Stasi verso l’uscita dal carcere: parere favorevole della Procura per l’affidamento in prova

L’udienza si è svolta nel pomeriggio davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano in forma riservata. Alberto Stasi era presente e ha risposto alle domande dei magistrati sulla sua vita in carcere, sul lavoro e sul comportamento tenuto durante la detenzione.

L’incontro è durato circa mezz’ora e, secondo quanto emerso, le domande rivolte a Stasi sono state poche.La sostituta procuratrice generale Valeria Marino ha espresso parere favorevole all’affidamento in prova ai servizi sociali, evidenziando la buona condotta del detenuto, le relazioni positive con l’area educativa del carcere e il comportamento tenuto dopo l’intervista televisiva del 2025 (per la quale la Procura aveva chiesto l’annullamento della semilibertà, poi confermato dalla Cassazione).

Il parere della Procura generale

Nel suo intervento, la Procura generale ha sottolineato che Stasi ha accettato la condanna definitiva, pur continuando a proclamarsi innocente, e che sta provvedendo al risarcimento nei confronti della famiglia di Chiara Poggi. Ha inoltre evidenziato la sua presenza in aula e l’atteggiamento pacato durante l’udienza.

Il percorso di pena di Alberto Stasi

Stasi ha già scontato 10 anni dei 16 inflitti dalla Cassazione nel 2015. Dal 2023 è in regime di semilibertà e lavora come contabile in uno studio nel centro di Milano. Grazie ai benefici della liberazione anticipata (45 giorni ogni semestre), il residuo di pena è sceso sotto i quattro anni, aprendo la strada all’istanza per l’affidamento in prova, misura alternativa alla detenzione.

Cosa prevede l’affidamento

Se il Tribunale confermerà il provvedimento (il cui deposito è atteso entro cinque giorni), Stasi potrà continuare a lavorare nello stesso studio e svolgere eventualmente attività di volontariato. Non sarà più tenuto a rientrare in carcere la sera, come avviene con la semilibertà, ma dovrà rispettare precise prescrizioni che verranno indicate nel provvedimento.Tra queste, secondo le indicazioni emerse, figurano l’obbligo di rientro in orari prestabiliti, il divieto di espatrio e, con ogni probabilità, il divieto di rilasciare interviste. L’affidamento in prova potrà essere revocato in caso di violazioni.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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