Sarah e Alisya ritrovate a Formia: erano a casa di uno zio materno. Trasferite in una località protetta

Si è conclusa con un lieto fine la vicenda di Sarah e Alisya, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo. Le minorenni sono state ritrovate dai carabinieri a Formia, in provincia di Latina, all’interno dell’abitazione di uno zio materno nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline.

Le due ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute. Dopo il rintraccio, i militari dell’Arma le hanno trasferite in una località protetta, dove resteranno in attesa delle decisioni delle autorità competenti sul loro affidamento e sulla sistemazione futura.

Dove sono state trovate

Secondo quanto emerso, Sarah e Alisya si trovavano in un appartamento riconducibile allo zio materno, indicato da alcune fonti come un alloggio Ater situato nel quartiere periferico di Rio Fresco-Scacciagalline.
Le ricerche avevano coinvolto per giorni Abruzzo e Lazio, con una serie di verifiche e perquisizioni disposte dal procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci, nell’ambito delle indagini coordinate per fare luce sulla scomparsa delle due sorelle.

Le indagini e l’ascolto del fidanzato

Tra gli ultimi sviluppi investigativi c’era stato anche l’ascolto di Youssef, fidanzato della più grande delle due ragazze. Il giovane era rimasto in caserma per circa sei ore e mezza. Per oltre un’ora era stato sentito direttamente dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, mentre il resto dell’attività si era svolto alla presenza dei carabinieri della stazione di Villetta Barrea.

Gli inquirenti avevano precisato che il ragazzo non risultava indagato.

L’ipotesi dell’allontanamento volontario

Fin dai primi giorni, una delle piste considerate più plausibili era quella dell’allontanamento volontario con il supporto di persone conosciute dalle due sorelle.

A sostenerla era stata Alessia Natali, referente per l’Abruzzo dell’associazione Penelope, secondo la quale le ragazze non avrebbero agito da sole. L’ipotesi era che fossero state aiutate a lasciare la struttura attraverso percorsi poco visibili e successivamente accompagnate in auto lontano dalla zona della scomparsa.

Il ritrovamento nell’abitazione di un familiare sembra rafforzare la convinzione degli investigatori che le due minorenni abbiano ricevuto assistenza durante tutte le fasi del loro allontanamento.

La disperazione della madre e il malore del padre

Nelle ore precedenti al ritrovamento, la madre delle ragazze, Valentina, aveva espresso tutta la sua angoscia attraverso il proprio legale, l’avvocato Enrico Mastantuono.
«Temo siano morte», aveva confidato, aggiungendo di non riuscire a spiegarsi come le figlie, se ancora vive, non fossero riuscite a mettersi in contatto con lei.

Di segno opposto le parole del padre, Stefano Di Giacinto, che aveva continuato a sperare in un esito positivo delle ricerche. Una speranza che si è trasformata in realtà, ma che è stata accompagnata da una fortissima reazione emotiva: secondo quanto riferito da Alessia Natali all’ANSA, l’uomo ha avuto un crollo dopo aver appreso la notizia del ritrovamento delle figlie ed è stato trasportato in ospedale per accertamenti.

Ora l’attenzione degli investigatori è rivolta alla ricostruzione dettagliata degli spostamenti delle due sorelle durante le due settimane di assenza e all’individuazione delle eventuali persone che potrebbero aver favorito o agevolato il loro allontanamento dalla casa famiglia.
Resta infatti da chiarire chi abbia aiutato Sarah e Alisya a lasciare la struttura e a raggiungere il Lazio senza essere individuate.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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