Napoli, il riscatto sociale alla Rotonda Diaz: detenuti e volontari insieme per ripulire gli scogli

A Napoli, volontari e detenuti in permesso premio collaborano per ridare dignità a un luogo simbolo della città.
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Napoli- Una marea umana di volontari e detenuti in permesso premio armati di guanti e sacchi, uniti per restituire dignità a uno dei luoghi simbolo di Napoli. Sabato 25 ottobre torna l’appuntamento con “Plastic Free” e “Seconda Chance”, l’iniziativa che unisce impegno ambientale e inclusione sociale, dopo il successo dello scorso maggio che aveva portato alla rimozione di 3,7 tonnellate di rifiuti in 12 città.

L’evento: una sinergia vincente tra ambiente e giustizia

Alla Rotonda Diaz, affacciata sul golfo di Napoli, si ritroveranno fianco a fianco cittadini volontari e detenuti del carcere di Secondigliano in permesso premio. Obiettivo: liberare dagli scogli e dalla spiaggia plastica e rifiuti di ogni tipo, in un’azione concreta che rappresenta al tempo stesso cura del territorio e percorso di redenzione.

L’iniziativa, patrocinata dal Consiglio regionale della Campania e dal Comune di Napoli, dimostra come sia possibile costruire comunità più pulite e solidali attraverso la collaborazione tra associazioni, istituzioni e cittadini.

Un percorso che dura da tre anni

Quella del 25 ottobre rappresenta una nuova tappa di un cammino iniziato tre anni fa tra Plastic Free Onlus, organizzazione impegnata nella lotta all’inquinamento da plastica, e Seconda Chance, associazione del terzo settore dedicata al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti.

Il successo dell’edizione di maggio – con 400 partecipanti, di cui 114 detenuti, che hanno rimosso 3,7 tonnellate di rifiuti – ha dimostrato l’efficacia di questo modello, che unisce la tutela ambientale al valore del riscatto sociale.

La rete che sostiene l’iniziativa

Il progetto cresce grazie a una fitta rete di collaborazioni: dall’amministrazione penitenziaria alla Magistratura di Sorveglianza, dai Comuni alle aziende di igiene urbana, fino alle associazioni locali e ai volontari di tutta Italia.

Un esempio concreto di come sia possibile affrontare insieme due emergenze sociali: l’inquinamento ambientale e l’emarginazione, dimostrando che il cambiamento passa attraverso gesti concreti e la collaborazione di tutti.

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