Meta – I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un pregiudicato 47enne di Meta, gravemente indiziato di furto in abitazione aggravato.
L’operazione, disposta dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, chiude un’indagine partita da una traccia di sangue lasciata sul luogo del colpo.
Il furto “insanguinato” del febbraio 2022
Il reato risale al 6 febbraio 2022 a Sant’Agnello. Il ladro si era introdotto in un appartamento forzando la porta d’ingresso principale con un attrezzo da scasso, verosimilmente una smerigliatrice elettrica.
Durante l’operazione l’uomo si sarebbe procurato accidentalmente delle lesioni, perdendo abbondante sangue.Le tracce ematiche furono rinvenute sulle superfici e sugli indumenti nella camera da letto dei proprietari, mentre il malvivente rovistava nei mobili. Dal’abitazione vennero portati via circa 15 mila euro in contanti.
I Carabinieri della Stazione di Sorrento, intervenuti subito dopo il furto, repertarono il materiale biologico e lo inviarono al RIS di Roma. La Sezione Biologia effettuò l’estrazione e l’analisi del profilo genetico: il confronto con il database ha fornito una corrispondenza con elevatissimo grado di probabilità riconducibile al 47enne di Meta.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha permesso di costruire un quadro indiziario solido, basato esclusivamente su prove scientifiche oggettive raccolte sul posto.La misura cautelareIl Gip ha ritenuto pienamente integrati i gravi indizi di colpevolezza e attuali le esigenze cautelari, disponendo per l’indagato gli arresti domiciliari presso la propria abitazione a Meta.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è quindi finito ai domiciliari a distanza di oltre quattro anni dal colpo. Un caso emblematico di come le moderne tecniche di indagine genetica consentano di risolvere reati anche a distanza di tempo, trasformando una “sbavatura” del ladro nella sua firma inconfondibile.









Commenti (3)
Interessante ma vorrei sapere di più sui test forensi: la sezione biologia ha fatto l’estrazion e l’analisi con protocolli standard? Anche la corrispondenza col database può essere discussa per probabilità e falsi positivi, quindi prudenza prima di giudicà.
Sembra che la tecnich a dna funziona, ma a volte le analisi possonno avere contaminazion e i tempi passati possonno complicar la ricostruzio; inoltre non si capisce bene come han gestito i campioni e se ci son’ errori procedurali.
La notiziaè interesant ma un po confusa nella scrittuira; pare che la prova del sangue abbia conduttoo alla identificazion d’un sospetto dopo anni, però resta dubbi sulla catena di custodia e sui metodi usati dagli inquirenti, e mica tutto è spiegatto benissimo nei docummenti.