Napoli– Un diniego che si trasforma in un incubo di violenza. È questa la pista che seguono i Carabinieri della stazione di Scampia per spiegare il brutale pestaggio ai danni di un 33enne salernitano, attualmente ricoverato all’ospedale Cardarelli con ferite che raccontano la ferocia del branco.
L’agguato e le lesioni
L’allarme è scattato quando i militari sono giunti nel presidio ospedaliero partenopeo, allertati dai sanitari per l’arrivo di un uomo con evidenti segni di percosse. Il referto medico non lascia spazio a interpretazioni: trauma cranico e fratture multiple a entrambi i polsi. Una punizione in piena regola, inflitta con una violenza tale da rendere necessario il ricovero prolungato, sebbene la vittima non sia fortunatamente in pericolo di vita.
Il ricatto delle SIM
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti e in attesa di riscontri oggettivi, l’uomo sarebbe stato avvicinato da tre individui nel cuore del quartiere Scampia. La richiesta dei tre era chiara: utilizzare i suoi documenti per l’intestazione fittizia di alcune schede SIM, una pratica spesso utilizzata dalla criminalità per schermare comunicazioni illecite. Al rifiuto del 33enne, la discussione è degenerata in pochi istanti in un pestaggio selvaggio.
Indagini a tutto campo
I Carabinieri stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica e, soprattutto, la matrice dell’aggressione. Restano da verificare i dettagli del racconto della vittima e l’identità dei tre aggressori, dileguatisi subito dopo il raid. Al momento non si escludono altre piste, ma il focus resta sulla gestione del sottobosco illegale legato ai prestanome nel quartiere.
Modifiche e revisioni di questo articolo
- Articolo modificato il giorno 01/03/2026 ore 07:28 - Aggiornamento struttura del contenuto
Fonte REDAZIONE






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