La Campania si esprime in modo chiaro e deciso sul referendum relativo all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare. Con la maggior parte delle sezioni già scrutinate, il “no” si impone con il 65,45 per cento dei consensi, lasciando il “sì” fermo al 34,55 per cento.
Un risultato netto, che trova il suo punto più alto nell’area di Napoli, dove la distanza tra le due opzioni si amplia ulteriormente. Tra città e provincia, il “no” raggiunge il 71,45 per cento, mentre nel solo capoluogo tocca il 75,51 per cento, segno di un orientamento particolarmente marcato dell’elettorato urbano. Più contenuto, ma comunque significativo, il vantaggio del “no” nelle altre province.
A Salerno si attesta al 58 per cento, a Caserta al 58,79 per cento, ad Avellino al 60,84 per cento e a Benevento al 56,14 per cento. In nessun territorio il “sì” riesce a prevalere, confermando una tendenza uniforme su scala regionale. Il dato assume un peso politico rilevante anche alla luce del contesto locale, dove la guida istituzionale è affidata a Roberto Fico. Il risultato, infatti, apre inevitabilmente una riflessione sul rapporto tra indirizzo politico e orientamento dell’elettorato.








Commenti (1)
Mi pare una situazione nellaquale la ggente ha votato senza vera info, eppure i numeri son strarobusti ma no spiegati. La politica locale non risposnde, e la guida istituzionale pare non capirele conseguenze; in piu la reazione urbana è distante e confusa,forse e stato un malinteso generale.