Cronaca Napoli

Napoli, bloccato furgone in Tangenziale con quasi una tonnellata di scarti edili, denunciato 50enne

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Napoli – Un normale pattugliamento sulla Tangenziale di Napoli si è trasformato nell’ennesimo intervento contro la filiera irregolare dello smaltimento materiali. Nei giorni scorsi, gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Fuorigrotta hanno individuato e fermato un furgone che procedeva a fatica, visibilmente appesantito da un carico che superava di gran lunga la massa complessiva autorizzata per la marcia.

Alla guida del mezzo c’era un cinquantenne originario di Quarto. Durante il controllo documentale, la situazione è apparsa subito chiara: l’automobilista non è stato in grado di esibire agli agenti alcun documento di trasporto, né il formulario obbligatorio per l’identificazione dei materiali. L’uomo stava movimentando scarti derivanti da attività di demolizione e costruzione edile in totale spregio delle normative a tutela dell’ambiente.

Il peso della violazione e il sequestro

Per avere un quadro preciso dell’irregolarità, i poliziotti hanno scortato il veicolo alla pesa. Il responso non ha lasciato spazio a dubbi: il furgone trasportava un carico netto di rifiuti pari a 943 chilogrammi, un esubero significativo rispetto al limite di tolleranza previsto per quel tipo di autocarro.

Le pattuglie hanno quindi deciso di approfondire le verifiche, incrociando i dati con la Control Room dedicata al contrasto dei reati ambientali nella Terra dei Fuochi. Dagli accertamenti è emerso che il cinquantenne era completamente sconosciuto all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, privo di qualsiasi requisito di legge per la gestione e lo spostamento di rifiuti speciali.

Per il trasgressore è scattata l’immediata denuncia a piede libero. Le conseguenze, però, non si sono limitate all’aspetto penale: la Polizia ha proceduto al ritiro immediato della patente di guida e della carta di circolazione, mentre l’autocarro e l’intero carico di inerti sono stati sottoposti a sequestro preventivo per impedire la reiterazione del reato.

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Fonte REDAZIONE
Federica Annunziata