Cronaca Napoli

Napoli, torna in carcere Giuseppe «Pino» Buonerba, il boss dei «Capelloni» di Forcella

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Napoli- E’ durata un anno e pochi giorni la libertà di Giuseppe “Pino” Buonerba della famiglia dei “Capelloni” di Forcella con quartier generale in via Oronzo Costa la tristemente nota “strada della morte” della faida con la Paranza dei bambini della famiglia Sibillo.

Il boss (difeso dall’ avvocato Fabrizio de Maio, del foro di Lagonegro, e da Mauro Zollo) è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli dopo il pronunciamento della Cassazione che aveva accolto il ricorso della Procura. A marzo dello scoro anno infatti aveva ottenuto una riduzione di undici anni di reclusione e, anche la revoca della casa da lavoro, tornando a Forcella del tutto libero.

Giuseppe Buonerba è il marito di Emilia Sibillo (non è imparentata con il gruppo della cosiddetta ‘paranza dei bambini’), condannata in primo grado a trent’anni di reclusione in relazione all’omicidio di Salvatore D’Alpino, ras di piazza Mercato, ucciso dal gruppo Buonerba durante la guerra tra i ‘capelloni’ via Oronzio Costa e i Sibillo.

La guerra di Forcella con i Sibillo

Nel cuore del centro storico di Napoli, tra i vicoli di Forcella, il nome di Giuseppe Buonerba, detto “Pino”, è stato per decenni associato a uno dei gruppi criminali più radicati della zona: il clan Buonerba, conosciuto anche come “i Capelloni”.

Considerato dagli investigatori uno dei capi storici della camorra del quartiere, Buonerba ha rappresentato per anni un punto di riferimento per le dinamiche criminali del centro antico di Napoli, tra alleanze con clan storici e guerre con le nuove generazioni della criminalità organizzata.

Il clan Buonerba e la roccaforte di via Oronzo Costa

Il gruppo guidato da Buonerba ha il proprio epicentro in Via Oronzo Costa, una strada di Forcella che per anni è stata teatro di agguati e scontri armati tra fazioni rivali.

La zona è stata definita dagli investigatori una delle aree più calde del centro storico, crocevia di traffici illeciti e regolamenti di conti.

Il clan Buonerba è storicamente alleato con il potente clan Mazzarella, una delle organizzazioni più radicate della camorra napoletana.

La famiglia ha consolidato il proprio potere criminale tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, inserendosi nelle dinamiche di potere della camorra del centro antico.

Il clan ha mantenuto una struttura fortemente familiare, con diversi parenti coinvolti nelle attività dell’organizzazione.

Tra le figure citate nelle indagini compare anche il fratello Gennaro Buonerba, indicato in alcune inchieste come elemento di rilievo del gruppo.

Arresti e lunga detenzione

Nel corso degli anni Giuseppe Buonerba è stato più volte arrestato nell’ambito di indagini sulla camorra del centro storico.

Il boss ha trascorso oltre vent’anni tra carcere e misure di sicurezza, rimanendo per lungo tempoàùfuori dal controllo diretto del territorio.

Nel 2025 la Corte di Assise d’Appello di Napoli aveva stabilito la cessazione della pericolosità sociale, consentendogli di tornare in libertà dopo una lunga detenzione.

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Rosaria Federico

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