

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Napoli – Quasi 300 milioni di euro bruciati in cinque anni per risarcire errori sanitari. È il quadro impietoso che emerge dallo studio condotto dal Centro studi dell’associazione Fulop, presentato ieri presso la sede del Consiglio regionale della Campania su iniziativa della consigliera Michela Rostan, componente della commissione Sanità.
“Una montagna di soldi”, ha commentato Rostan, sottolineando come queste risorse avrebbero potuto abbattere le liste d’attesa, acquistare tecnologie diagnostiche e finanziare campagne di prevenzione.
A illustrare la metodologia della ricerca è stato l’avvocato Raffaele Di Monda, presidente di Fulop, da anni impegnato nelle campagne nazionali di prevenzione sulle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e sull’antibiotico-resistenza. L’associazione ha inviato 192 richieste di accesso agli atti a Asl e aziende ospedaliere di tutta Italia, ma in Campania ha risposto soltanto il 45% delle strutture interpellate.
Tra i dati certificati spiccano l’Asl di Caserta come la struttura con i maggiori esborsi, il Cardarelli di Napoli con quasi 50 milioni in cinque anni e l’ospedale San Giovanni di Salerno con 70 milioni. “Se avessero risposto tutti, i dati sarebbero probabilmente raddoppiati”, ha avvertito Di Monda.
Il quadro si aggrava sul fronte della trasparenza. La legge Gelli-Bianco (n. 24/2017) obbliga esplicitamente, all’articolo 4, tutte le strutture sanitarie pubbliche e private a pubblicare sul proprio sito internet i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio. Eppure, come hanno denunciato sia Di Monda che Rostan, gran parte delle aziende sanitarie campane continua a ignorare sistematicamente questo obbligo, privando i cittadini del diritto di sapere quanti errori e quali importi gravino su ciascun ospedale.
Rostan ha indicato due fattori strutturali all’origine di gran parte dei sinistri: le infezioni ospedaliere e l’inadeguatezza degli organici. Sul primo fronte, ha ricordato che misure elementari raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità — come il lavaggio delle mani prima di accedere alle corsie — potrebbero ridurre le infezioni del 50%. Sul secondo, ha sottolineato come adeguare il personale medico alle reali esigenze dei pazienti consentirebbe di abbattere significativamente il numero dei sinistri e, con essi, l’onere risarcitorio a carico del sistema.
L’appuntamento con l’approvazione del bilancio regionale trasforma questi dati in un banco di prova politico. “Il 70% delle risorse della Regione viene assorbito dalla sanità, per stessa ammissione del Presidente Fico”, ha ricordato Rostan, chiedendo l’adozione di nuovi protocolli organizzativi condivisi con il personale sanitario.
L’obiettivo dichiarato della consigliera è avviare, con il contributo dell’opposizione, “una rivoluzione vera della sanità in Campania” che trasformi l’attuale emorragia di risorse pubbliche in investimento per la salute dei cittadini.