale, all’Asl Napoli 2 Nord e ai tecnici del C.Ri.P.A.T. (Centro di riferimento regionale per la sicurezza della ristorazione), è stato setacciato un grande rivenditore di ortofrutta.

L’esito dell’ispezione a 360 gradi è stato drastico: circa 600 chili di merce sono stati sequestrati perché privi di requisiti di sicurezza e tracciabilità. Al titolare dell’attività sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 10.000 euro.

Non solo igiene: accertamenti su abusivismo e suolo pubblico

L’intervento a Casoria non si è limitato agli aspetti puramente sanitari. La Polizia Locale ha infatti proceduto a verifiche amministrative parallele, riscontrando irregolarità relative all’occupazione del suolo pubblico e potenziali violazioni in materia di abusivismo edilizio all’interno dei locali commerciali.

L’obiettivo di questa “task force” istituzionale resta quello di garantire che sulle tavole dei cittadini arrivino solo prodotti controllati, eliminando dal mercato quei distributori che, ignorando le procedure di sicurezza, mettono a rischio la salute della collettività.

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Commenti (1)

Mi pare giustso che i controlli ci sian, però molta gentte non capisce le norme e i negozzi restano confusi, la roba trovata poteva esser da fornitorisconosciuti e li merce era mal conservata, umidae puzzolente senza docummenti; i carabinieri han fatto il loro ma poi dopo che succede?

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