

Il comandante Francesco Del Gaudio
Castellammare di Stabia – A pochi giorni dall’insediamento della triade commissariale che guiderà l’Ente sciolto per infiltrazioni camorristiche per i prossimi 18 mesi, si prospetta già un cambio nell’apparato amministrativo del Comune partendo proprio dal Comando di Polizia Municipale: la gestione di procedure, l’omissione di atti d’ufficio nell’ambito delle attività di istituzionali hanno dimostrato la “vulnerabilità di un settore che avrebbe dovuto costituire presidio avanzato di legalità e tempestiva interlocuzione con le Autorità competenti, ivi compresa, ove necessario, l’Autorità giudiziaria” come si legge nelle oltre quattrocento pagine di Relazione redatta dalla Commissione di Indagine.
Per questo motivo i prefetti Dario Caputo, Maria Moscato e Maurizio Vallone, già dirigente del Ministero dell’Interno nonché ex Direttore della DIA starebbero pensando alla nomina di un sovraordinato per il Corpo di Polizia Municipale la cui attività è stata già oggetto di indagine.
Le perplessità degli ispettori partono dalla nomina fiduciaria del comandante Francesco Del Gaudio, voluta proprio dal sindaco Luigi Vicinanza nel 2025, attraverso una procedura che sebbene consolidata e prevista dalla normativa poteva essere “più trasparente ed inclusiva” e non solo.
Si parla nella relazione che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale anche dei rapporti di convivenza del comandante con l’attuale compagna, che formalmente risulta ancora coniugata con il figlio di un esponente del clan Cesarano con precedenti per reati associativi di tipo mafioso, omicidio volontario e detenzione illegale di armi.
L’episodio al quale si fa riferimento nella relazione è quello relativo alla cosiddetta strage di Sant’Alessandro avvenuta nel lontano 1986 a Torre Annunziata dove un commando di circa quindici sicari, appartenente ai clan rivali dei Gionta (tra cui Bardellino, Alfieri, Galasso e Fabbrocino), aprì il fuoco al Circolo dei Pescatori uccidendo 8 persone e ferendone gravemente altre 7 con l’obiettivo di decapitare il clan Gionta.
Per gli ispettori – pur non evidenziando reali condizionamenti – “la permanenza formale di tali legami di affinità e parentela con esponenti di spicco delle consorterie criminali locali definisce un quadro di potenziale permeabilità ambientale che non può essere trascurato”.
Potrebbe già dalle prossime settimane arrivare una nuova figura negli uffici del Comando di Viale Europa, un cambio di passo con il “passato” con la nomina di un sovraordinato, con un incarico disposto dal Prefetto su richiesta della Commissione Straordinaria, per garantire il regolare funzionamento dei servizi negli enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose.
La scelta sarebbe ricaduta sul comandante della Polizia Municipale di Casoria, Pasquale Pugliese, noto per i suoi incarichi di rilievo alla Procura della Repubblica di Cassino con un esperienza di guida – su richiesta della Commissione Straordinaria – di un comando di polizia municipale di un comune sciolto per inflitrazioni della criminalità organizzata. Pugliese vanta esperienze in diversi comandi del Lazio e della Campania ove si è distinto per importanti attività di polizia giudiziaria e di contrasto al malaffare.
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