Ad Avellino, nella giornata di ieri, un controllo di routine sulle consegne destinate ai detenuti avrebbe portato al rinvenimento di una sostanza sospetta, presumibilmente eroina, nascosta nelle cuciture di un asciugamano contenuto in un pacco portato da un familiare in occasione di un colloquio. L’episodio riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza della casa circondariale, già sotto pressione per il sovraffollamento.
Il delegato Uil Fp Polizia penitenziaria di Avellino, Raffaele Dragone, parla di un contesto «estremamente critico», in cui ogni giorno si fronteggiano tentativi di introdurre sostanze illecite. «Il presunto ritrovamento di ieri è un campanello d’allarme che non possiamo sottovalutare», ha detto.
Il responsabile della stessa sigla, Raffaele Troise, ha invece elogiato gli agenti: «Nonostante le difficoltà, il personale mantiene alta la guardia e garantisce la sicurezza all’interno del carcere. Episodi come questo mostrano quanto sia necessario potenziare i controlli».
Secondo i dati citati dal sindacato, la struttura ospita circa 690 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 503 posti: un affollamento di circa il 37% oltre la capacità prevista. Per Troise il sovraffollamento ostacola il lavoro degli agenti, costretti a operare sotto stress e con risorse limitate. «Serve un intervento urgente delle istituzioni per ridurre le presenze, migliorare la struttura e garantire standard minimi di sicurezza. Altrimenti episodi come l’introduzione di droga nei pacchi rischiano di diventare sempre più frequenti», ha avvertito.



