Napoli – I primi 150 nuclei familiari potrebbero rientrare nelle nuove abitazioni di Scampia già entro la fine dell’anno. Altri 150 seguiranno nel 2027. È la tempistica indicata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, intervenuto a margine della prima proiezione napoletana del documentario La diaspora delle Vele di Francesca Comencini.
«Scampia è una bella storia — ha dichiarato il primo cittadino — perché dimostra che non esistono luoghi perduti. Con lavoro, impegno e partecipazione oggi questo quartiere non è più quello di qualche anno fa».
L’annuncio del Comune sul rientro degli abitanti
Il piano prevede un rientro graduale delle famiglie nelle nuove abitazioni costruite nell’ambito del programma di rigenerazione urbana avviato dal Comune.
«È un successo dello Stato e dell’amministrazione — ha aggiunto Manfredi — ma soprattutto dei cittadini che hanno creduto nel cambiamento».
Per anni Scampia è stata identificata nell’immaginario collettivo come simbolo di degrado, anche per la rappresentazione cinematografica e televisiva legata alla saga di Gomorra. Secondo il sindaco, però, il percorso degli ultimi anni dimostra come il quartiere stia attraversando una trasformazione profonda.
La prima del documentario al Metropolitan
L’annuncio è arrivato durante la proiezione al cinema Metropolitan del documentario La diaspora delle Vele, diretto da Francesca Comencini e già presentato alla Festa del Cinema di Roma.
Il film è prodotto da Cattleya e Sky Studios in collaborazione con il Comune di Napoli e il Comitato Vele di Scampia.
Sul palco sono intervenuti, tra gli altri, la regista Comencini, il produttore Riccardo Tozzi — entrambi già legati alla serie Gomorra — la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto e Omero Benfenati, storico portavoce del Comitato delle Vele.
Tozzi e Comencini non hanno escluso la possibilità di realizzare un seguito del documentario, dedicato al momento del ritorno degli abitanti nelle nuove case.
Il ricordo delle vittime del crollo del 2024
La serata si è conclusa con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del crollo della Vela Celeste del 22 luglio 2024. In sala erano presenti anche alcuni familiari delle tre persone che persero la vita nel cedimento di un ballatoio, incidente che provocò anche dodici feriti.
Quel tragico episodio contribuì ad accelerare il piano di rigenerazione urbana e portò all’evacuazione degli abitanti della struttura.
Dalle utopie degli anni ’70 al progetto Restart Scampia
La storia delle Vele di Scampia risale ai primi anni Settanta, quando il complesso fu concepito come una grande utopia architettonica dell’edilizia popolare.
Dopo il terremoto del 1980 iniziarono le occupazioni abusive, in particolare nella Vela gialla, mentre negli anni Novanta nacque il Comitato delle Vele che avviò una lunga battaglia per la riqualificazione del quartiere.
Negli anni successivi si sono succeduti gli abbattimenti di alcuni edifici, tra cui la Vela verde. Un passaggio fondamentale è stato nel 2022 con l’apertura della sede universitaria, parte integrante del progetto di rigenerazione urbana Restart Scampia.
Secondo il piano urbanistico, una sola struttura resterà in piedi come testimonianza simbolica della storia del quartiere: la Vela Celeste.
Fonte REDAZIONE








































Commenti (1)
Mi pare una buon notizia ma ancora bisogna verè come se svolgera, i primi 150 famiglie rientrerà questanno, altri 150 nel 2027 dira il sindaco; molti abitant hann paura e nun si fidanza del Comune, il ricordo delle vittime resta presente, speriamo cambiamento ma servono fatti concreti e non solo parole.