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INCASTRATO PERNASETTI

Er palletta della banda della Magliana torna in carcere

Il braccio destro di 'Renatino' De Pedis gestiva il narcotraffico a Roma dal ristorante a Testaccio grazie all'appoggio del clan Senese
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Il luogo prescelto per gli incontri era il ristorante del fratello ‘Aio e Oio de casa mia’ a Testaccio dove faceva il cuoco. Proprio quel ristorante, secondo gli investigatori era anche il quartier generale dei suoi affari e lì gli investigatori hanno piazzato telecamere nascoste e microspie.

Nell’ordinanza viene ricostruito il curriculum criminale di Er Palletta che negli anni ’70 si unì alle batterie di rapinatori legate al boss Enrico De Pedis, detto Renatino, di cui divenne l’uomo di fiducia. Il gruppo operava nel quartieri di Trastevere, Testaccio, Torpignattara e Centocelle. Dal punto di vista giudiziario, nel 1998, dopo le dichiarazioni del pentito Maurizio Abbatino, nel processo di secondo grado contro la Banda, la Prima Corte D’Assise di Appello di Roma ha condannato Pernasetti all’ergastolo: sospettato di sette omicidi, venne poi condannato in primo grado a quattro ergastoli; per tre di questi assolto in Appello. La sua figura ha asciato un segno nell’immaginario collettivo: Pernasetti è infatti ritenuto tra le fonti di ispirazione del personaggio del ‘Botola’ in ‘Romanzo criminale’.

La base operativa di Persetti nel ristorante ‘Aio e oio de casa mia’ a Testaccio

Uscito dal carcere lavorava nel ristorante di famiglia a Testaccio, da lì – secondo quanto emerso – il 75enne si era rimesso in affari procurando all’organizzazione di Rosario Morando, hashish e cocaina.

Stamane i carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della procura capitolina.

Dall’omicidiio di Molè a Corviale agli arresti: la Dda stringe il cerchio

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità mafiose. A capo dell’organizzazione finalizzata allo spaccio ci sarebbe, oltre all’ex boss Pernasetti, un altro personaggio storico della mala romana, Manuel Severa detto ‘il matto’, del Trullo, già arrestato dagli stessi carabinieri, poiché indiziato di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto con modalità mafiose il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale, dove furono arrestati i fratelli Emanuele e Marco Mattiacci, di 35 e 28 anni, con uno dei loro fiancheggiatori, Manolo Bardeglinu, di 39 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le armi al gruppo di fuoco vennero fornite da Stefano Frignani, di 58 anni. Accusati di aver agito in concorso con Casamatta, oggi collaboratore di giustizia, Manuel Severa, detto “il matto”, Simone Di Matteo e Fabio Postumi. L’esecutore materiale dell’omicidio Molè, avvenuto davanti al Serpentone, è stato lo stesso Casamatta, con Di Matteo, mentre Postumi guidava la loro auto. Nel corso del blitz di questa mattina sono stati sequestrati diversi quantitativi di droga e armi.

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Commenti (2)

Non giudico troppo ma il quadro e compless0, ci sono legami vecchi e nuove alleanze che non si capisce bene come si spezzano, i testimoni parlano ma la verità sembra lenta a venire e la comunità resta preoccupata e confusa

Mi sembra strano, Er Palletta torna in carcere eppure la storia si ripete sempre, i processi fan fatica ma la gente nel quartiere parla e dice che le reti di traffico non se ne vanno, i carabinier1 han fatto azione ma restano dubbi e molte domande aperte

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