«Ma soprattutto» – ha sottolineato il docente – «i ragazzi hanno imparato ad accettare un dispositivo di selezione rigoroso che non garantiva in anticipo la partecipazione al torneo e, nonostante questo, hanno partecipato con serietà, e ben motivati, alle diverse fasi d’istituto per comporre la squadra». Vittoria Vanacore e Chiara Marrazzo hanno trasmesso una percezione luminosa e positiva della formazione e della prova sostenuta durante la giornata. Consapevoli dell’impegno profuso da tutti, al di là del verdetto finale, sono apparse soddisfatte del risultato conseguito insieme ai compagni.
Vittoria, studentessa del quinto anno e alla seconda esperienza nel Torneo, dopo aver espresso profonda gratitudine verso gli insegnanti Pino Visone e Paola Schettini, che li hanno guidati con metodo e dedizione, ha affermato «Abbiamo gareggiato con cuore e impegno: non è una sconfitta, è crescita.»
Chiara ha descritto tutta l’emozione provata nel varcare la soglia dell’aula Siani del Palazzo di Giustizia, sede della sfida retorica qui disputata. Il confronto dialettico le ha permesso di mettersi in gioco, affrontando paure e difficoltà. È stata un’esperienza formativa in ogni senso, che le ha consentito di conoscere meglio i propri compagni e di avvicinarsi a un mondo professionale affascinante e finora estraneo. «È stata un’esperienza che mi ha insegnato tanto, soprattutto su me stessa.»
“Forse un giorno gioverà ricordare anche questi momenti”, hanno dichiarato i ragazzi del liceo di Meta mutuando una celebre frase latina. Un pensiero semplice, lucido e potente che anima questi giovani e permette loro di guardare al futuro con fiducia e determinazione .




Bell’articolo sul torneo,ma alcune frasi risultano dense e confuse,la descrizionee delle squadre e dei docenti è interessante pero manca xke qualchedettaglio sul giudizio,la giuria e i criteri non vengono spiegatobene. Gli studentihanno mostrato buona preparazionesenza esibire retorica forzata,ma il contesto istituzionale forse sovrastava il confronto qst.