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Napoli, rubavano antitumorali al Policlinico con l’aiuto della guardia giurata: 10 arresti

L'operazione coordinata dalla Procura di Napoli ha portato all'emissione di 10 misure cautelari tra il capoluogo campano, Melito e Catania. Nel mirino del sodalizio criminale i farmaci antitumorali del Policlinico Federico II e dell'Asl Na 1. Fondamentale il ruolo di un vigilante infedele che agiva da basista.

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Un mercato nero milionario, cinico, costruito sulla pelle dei malati oncologici. È quello smantellato all’alba di oggi dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Vomero, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone, smantellando una rete specializzata nel furto e nella ricettazione di farmaci antitumorali salvavita.

L’operazione, che ha toccato Napoli, Melito e si è spinta fino a Catania, cristallizza le risultanze di una complessa indagine coordinata dalla VII Sezione “Sicurezza Urbana” della Procura partenopea.

L’operazione e le misure

Il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha accolto in pieno l’impianto accusatorio dei pm. Per le due presunte menti dell’organizzazione e per un complice chiave si sono spalancate le porte del carcere. Altri tre indagati (i cosiddetti operativi delle “paranze”) sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per i restanti quattro – accusati principalmente di ricettazione – è scattato l’obbligo di firma.

Il modus operandi: logistica militare e il “basista”

Le indagini, supportate da un capillare lavoro di analisi di videosorveglianza, intercettazioni telefoniche e ambientali tra il maggio 2024 e l’aprile di quest’anno, hanno svelato un modus operandi di altissimo livello criminale. Il gruppo non lasciava nulla al caso. Gli obiettivi, esclusivamente farmacie ospedaliere pubbliche (le uniche autorizzate a stoccare questi preziosi medicinali), venivano scelti dopo accurati sopralluoghi.

Le “batterie” entravano in azione utilizzando auto a noleggio e telefoni “citofono” dedicati. Erano attrezzati per oscurare le telecamere e abbattere porte blindate. Ma il vero salto di qualità era garantito dalle informazioni interne. Gli inquirenti hanno infatti accertato che in almeno tre dei quattro furti commessi al Policlinico Universitario “Federico II”, la banda ha potuto contare su un basista d’eccezione: una guardia giurata, dipendente di una società di vigilanza esterna, ora finito in custodia cautelare in carcere insieme ai due organizzatori.

Il bottino milionario

I danni per il Servizio Sanitario Nazionale sono ingenti. Al solo “Federico II”, tra maggio e dicembre 2024, il gruppo ha messo a segno quattro colpi, sottraendo farmaci per un valore stimato di circa 3,5 milioni di euro. A questi si aggiunge il colpo dell’aprile 2024 ai danni del Distretto 30 dell’Asl Napoli 1 Centro: un ulteriore milione di euro in farmaci trafugati, finiti direttamente nelle mani dei quattro ricettatori oggi sottoposti all’obbligo di firma.

L’allarme salute: farmaci alterati sul mercato nero

C’è però un dettaglio che rende l’inchiesta ancora più inquietante, spostando l’asse dal danno economico a quello per la salute pubblica. Dalle carte dell’inchiesta emerge che i ladri e i ricettatori, pur professionali nella fase predatoria, ignoravano del tutto i protocolli medici.

I delicatissimi farmaci oncologici venivano stoccati e trasportati senza rispettare la fondamentale “catena del freddo”, alterando irrimediabilmente i principi attivi. Medicinali salvavita trasformati, di fatto, in sostanze contraffatte, adulterate e potenzialmente dannose per chi, nella disperazione della malattia, dovesse acquistarli su canali non ufficiali. Un aspetto su cui la Procura continua a indagare, essendoci ulteriori soggetti indagati a piede libero per la gestione di questi farmaci avariati.

Come di rito in questa fase del procedimento, si ricorda che i destinatari delle misure cautelari sono persone sottoposte a indagini preliminari e, pertanto, presunte innocenti fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.

 

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

Notizia gravisima ma io mi chied o: le bande, le banda agivano cosi dentro os pedali e nessun controlla? La guardia ,basista era di una societa esterna ma,non guardava i prodotto. I f4rmaci oncologico stoccat i male diventano pericoloso e la gente disperatta poi si curra mal, solo tante domande.

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