

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
Castel Volturno – Un contratto di locazione ad uso commerciale stipulato nel marzo 2022, oltre due anni di canoni regolarmente versati per un totale di 1.200 euro al mese e, sullo sfondo, un immobile che si scopre non essere in regola con le norme urbanistiche. Si è chiusa con un’accusa di truffa l’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere a carico dell’imprenditore Nicola Di Bona.
Il Sostituto Procuratore Simona Faga ha notificato all’indagato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (ex art. 415-bis c.p.p.), formalizzando l’ipotesi accusatoria nata dall’ennesima contesa immobiliare sul territorio domitio.
La vicenda prende le mosse dalla denuncia del conduttore dell’immobile, D.M., che aveva preso in affitto il piano terra di un edificio situato lungo la via Domitiana per avviare la propria attività. Tra il marzo del 2022 e il giugno del 2024, l’affittuario ha versato tempestivamente tutte le mensilità pattuite.
I nodi sono venuti al pettine solo successivamente: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, al momento della firma della scrittura privata sarebbero state omesse informazioni decisive. In particolare, una pratica di condono edilizio sbandierata ma mai riscontrata negli uffici del Comune di Castel Volturno, unitamente a evidenti difformità dell’immobile rispetto alle autorizzazioni edilizie originali. Una situazione di irregolarità amministrativa che, se nota, avrebbe impedito la stipula dell’accordo.
A fare luce sulla reale condizione dell’immobile sono stati i capillari accertamenti condotti dalla Polizia Municipale di Castel Volturno, guidata dal comandante Domenico De Simone. Gli agenti hanno incrociato le carte, ricostruito l’iter urbanistico della struttura e depositato una dettagliata informativa sul tavolo della Procura sammaritana.
Per la magistratura, le mensilità incassate da Di Bona rappresenterebbero l’ingiusto profitto derivante da una condotta raggirante, a fronte del danno economico diretto subito dalla persona offesa.
La persona offesa D.M. si è affidata alla tutela legale degli avvocati Raffaele Gaetano Crisileo e Gaetano Crisileo. L’indagato, Nicola Di Bona, è invece assistito dai legali Achille Buffardi e Fabio Russo.
Con l’atto di chiusura indagini, la difesa dell’indagato avrà ora venti giorni di tempo per prendere visione del fascicolo, presentare memorie, produrre indagini difensive o chiedere che il proprio assistito venga interrogato dal PM. Spetterà poi alla Procura sciogliere la riserva e decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Si ricorda che il procedimento versa tuttora nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.
Opportunità a Napoli per banconisti con profili in macelleria, salumeria e ortofrutta in grande distribuzione.… Leggi tutto
Dal 5 ottobre i giovani medici in formazione entreranno nelle Case della Comunità, negli Ospedali… Leggi tutto
A Palazzo San Giacomo, Napoli consegna a Mariano Rigillo la Medaglia della Città. Un momento… Leggi tutto
Una intesa tra la Città Metropolitana di Napoli e l’Esercito Italiano apre una fase di… Leggi tutto
La protesta dell’associazione dei diabetici campani approda al centro dello scontro politico in Regione. Dopo… Leggi tutto
Il Tribunale di Napoli absolve con formula piena tutti gli imputati nel procedimento sul concorso… Leggi tutto