Pozzuoli, sequestrate due aree trasformate in discariche abusive: due denunce

Due aree sottoposte a sequestro preventivo, ingenti quantitativi di rifiuti individuati e due persone denunciate all’autorità giudiziaria. È il bilancio dell’attività di contrasto ai reati ambientali condotta dalla Polizia municipale di Pozzuoli, guidata dal comandante Fabio Felice De Silva, con il supporto dei militari dell’Esercito italiano impegnati nell’ambito dell’Operazione “Terra dei Fuochi”.

I controlli si sono concentrati in due diverse zone del territorio comunale, dove gli agenti hanno individuato aree interessate dall’abbandono e dallo stoccaggio illecito di rifiuti. Al termine degli accertamenti, sono stati sequestrati sia i siti sia i materiali rinvenuti.

Il fondo agricolo di via Pietrarsa

Il primo intervento è stato eseguito in via Pietrarsa, dove gli operatori hanno scoperto un fondo agricolo di circa 1.000 metri quadrati trasformato in una discarica abusiva.

All’interno dell’area erano stati abbandonati rifiuti di diversa natura, direttamente sul terreno e senza alcuna copertura. Tra i materiali individuati figurano scarti edili, plastica, carta, cartone e tre sacchi contenenti materassi in gommapiuma, tutti esposti agli agenti atmosferici.

Gli accertamenti catastali svolti presso l’Agenzia delle Entrate hanno permesso di ricondurre la proprietà del fondo a una società immobiliare con sede a Pozzuoli. L’area, già in passato oggetto di attenzione da parte delle forze dell’ordine per precedenti attività illecite, è stata sottoposta a sequestro preventivo insieme ai rifiuti presenti.

I materiali abbandonati in via Reginelle

Il secondo controllo ha interessato via Reginelle. Qui gli agenti hanno trovato numerosi materiali abbandonati, tra cui scarti edili, pedane in legno, un pozzetto in cemento destinato alle tubazioni, tubi in Pvc per la fibra ottica, sabbia e ghiaia utilizzate come materiale di riempimento.

Nella stessa area sono state rinvenute anche due transenne da cantiere divelte e due sacchi contenenti rifiuti urbani non differenziati.

Durante l’ispezione e la documentazione fotografica, gli operatori hanno individuato sul pozzetto in cemento un’etichetta identificativa riconducibile alla società ritenuta possibile responsabile dello sversamento. Anche in questo caso è scattato il sequestro preventivo dell’area e dei rifiuti.

Gli accertamenti successivi hanno consentito di individuare la società coinvolta. Al termine delle attività, i rappresentanti legali delle due società sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per le ipotesi di reato ambientale emerse. Le responsabilità dovranno ora essere accertate dall’autorità giudiziaria.

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A. Carlino

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