A Napoli sempre più giovani studenti universitari studiano le nuove tecnologie e quindi anche l’intelligenza artificiale. E’ il caso del giovane Davide Fina che con la relatrice Teresa Marrone ha presentato una tesi dal titolo: “L’impatto dell’intelligenza artificiale nel digital marketing” al corso di laurea di International and Innovation managment del Dipartimento, managtment e Istituzione della Federico II.
L’elaborato ha analizzato l’impatto dell’intelligenza artificiale sul digital marketing, evidenziando come la trasformazione digitale abbia modificato profondamente il rapporto tra imprese e consumatori. L’obiettivo principale della tesi è comprendere in che modo l’AI stia ridefinendo le strategie di marketing, rendendo possibile una comunicazione più personalizzata, predittiva e basata sui dati.
Attraverso modelli come machine learning, neuromarketing e la marketing automation, le aziende possono analizzare grandi quantità di informazioni per anticipare i bisogni dei clienti, migliorando la customer experience e rafforzandola brand loyalty. Lo studio affronta anche le sfide etiche e normative legate all’uso dell’intelligenza artificiale, tra cui privacy, trasparenza degli algoritmi e impatto sul lavoro.
L’analisi è arricchita da casi aziendali internazionali (BMW, Revolut, AstraZeneca e Gucci), che mostrano come l’AI venga utilizzata per innovare il marketing, migliorare i servizi e creare relazioni più strette con gli utenti. La tesi conclude che il futuro del marketing sarà sempre più AI-driven, ma richiederà un equilibrio tra innovazione tecnologica, responsabilità etica e creatività dell’esperienza umana.
La brillante esposizione del neo laureato ha reso felici ed orgogliosi in primo luogo i suoi genitori Lucio Fina e Valeria Coppola.
Fonte REDAZIONE







































Commenti (2)
Concordo in parte,anch’io cred che il corso e la relatrice han supportato bene,l’esposizione fu chiara ma i dati statistici son pochi,e poi il capitolo su neuromarketing par troppo abbreviato.Mi aspetto più casi pratichi e menogeneralizzazion;bisognerebbe vedere anche applicazion reali.
Interessante articolo sul lavuro di Davide,ma io penso che l’AI non sia solo strumento:serve anke etica e controlli,però le aziende non hann capito bene,si parlano di dati ma mancanno le norme chiare;la tesi pare buona,ma mancano esempi locali e la spiegazionè troppa teorika,non molto pratika.