Il sistema è semplice e punta tutto sulla disattenzione. Il truffatore effettua un acquisto di poco valore, paga con una banconota di grosso taglio e avvia una sequenza di richieste: «cambiami», «ridammi», «te ne do un’altra».
Le continue interruzioni durante il conteggio del denaro mandano in confusione l’esercente, che finisce per restituire più soldi di quanti ne abbia ricevuti.
Si tratta di un raggiro molto diffuso nei primi anni Duemila, soprattutto nelle grandi città come Roma e Milano. Non richiede minacce né violenza: basta scegliere l’orario più caotico, quando il negozio è affollato e la fretta aumenta il rischio di errore.
Spesso la truffa viene scoperta solo a fine giornata, quando il commerciante si accorge dell’ammanco in cassa.
Il tentativo in un bar di Poggioreale
Truffe di questo tipo nel napoletano sono piuttosto rare, ma ieri il titolare di un bar nel quartiere Poggioreale ha rischiato di finirne vittima.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, due cittadini romeni — un uomo e una donna di 41 e 58 anni — insieme a un ragazzo di 14 anni hanno chiesto al negoziante di cambiare 300 euro in banconote da 10.
Durante il conteggio, con il consueto gioco di richieste e cambi di banconote, erano riusciti a sottrarre più denaro di quanto consegnato. Il titolare del bar però si è accorto dell’irregolarità e ha immediatamente chiamato il 112.
I militari li hanno rintracciati poco distante dal locale: per i due adulti è scattata la denuncia per tentata truffa e tentato furto in concorso.
Fonte REDAZIONE

















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