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Napoli, Inferno sotto il viadotto: roghi tossici e tensioni nel campo rom di Poggioreale

Roghi tossici, auto sequestrate e degrado diffuso. Tra fumo e rabbia: blitz dei Carabinieri nel campo nomadi di Poggioreale: 21 auto sequestrate, un arresto e tre denunce
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Napoli, Inferno sotto il viadotto: roghi tossici e tensioni nel campo rom di Poggioreale

Napoli – L’umidità resta sospesa nell’aria e contrasta con un sole primaverile ancora troppo debole per farsi spazio. Qui la luce non arriva. Si ferma contro il cemento armato della statale che collega Napoli ai comuni vesuviani, trasformata in una copertura pesante, quasi un tetto permanente.

Sotto, il campo nomadi di via del Macello, a Poggioreale. Il grigio domina ogni cosa: rifiuti ammassati, fumi che si alzano da roghi mai del tutto spenti, l’odore acre che si incolla addosso. In mezzo, quasi fuori contesto, un vaso di piccole rose rosse prova a spezzare l’uniformità del degrado.

Strade dissestate e skyline lontano

Raggiungere l’insediamento è già un’esperienza: buche profonde, terreno sconnesso, sospensioni messe a dura prova. In lontananza, quasi a segnare un confine simbolico, si staglia lo skyline del Centro direzionale. Due mondi separati da poche centinaia di metri e da un abisso sociale.

I controlli dei Carabinieri

I Carabinieri della compagnia di Poggioreale presidiano ogni angolo del campo. Molti indossano mascherine: non per un virus, ma per difendersi dal fumo tossico che brucia lentamente tra i cumuli di immondizia.

Attorno a loro, bambini curiosi osservano la scena. Sorrisi, scarpe consumate, qualche linguaccia. Si avvicinano, ma le voci delle madri li richiamano. Tornano indietro, senza smettere di guardare.

Gli adulti reagiscono in modi diversi: c’è chi protesta – “siamo persone per bene” – e chi resta in silenzio. Alcuni consegnano i documenti senza discutere, altri contestano controlli e sequestri. Le tensioni non mancano.

Sequestri e tensioni

Il bilancio operativo è significativo. Ventuno i veicoli rimossi: auto senza assicurazione, mezzi abbandonati o addirittura cancellati dal PRA ma ancora in circolazione.
Durante le operazioni si registra anche un episodio di violenza: un conducente di carro attrezzi viene colpito alla testa con una chiave inglese mentre aggancia un veicolo. L’aggressore viene arrestato per violenza a incaricato di pubblico servizio. La vittima riporterà ferite guaribili in sette giorni.

Tre persone vengono denunciate per aver danneggiato a martellate auto già sottoposte a sequestro.

Tra illegalità diffusa e abusi

L’intervento porta alla luce un quadro articolato: abusi edilizi, sigarette di contrabbando, veicoli irregolari. Un sistema di illegalità diffusa, fatto di episodi continui più che di eventi isolati.

Vengono sequestrati anche 55 pacchetti di sigarette di provenienza illecita e individuato un manufatto abusivo di circa 80 metri quadrati.

Animali in condizioni critiche

Nel bilancio finiscono anche due cani: un pitbull e un maremmano, trovati in condizioni precarie tra i rifiuti. Feriti e denutriti, sono stati affidati alle cure dell’ASL veterinaria e dei Carabinieri forestali.

I numeri dell’operazione

Complessivamente, i controlli hanno portato a:
84 persone identificate, di cui 37 già note alle forze dell’ordine
14 sanzioni per violazioni al Codice della Strada
1 arresto per violenza a pubblico ufficiale
3 denunce per danneggiamento
1 denuncia per abbandono di animali

Una giornata oltre la routine

Per i militari di Poggioreale non si tratta di un intervento straordinario. Sanno già cosa li aspetta: verbali da compilare, tensioni da gestire, ore di servizio che si allungano oltre ogni previsione.

Ma ogni accesso nel campo racconta qualcosa in più. Non solo un controllo di polizia, ma uno spaccato complesso fatto di disagio, resistenza e contraddizioni. Una realtà che, sotto quel viadotto, resta sospesa tra invisibilità e quotidiana emergenza.

 

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Commenti (1)

Questo progetto mi sembra interessante ma anche molto incerto, i detenuti han partecipato e han scritto testi ma non si capisce bene il come funziona. Il teatrointerno crea sensazioni forti,ma a volte la narrazione si perde, ci vole piu supportopratico e continuitàxchè servono strumenti veri per lavorare fuori.

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