Pozzuoli, la Cassazione annulla la condanna per Cristian Di Roberto

Pozzuoli – La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Napoli nei confronti di Cristian Di Roberto, imputato per estorsione aggravata in relazione a fatti avvenuti in via Campana, a Pozzuoli.

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Luca Gili e Valerio Vianello Accorretti.

Con la decisione degli ermellini, il procedimento dovrà ora essere nuovamente esaminato da un’altra sezione della Corte d’Appello partenopea, che sarà chiamata a celebrare un nuovo giudizio sul caso.

Di Roberto era stato arrestato insieme a un complice con l’accusa di aver minacciato e intimidito il titolare di un parcheggio privato per sottrargli la clientela.

Le minacce al parcheggiatore 91enne

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati avrebbero imposto la loro presenza nella gestione delle auto nella zona della movida di Pozzuoli.

“Per il parcheggio devi dare i soldi a me, qui comando io” e ancora “stasera lo faccio io il parcheggio, devo lavorare”: sarebbero queste alcune delle frasi rivolte all’anziano titolare del parcheggio.

La vittima, nonostante i suoi 91 anni, sarebbe stata anche aggredita fisicamente: l’uomo sarebbe stato colpito con pugni e minacciato con una pistola.

Il controllo abusivo delle auto

Oltre alla richiesta di denaro, gli indagati avrebbero ostacolato l’ingresso dei clienti nel parcheggio privato dell’anziano, situato nei pressi di una discoteca molto frequentata.

L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di dirottare le vetture verso stalli improvvisati lungo la strada, dove le auto venivano sistemate abusivamente.
In questo modo avrebbero poi incassato direttamente i soldi dei parcheggi.

La denuncia e le indagini

Le indagini sono partite dopo la denuncia del 91enne. Il 23 ottobre 2022, uno degli indagati gli avrebbe puntato una pistola contro dopo che l’anziano aveva reagito a un’aggressione.

In quell’occasione sarebbe stato colpito con il bastone che utilizzava per camminare.

La versione fornita dalla vittima è stata successivamente riscontrata dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che avrebbero documentato parte delle intimidazioni.

Ora, dopo la decisione della Cassazione, la vicenda tornerà davanti alla Corte d’Appello di Napoli per un nuovo esame dei fatti.

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