Napoli– La fuga dei primi due pistoleri dei Quartieri Spagnoli è durata meno di una settimana. Si erano lasciati alle spalle i vicoli a ridosso di via Toledo e l’eco degli spari per cercare riparo in provincia di Pescara, convinti di aver fatto perdere le proprie tracce.
Invece, all’alba, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, in collaborazione con i colleghi abruzzesi, hanno chiuso il cerchio a Montesilvano. In manette, raggiunti da un decreto di fermo per tentato omicidio, sono finiti Vincenzo Bevivino, 24 anni, e Vincenzo Rossi, 29 anni. Mentre continua la caccia invece al terzo complice, pure lui uccel di bosco da una settimana.
Sarebbero loro, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i responsabili del raid di piombo andato in scena all’alba dello scorso 3 gennaio, quando nel mirino è finito Gianluca Pisacane, 28enne titolare di un locale ai Quartieri e fratello dell’ex calciatore e attuale tecnico del Cagliari, Fabio Pisacane.
La dinamica e il movente: una vendetta per “sgarro”
La violenza, ancora una volta, nasce dal nulla. Una scintilla banale nella notte della movida che si trasforma in un incendio criminale. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori del commissariato Montecalvario, tutto sarebbe nato da un diverbio tra una dipendente del locale di Pisacane e un’altra ragazza.
Gianluca Pisacane sarebbe intervenuto solo per difendere la sua collaboratrice, allontanando la “rivale” e le sue amiche. Un gesto interpretato come un affronto da lavare col sangue.
La ragazza allontanata avrebbe chiesto l’intervento dei due indagati per “vendicare” l’umiliazione. Bevivino e Rossi si sarebbero presentati al cospetto di Gianluca e di suo padre subito dopo la chiusura del bar. Ne è nata una discussione furibonda, culminata nel peggiore dei modi: l’estrazione di un’arma e l’esplosione di due colpi di pistola che hanno centrato il 28enne alle gambe.
Una scena ripresa in ogni dettaglio dagli occhi elettronici della videosorveglianza, che hanno permesso alla Polizia di dare un nome e un volto ai presunti aggressori in tempi record.
I profili criminali e i legami con i clan
I due fermati non sono volti nuovi negli archivi della Questura, ma figure con un curriculum criminale che racconta di legami pesanti e precedenti inquietanti.
Vincenzo Bevivino è nipote del ras del Vomero Giovanni Alfano, mentre Vincenzo Rossi, originario dell’Arenella, gravita nell’orbita del clan Masiello. Il primo è difeso dall’avvocato Luigi Senese, il secondo dal penalista Leopoldo Perone.
È proprio sul profilo di Vincenzo Rossi che si concentrano alcuni dei capitoli più neri della cronaca recente. Il 29enne fu protagonista, seppur come vittima, di un episodio che nel 2019 lasciò la città sotto shock: la sparatoria all’interno del cortile dell’Ospedale Pellegrini. Appena due settimane dopo il ferimento della piccola Noemi a piazza Nazionale, un sicario entrò in moto nell’area ospedaliera per finire Rossi, che era già stato gambizzato poco prima ed era in attesa di cure. I proiettili mancarono il bersaglio, ferendo di striscio due 16enni che lo avevano accompagnato.
Ma c’è di più. Bevivino e Rossi, che sono cugini, condividono anche un arresto movimentato risalente al 2020. I Carabinieri di Marano li bloccarono dopo un folle inseguimento causato da un alt non rispettato. Nella loro auto fu trovata una vera e propria santabarbara pronta all’uso: una Beretta 7.65 con matricola abrasa, un coltello a serramanico e quattro caschi semi-integrali, kit tipico per azioni di fuoco.
Oggi per i due si aprono le porte del carcere. Sono in attesa dell’udienza di convalida che si terrà davanti al GIP di Pescara, prima del probabile trasferimento degli atti a Napoli per competenza territoriale.
Fonte REDAZIONE






Commenti (32)
Ma c facccc e merd mundat
Gentaglia
Ma sopra ai quartieri ci sono ancora questi individui?
…tutt bella gente…
La questura di Napoli ed i commissariati di zona sono invincibili ❤️. A Napoli falchi , nibbio, giudiziaria , digos , etc : ti macinano in poche ore o massimo giorni . Lo Stato vince sempre ❤️
E’ sorprendente come la violenza possa nascere da un semplice diverbio. La storia di Gianluca Pisacane e del raid è molto triste e fa riflettere su come alcune situazioni possano degenerare in modo cosi rapido. Purtroppo non è un caso isolato.
La crema caramel
Uomo e merda
Grande lotaaa
Vincenzo Ranucci ai quartieri c’è anche chi può insegnarti a fare l’uomo cerca di aprire bene la bocca e non generalizzare ok?
Alfredo De Santi cerca di non generalizzare sta pur chi può impararti a vivere
Francesco Cuccus perché ci vive anche la tua famiglia?
Alfredo De Santi certamente tu impara ad essere uomo ciò che non sei poi se ai qualche problema mi dici dove vuoi prenderti un caffè a disposizione
Antonio Fon arò fieeeeet
Alfredo De Santi si chiu vigliacch e chillu scurnacchiat e pat t leone da tastiera
Antonio Fon no. Tua sorella
Che schifo di gente, questi tre stronzi si fanno manipolare dalle” femmine di guai”, che idioti
2 sciem
Ma che cervello, una litigata, chiamano i parenti armati ma che siamo nel far west!
Vincenzo Ranucci mica solo lì?! Buoni e scemi stanno dappertutto, e sciem sono molto più visibili dei buoni (purtroppo)
Buttateli nel fuoco…. Sarà un bene per il futuro…. Fate i video e fateli vedere al mondo intero….. questo vale per tutti, compreso agli extracomunitari che continuano a fare solo del male….
3 monnezze
Complimenti e bellissimoa
Credetemi nn sono uniche queste donne ce ne sono a quantità c’è chi lo fa in diretta come loro e c’è chi lo fa alle spalle svegliatevi uomini nn ne vale la pena spero che ve ne pentite di quello che avete fatto a questo bravo ragazzo tvb Andrea
GianMaria De Ius Polizia e’ veloce negli arresti, il problema sono i nostri giudici, detto tutto
Ma cm faceva ad allenare il mister ; con i familiari sparati; ovvio la testa era da un altra parte l’avranno aiutato i suoi collaboratori
Vincenzo Ranucci Allora a prescindere che ai quartieri spagnoli e’ sempre esistita la gente perbene, come sempre esistita la mazzamma e che non e’ sparita chi immagina che i quartieri spagnoli non esiste la criminalità e come pure in tutta la citta evidentemente vive in un altro mondo. Se poi vi fate abbindolare che Napoli sia cambiata perché diventata la prima città turistica vi sbagliate, anzi la criminalità e’ aumentata e fa più paura rispetto agli anni 80 90 perché se prima c’era il sistema Nuova camorra organizzata, c’era più ordine chi sbagliava lo bruciavano, e si stava meno peggio a differenza di oggi con questi cani sciolti e pericolosissimo colpiscono chiunque tutti senza distinzione none cambiato nulla anzi adesso e’ peggio.
Ora mi raccomando diamo gli arresti domiciliari a queste merde
mi domando e dico ..ma è valsa la pena???
E sfravcatir