NOLA – Una fiaccolata per ricordare Domenico Caliendo, per tenere viva la memoria di un bambino di appena due anni e, allo stesso tempo, per chiedere che sulla sua morte venga fatta piena luce. L’appuntamento è per sabato 19 settembre alle ore 20 a Nola, dove la famiglia Caliendo, insieme alla Fondazione Domenico Caliendo, ha organizzato una manifestazione dal titolo emblematico: “Giustizia per Domenico”.
Sarà un momento di raccoglimento nel quale il dolore privato della famiglia tornerà a incontrare una comunità che, sin dalle prime fasi della drammatica vicenda, ha seguito con partecipazione la storia del piccolo Domenico. Una presenza che oggi i genitori vogliono nuovamente richiamare, mentre sul piano giudiziario proseguono gli accertamenti sulla morte del bambino.
Il dolore della famiglia
Domenico è morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo una lunga e complessa vicenda sanitaria iniziata con il trapianto di cuore al quale era stato sottoposto circa due mesi prima. Una vicenda sulla quale sono in corso approfondimenti giudiziari e che ha già portato all’attenzione degli investigatori e della magistratura documentazione clinica, consulenze e perizie.
Per la famiglia, però, dietro le carte processuali continua a esserci soprattutto il volto di un bambino. Ed è proprio questo il senso della manifestazione organizzata a Nola.
«Giustizia per Domenico», spiegano i familiari, vuole essere un appello rivolto all’intera comunità nolana e campana, quella comunità che, nelle parole della madre Patrizia Mercolino, presidente della Fondazione Domenico Caliendo, «ha adottato Domenico e sofferto con noi».
Le recenti evoluzioni della vicenda giudiziaria, secondo la famiglia, hanno riaperto una ferita che non si è mai realmente chiusa. «Quanto sta emergendo dalle carte processuali – sottolineano i genitori – acuisce nuovamente un dolore mai sopito».
«Domenico non è una perizia»
È soprattutto contro il rischio che la vicenda venga ridotta esclusivamente a una discussione tecnica o processuale che la famiglia intende reagire. Il bambino, spiegano i genitori, non può essere identificato soltanto attraverso gli atti di un procedimento.
«Il nostro Domenico non è un foglio, non è una perizia, non è un dibattito processuale», affermano. «Il nostro Domenico è una vittima e in quanto tale chiamiamo a raccolta quella comunità che non ci ha mai abbandonato, per gridare a gran voce che non ci arrenderemo finché non avremo giustizia».
Parole che restituiscono la dimensione umana di una vicenda che, nel frattempo, è diventata anche materia di indagine e confronto tra consulenze, responsabilità professionali e accertamenti sulle circostanze che hanno preceduto la morte del bambino.
La memoria come impegno
La fiaccolata rappresenta anche una delle prime iniziative pubbliche legate alla missione della Fondazione Domenico Caliendo, nata per mantenere viva la memoria del bambino e trasformare il ricordo in un impegno più ampio.
La Fondazione ribadisce infatti che promuovere la memoria di Domenico costituisce uno dei valori fondanti della propria attività, insieme alla volontà di contribuire affinché tragedie analoghe non si ripetano.
«Rimettere al centro della cronaca il nostro bambino adesso è necessario – sottolineano dalla Fondazione – per ricordare che il suo dolore e il suo sacrificio sono reali e bruciano ancora».
Sabato sera, dunque, le fiaccole accese a Nola saranno il segno visibile di una memoria che la famiglia non vuole lasciare spegnere. Ma saranno anche l’espressione di una richiesta precisa: conoscere fino in fondo cosa è accaduto a Domenico e arrivare, attraverso gli strumenti della giustizia, alla verità sulla sua morte.
Punti chiave sulla fiaccolata in memoria di Domenico Caliendo
Ecco una sintesi dei principali aspetti legati alla manifestazione organizzata per Domenico Caliendo.
- Data e luogo: La fiaccolata si terrà sabato 19 settembre alle ore 20 a Nola.
- Obiettivo: L'evento mira a mantenere viva la memoria di Domenico e a chiedere giustizia per la sua morte.
- Organizzatori: La manifestazione è organizzata dalla famiglia Caliendo e dalla Fondazione Domenico Caliendo.
- Contesto giudiziario: Sono in corso accertamenti sulla morte del bambino, avvenuta dopo un trapianto di cuore.
- Messaggio della famiglia: I genitori vogliono sottolineare che Domenico non è solo un caso giudiziario, ma una vittima che merita attenzione.



