

Cybersicurezza
Roma – Il punto debole di qualsiasi sistema di sicurezza informatica è sempre lo stesso: la persona davanti allo schermo. Può però diventarne il punto di forza, se sa riconoscere un rischio, chiedere aiuto e segnalare un errore. È il messaggio che Marco Gabriele Proietti, presidente e fondatore della Cyber Security Foundation, ha portato intervenendo al ‘Cybertech Europe 2026‘, alla ‘Nuvola’ di Roma.
Secondo Proietti, la formazione è la leva che trasforma le politiche europee sulla cybersicurezza in capacità concrete, dagli specialisti fino agli utenti finali. La Fondazione applica già questo approccio, dalle aule scolastiche alle carceri. Porta percorsi di formazione nei licei italiani, negli istituti penitenziari e in quelli minorili.
Con il progetto ‘Lucia’ usa strumenti e linguaggi accessibili per aiutare le persone con disabilità cognitiva a muoversi online in autonomia. “Le politiche europee funzionano davvero solo quando le persone sanno come applicarle. Per questo servono percorsi diversi: gli specialisti devono saper gestire le minacce, i dirigenti prendere decisioni consapevoli, gli utenti riconoscere i rischi di ogni giorno. La responsabilità è di tutti, ma ognuno ha bisogno di una preparazione adatta al proprio ruolo”, ha dichiarato Proietti.
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