Blitz antimafia nel settore funerario: controlli a cartello di imprese tra Arzano e Napoli legate ai clan

Un articolato blitz antimafia nel settore delle onoranze funebri è stato eseguito nei giorni scorsi nell’ambito delle attività di prevenzione promosse dal Comune di Arzano in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e la Polizia Locale.

L’operazione, nata dalla sinergia tra l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Vitagliano, il Nucleo Informativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna e il Comando della Polizia Locale di Arzano diretto dal colonnello Luigi Maiello, ha interessato un polo logistico situato a Napoli, in Traversa Nuova del Campo.

Ai controlli ha partecipato anche il Nucleo Investigativo della Polizia Locale di Napoli, coordinato dal maggiore Gabriele Salomone, che ha curato le attività ispettive e i rilievi operativi.

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Gli accertamenti avrebbero fatto emergere la presenza e l’operatività di diverse imprese funebri formalmente intestate a soggetti e sedi differenti ma, di fatto, concentrate all’interno dello stesso complesso immobiliare e attive ad Arzano e nei comuni limitrofi.
Secondo quanto emerso durante le verifiche, le società avrebbero condiviso mezzi funebri, personale dipendente, strutture operative e locali aziendali. Una situazione che ha spinto gli investigatori ad approfondire i rapporti tra le varie attività economiche per verificare l’effettiva autonomia gestionale delle imprese coinvolte.

L’utilizzo promiscuo di risorse e personale è stato considerato dagli organi ispettivi un elemento di particolare interesse sotto il profilo della trasparenza del mercato e della corretta concorrenza.

Le anomalie emerse durante i controlli

Nel corso delle verifiche incrociate sarebbero inoltre emersi ulteriori elementi ritenuti meritevoli di approfondimento.
Tra questi, l’impiego di autisti privi di patente e con precedenti di polizia, oltre alla presenza dell’ex rappresentante legale della società Scafuro & Ferone, impresa già colpita in passato da interdittiva antimafia e successivamente chiusa.

Lo stesso ex amministratore risulta coinvolto in un procedimento giudiziario relativo alla presunta falsa attestazione dei requisiti antimafia che, secondo l’accusa, sarebbe stata rilasciata nel 2019. Una vicenda che figura tra gli episodi richiamati negli atti che portarono allo scioglimento del Comune di Arzano per infiltrazioni camorristiche.

Gli approfondimenti su presunti legami con i clan

Le attività investigative avrebbero inoltre consentito di individuare soggetti riconducibili a contesti familiari e relazionali vicini ad ambienti della criminalità organizzata dell’area a nord di Napoli, tra cui persone ritenute legate al clan Ferone di Casavatore e familiari di esponenti di spicco della camorra locale.

Proprio questi elementi hanno determinato l’avvio di ulteriori approfondimenti finalizzati a verificare eventuali tentativi di infiltrazione nel comparto economico delle onoranze funebri, settore storicamente considerato particolarmente esposto agli interessi dei clan.

Atti inviati a Procura e Prefettura

Al termine dell’operazione, tutta la documentazione raccolta e le risultanze ispettive sono state trasmesse all’Autorità giudiziaria, alla Prefettura di Napoli e agli uffici amministrativi competenti.

Le verifiche dovranno ora accertare l’eventuale esistenza di condotte elusive delle normative di settore, possibili interposizioni fittizie tra le società coinvolte e l’eventuale presenza di interessi riconducibili alla criminalità organizzata.
L’iniziativa si inserisce nelle più ampie strategie di contrasto alle infiltrazioni mafiose negli enti locali e nei comparti economici ritenuti maggiormente vulnerabili, confermando il rafforzamento dell’attività di monitoraggio istituzionale sul territorio dell’area nord di Napoli.

P.B.

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