Medici nei guai nel Cilento, stop per un anno a due sanitari: accuse di truffa e false cartelle cliniche

La Guardia di Finanza di Vallo della Lucania ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip nei confronti di due medici, ai quali è stato vietato per un anno di esercitare qualsiasi professione sanitaria o parasanitaria in strutture pubbliche e private.
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È stata eseguita questa mattina dai finanzieri della Compagnia di Vallo della Lucania un’ordinanza di misura cautelare interdittiva emessa dal gip su richiesta della Procura vallese. Il provvedimento riguarda due medici, entrambi destinatari del divieto di esercitare attività sanitaria o parasanitaria, in proprio o presso strutture pubbliche e private, per la durata di un anno.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due professionisti sarebbero coinvolti in una vicenda che ruota attorno ad attività chirurgiche svolte in una clinica privata convenzionata con il Sistema sanitario nazionale.

Il medico con contratto di esclusiva

Il primo filone dell’indagine riguarda uno dei due medici raggiunti dalla misura interdittiva. Stando agli accertamenti, il sanitario avrebbe eseguito interventi chirurgici presso una clinica privata convenzionata pur essendo dipendente di un’azienda ospedaliera pubblica con rapporto di esclusività.

Proprio in virtù di quel vincolo, il medico avrebbe continuato a percepire dall’ospedale pubblico un’indennità mensile aggiuntiva non dovuta. Per questa ipotesi di indebita percezione è stato disposto anche il sequestro di circa 36.500 euro, somma che, secondo l’accusa, sarebbe stata incassata illecitamente tra gennaio  2023 e marzo2025.

La contestazione sulla scheda di dimissione

Nell’inchiesta viene contestato allo stesso medico anche un episodio specifico relativo alla documentazione sanitaria di un paziente. In un caso, secondo la Procura, avrebbe modificato la scheda di dimissione aggiungendo a mano l’indicazione di un ulteriore intervento chirurgico che in realtà non sarebbe mai stato eseguito.
Un’accusa che si inserisce nel quadro dei reati ipotizzati di falsità in atti pubblici commessa da pubblici ufficiali.

Le cartelle cliniche ritenute false

Il secondo medico colpito dalla misura interdittiva, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe invece agito in concorso con il collega. Nella sua qualità di primo operatore di sala operatoria presso la clinica privata, avrebbe redatto false cartelle cliniche omettendo di indicare, in numerosi casi, la presenza e l’attività chirurgica svolta dal medico dipendente della struttura pubblica con vincolo di esclusività.

Le omissioni contestate riguarderebbero documentazione sanitaria compilata in un arco temporale compreso tra gennaio 2023 e marzo 2025.

Il terzo medico e il sequestro

L’indagine coinvolge anche un terzo medico. Nei suoi confronti non è stata applicata una misura interdittiva, ma è stato disposto il sequestro di circa 16.000 euro per l’ipotesi di truffa aggravata.

Secondo gli inquirenti, anche lui, pur essendo legato da un rapporto di esclusività con una struttura sanitaria pubblica fuori regione, avrebbe preso parte a interventi chirurgici eseguiti nella stessa clinica privata tra gennaio  2024 e marzo 2025.

L’operazione rappresenta l’esito di un’attività investigativa della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania, che punta a fare luce sui rapporti tra incarichi esclusivi nel servizio pubblico e attività svolte in regime privato convenzionato.

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Commenti (1)

Mi pare una situazion complicata e bisognerebbe aspetta le verifike ufficiali però ci sono molte cose stranges: la documentazionemedica confusa, i sequestri di soldi e il vincolo dexclusivitá pare non rispettato. Tutto lasca molti dubbi ma serve prudenza e chiarimentii dalle autoritá competenti.

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