Napoli, paura a Fuorigrotta: bruciata l’auto di un imprenditore

Un anno di minacce e richieste estorsive dietro il rogo di via Metastasio: la vittima è il titolare di un’autodemolizione. Gli inquirenti seguono la pista del racket.

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Napoli – Non è stato un semplice atto di vandalismo, ma l’ultimo, violentissimo avvertimento di una strategia del terrore che dura da oltre un anno. Sabato mattina, intorno alle 6:00, il silenzio di via Metastasio è stato squarciato dalle fiamme che hanno avvolto e distrutto la Fiat Punto di un noto imprenditore della zona, titolare di una società di autodemolizioni.

L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco e delle Volanti della Polizia non è bastato a salvare il veicolo, ridotto a una carcassa fumante. Sul luogo del rogo, però, gli investigatori hanno rinvenuto la firma dell’attentato: una bottiglia contenente residui di liquido infiammabile, prova inconfutabile della natura dolosa dell’incendio.

Un anno sotto scacco: l’ombra della Camorra

Quello che inizialmente appariva come un episodio isolato si è rivelato, agli occhi degli inquirenti, come il culmine di un vero e proprio calvario. Ascoltato dagli agenti del Commissariato San Paolo e della Squadra Mobile, l’imprenditore ha sporto denuncia ricostruendo un 2025 vissuto nel mirino di ignoti aguzzini.

Secondo quanto riferito dalla vittima, le minacce sarebbero iniziate oltre dodici mesi fa: telefonate anonime, richieste incessanti di denaro da parte di voci mai identificate. E ancora danneggiamenti mirati: Una serie di episodi intimidatori volti a piegare la resistenza dell’uomo.

Una pressione psicologica ed economica che ricalca i tratti tipici delle estorsioni camorristiche, nonostante gli autori non si siano mai palesati fisicamente.

Le indagini sono ora entrate nel vivo. La Polizia ha già acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per dare un volto a chi, all’alba di sabato, ha innescato la miccia. L’obiettivo degli inquirenti è capire se dietro l’attacco ci sia la mano della criminalità organizzata che tenta di imporre il pizzo alle attività produttive del quartiere Fuorigrotta.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

Mi pare una storia interminabbile, la polizia han fatto quel che potevano, ma non e’mai abbastanza, le minaccie si ripetono e la gentè non sanno come reagire, limprenditore ha denunciato ma dopo? resta il timore e la mancanza di sicurezzà nelle vie, tutto resta un mister0

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