Santa Maria Capua Vetere – Nuova tappa dibattimentale per il maxi-processo che vede sul banco degli imputati 24 detenuti della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, accusati di aver scatenato una violenta rivolta nell’agosto del 2022.
L’udienza, celebratasi dinanzi al giudice monocratico, Giorgio Pacelli, ha confermato il carattere interlocutorio della fase attuale, ma ha permesso di cristallizzare il perimetro delle gravissime accuse mosse dalla Procura.
Le accuse: danneggiamento aggravato e violenza in concorso
Il cuore dell’imputazione ruota attorno alla violazione degli articoli 110 e 635, comma 1 e 2 n. 1 del Codice Penale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i detenuti, agendo in concorso tra loro, avrebbero dato vita a una guerriglia interna nel secondo piano del “Reparto Tevere”.
Nello specifico, la contestazione riguarda atti di violenza consistiti nel lancio di oggetti contundenti all’indirizzo degli agenti della Polizia Penitenziaria e nel sistematico abbattimento delle suppellettili della struttura.
L’azione vandalica avrebbe portato alla distruzione e al deterioramento delle serrature delle celle, rendendo le camere di pernottamento completamente inservibili.
“Bombe di ghiaccio” contro gli agenti
I dettagli dell’evento, definiti dall’ennesima notte di tensione nel carcere sammaritano, descrivono uno scenario di devastazione. I rivoltosi avrebbero utilizzato bottiglie d’acqua congelata come proiettili, scagliandole non solo contro il personale interno ma anche all’esterno delle finestre, riuscendo a danneggiare le carrozzerie delle auto di servizio parcheggiate. Una protesta che, nonostante il tentativo di mediazione dei magistrati presenti sul posto, è proseguita fino a rendere inagibili ampie porzioni della sezione.
Il quadro degli imputati e il peso delle recidive
La posizione processuale dei 24 imputati è pesantemente aggravata dal profilo penale pregresso. La Procura ha infatti contestato diverse tipologie di recidiva che potrebbero influire sensibilmente sulla determinazione della pena:
Recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale: Ebuh Clement e Corrao Roberto.
Recidiva specifica e reiterata: Arcopinto Salvatore.
Recidiva infraquinquennale: Chiarolanza Vincenzo, Chiarolanza Andrea, Alboretti Antonio, Ponticelli Antonio, Aghfir Mohamed, Pistone Carmine, Fabozzo Antonio, Riviercio Ciro, Di Maio Ernesto (difeso dall’avvocato Massimo Autieri), Tana Salvatore e Celiento Antonio.
Recidiva reiterata e infraquinquennale: Flosco Emanuele, Falco Andrea, Spagnuolo Catello Manuel, Martucci Francesco, Petito Nello.
Recidiva semplice: Flosco Pasqualino, Romagnoli Massimiliano, Maglione Alessio, Celiento Giovanni, Fabozzo Mario.







Commenti (1)
Un bel riconoscimento ma l’artico lo parla troppo come festa locale e sembra scrivuto in fretta: la RadicidelloSport e la podisticaPollese appaiono come una realta sportivo che non si scorda da dove ven, e che con la gente correre ogni domenica fanno fatica e gioia insieme, ma il articol e i dati pare confusi e un poco ripetitivi