Cronaca Napoli

Omicidio di Pio Salomone, la famiglia: «Nessuno sconto per l’assassino»

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Napoli – La tensione sale in vista del processo per l’omicidio di Marco Pio Salomone, il diciannovenne freddato lo scorso novembre davanti a una sala giochi del quartiere Arenaccia.

Nella tarda serata di ieri, sulla recinzione esterna del Tribunale per i minorenni dei Colli Aminei è comparso uno striscione inequivocabile: “Giustizia per Pio Salomone”. Il prossimo 18 giugno si aprirà infatti il processo con rito abbreviato a carico del quindicenne reo confesso del delitto.

La famiglia della vittima chiede fermezza ai magistrati, rifiutando a priori l’idea di sconti di pena. “Vogliamo giustizia, fine pena mai; chiediamo al giudice il massimo della pena senza riduzioni per questo assassino che deve marcire in galera”, ha dichiarato Martina Salomone, sorella del giovane ucciso.

La versione del killer

Nel frattempo, il quindicenne si trova in un Istituto Penale Minorile. La sua linea difensiva punta a ridimensionare la volontarietà del gesto estremo. Ha ammesso di aver premuto il grilletto, ma ha sostenuto di averlo fatto solo per spaventare il diciannovenne, con cui c’erano vecchie ruggini sfociate in una lite pochi giorni prima.

Il colpo letale, esploso da una pistola che non è ancora stata ritrovata, non sarebbe stato dunque sparato con l’intento di uccidere. Una versione che il baby killer, già noto alle forze dell’ordine per essere fuggito da una comunità, ha ribadito dopo essersi costituito a due giorni dall’agguato in via Generale Francesco Pinto.

Nonostante la confessione, il puzzle investigativo in mano alla Squadra Mobile di Napoli presenta ancora diversi lati oscuri. Le dichiarazioni fornite dai tre ragazzi con precedenti penali, che si trovavano in auto con la vittima al momento dello sparo, presentano incongruenze e non convincono gli inquirenti. E che solo nel prossimo giugno nell’aula del Tribunale per i minorenni di Napoli potranno essere chiarite.

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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