

Controlli nella movida di Napoli
La movida napoletana è tornata sotto il mirino dei carabinieri del Comando provinciale. Nella notte, mentre si spegnevano i locali del centro storico e dei Quartieri spagnoli, si è chiuso l’ultimo servizio “Alto impatto”, con la luce dei lampeggianti a stagliarsi sui vicoletti dove la festa si mescola spesso a storie di droga e degrado.
Focus degli uomini in divisa: i giovani assuntori di stupefacenti. Sullo sfondo, un copione ormai noto: luci basse, cocci di bottiglie sul selciato, gruppi di ragazzi ubriachi o straniti, e all’orizzonte la sagoma del pusher che si allontana appena vedono arrivare la pattuglia.
Nella notte in corso, i militari del nucleo operativo della Compagnia Napoli Centro hanno segnalato 4 ragazzi, incrociati in pieno centro storico. Nelle loro tasche, modiche quantità di hashish e marijuana, sufficienti però a far scattare la procedura prevista per l’uso personale di sostanze stupefacenti.
Non si conoscono, ma la reazione è pressoché identica: “Tranquillo. E’ per uso personale!”. Una frase che, più che giustificare, evidenzia spesso una mancanza di consapevolezza. In realtà, anche se non si tratta di reato penale, il possesso di droga destinata all’uso personale è un illecito amministrativo che lascia una traccia negli archivi della Prefettura.
Quando un carabiniere trova una persona in possesso di sostanze destinate all’uso personale, la droga viene sequestrata e il soggetto viene segnalato alla Prefettura territorialmente competente. Il possesso rimane sotto il profilo penalistico un’illecito di natura amministrativa, e non penale, ma comporta comunque una serie di conseguenze.
La normativa prevede che, dopo la segnalazione, la Prefettura avvii un procedimento amministrativo. Entro 40 giorni dalla ricezione del verbale, il Prefetto può convocare la persona per un colloquio con un funzionario e un assistente sociale, durante il quale vengono illustrate le conseguenze legali e sanitarie dell’uso di stupefacenti, oltre alla situazione personale dell’interessato.
Nei casi di minore gravità, soprattutto se si tratta della prima segnalazione e della quantità di sostanza è modesta, il procedimento può concludersi con un formale invito a non fare più uso di sostanze stupefacenti, senza applicazione di sanzioni vere e proprie.
In altri casi, il Prefetto può disporre sanzioni amministrative che possono riguardare la sospensione della patente di guida, del passaporto o di altri documenti validi per l’espatrio, nonché del porto d’armi, per un periodo che va da uno a dodici mesi, a seconda delle circostanze e del tipo di sostanza.
La normativa prevede inoltre la possibilità di indirizzare i giovani ai servizi territoriali per le dipendenze, che offrono supporto sanitario, psicologico ed educativo per chi ne abbia necessità.
In un’ottica di prevenzione, i carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno intensificato i controlli anti movida nelle ultime settimane. Negli ultimi 20 giorni sono state controllate circa 1100 persone nelle principali piazze e zone della movida partenopea.
Tra questi, 38 ragazzi sono stati segnalati alla Prefettura per detenzione di sostanze a uso personale: in media, quasi un giovane ogni 30 controllati. Un dato che restituisce l’ampia diffusione del fenomeno, soprattutto tra i più giovani, ma anche la capacità di intercettarlo prima che si trasformi in consumo più grave o in passaggio alle sostanze pesanti.