Ucciso a sprangate in casa Mario Ruoso, storico patron di TelePordenone

Il fondatore dell'emittente locale, 87 anni, è stato trovato senza vita nel suo attico dal nipote. Gli investigatori parlano di una "mattanza": l'anziano è stato colpito ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, forse una spranga, tra le 7 e le 8 del mattino, mentre si preparava per uscire. Indagini a tutto campo, al vaglio le telecamere della zona.
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Un omicidio brutale, consumato nelle prime ore del mattino all’interno del proprio appartamento. Così ha perso la vita Mario Ruoso, 87 anni, noto imprenditore pordenonese e storico fondatore dell’emittente TelePordenone.

Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nel pomeriggio all’interno dell’attico al settimo piano in cui viveva, situato proprio di fronte alla concessionaria d’auto di sua proprietà.

L’aggressione all’alba

Secondo i primi rilievi, l’omicidio si sarebbe consumato in un arco temporale piuttosto ristretto, presumibilmente tra le 7 e le 8 del mattino. Un dettaglio agghiacciante è emerso sin dai primi istanti: Ruoso era già completamente vestito e pronto per uscire, abitudine che manteneva quotidianamente per recarsi nel suo salone d’auto nonostante l’età avanzata.

La dinamica delineata dagli inquirenti suggerisce un’aggressione improvvisa e feroce. L’anziano sarebbe stato stordito da un primo colpo inferto con un oggetto contundente privo di scanalature, probabilmente una spranga o un arnese simile. Cadendo, avrebbe urtato violentemente il capo contro lo spigolo di un mobile. A quel punto, l’assassino avrebbe infierito con inaudita violenza, colpendolo ripetutamente alla testa fino a provocarne il decesso.

Una scena raccapricciante

Chi è intervenuto sul posto ha descritto la scena con una parola inequivocabile: “mattanza”. A lanciare l’allarme è stato il nipote dell’imprenditore che, non riuscendo a mettersi in contatto telefonico con lo zio, ha deciso di recarsi personalmente nell’attico, facendo la macabra scoperta.

Il sopralluogo, iniziato intorno alle 16.30, è durato oltre tre ore e ha visto l’intervento del medico legale Antonello Cirnelli e degli agenti della Polizia Scientifica, supportati dai colleghi giunti da Padova. Il procuratore Pietro Montrone ha confermato che la morte risale a diverse ore prima del ritrovamento del cadavere.

Caccia all’arma del delitto e analisi delle telecamere

L’arma utilizzata per il brutale pestaggio non è stata rinvenuta, nonostante le minuziose ricerche condotte sia all’interno dell’abitazione che nelle aree adiacenti. L’orario in cui si è consumato il delitto potrebbe aver agevolato la fuga dell’omicida, che avrebbe agito in un momento di scarsa affluenza nella zona.

Al momento, non risulta la presenza di testimoni oculari. Le indagini, coordinate dal procuratore Montrone e dal sostituto procuratore Federica Urban, si stanno concentrando sull’acquisizione e l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nell’area, nella speranza di individuare movimenti sospetti riconducibili all’aggressore.

Sono in corso anche le audizioni dei vicini di casa e dei collaboratori dell’imprenditore, sebbene, fino a questo momento, non sembrino essere emersi elementi decisivi per imprimere una svolta alle indagini. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini e, al momento, dichiarano di non escludere alcuna pista riguardo al movente di un omicidio che ha scosso profondamente la comunità pordenonese.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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