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MacBook Neo è il primo Macbook economico di sempre: ma non è nato già «datato»?

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Da ieri, 11 marzo, risulta disponibile negli Apple Store di mezzo mondo il primo MacBook economico di sempre.Stiamo parlando del neonato MacBook Neo che, qualora vi ingolosisse, potrà essere vostro a partire da 599 euro (qualora foste degli studenti) o da 699 (qualora non lo foste).

In dotazione al modello base (che come tutti gli altri  può “vantare” come chipset il processore Apple A18 Pro – per intenderci quello presente sugli iPhone 16 pro e 8 gb di ram unificata) abbiamo un ssd di 256 gb. Per 799 euro invece si potrà optare per la versione che oltre a prevedere 512 gb di ram sarà provvista di Touch ID.

Il MacBook Neo è inoltre equipaggiato con un display Liquid Retina da 13 pollici (2408 x 1506) con luminosità di 500 nit. Esteticamente il MacBook Neo si presenta in maniera estremamente accattivante : presenta un “corpo” in alluminio che prevede quattro colorazioni di sorta : Indaco, Rosa Pastello, Giallo Agrume ed Argento.

L’autonomia potenziale dichiarata è di 16h. Oltre a ciò va puntualizzato che il portatile è chiaramente fanless in piena consonanza con la policy di Apple dal 2020 (anno del MacBook Air M1) in poi. Ma veniamo alle possibili note dolenti: Innanzitutto la mancanza di una tastiera retroilluminata potrebbe far storcere il naso ai cosiddetti “apple addicted”.

Così come l’adozione di un trackpad meccanico potrebbe scontentare chi, provenendo da un air o da un pro, ha ormai familiarizzato da tempo con il trackpad aptico. Essenzialmente, appare un modello destinato a chi vuole fare il suo ingresso nel mondo Apple senza svenarsi e poco attraente per chi è reduce da esperienze pregresse con un MacBook Air o un MacBook Pro.

Quel tipo di pubblico (a cui io stesso appartengo – anche se l’idea di acquistare un Neo color indaco mi era balenata, poi sono rinsavito) per come la vedo io può trovare più attraente la prospettiva di valutare l’acquisto di un iPad Air M4 (equipaggiato con un 12 gb di ram, 4 in più del MacBook Neo e con un processore – M4 per l’appunto – di ben altra caratura rispetto al A18 Pro che monta il Neo) o di un iPad Pro M5.

 Luca De Crescenzo

 

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