

Uno dei quadri di Nadia Leo in esposizione
Dal 13 al 27 marzo, la Sala Grande della Casa del Combattente — edificio storico affacciato sul lungomare Trieste e simbolo identitario della città di Salerno — ospiterà la mostra personale L’Urlo, la Tela e la Luce dell’artista salernitana Nadia Leo, già protagonista di nostri approfondimenti culturali.
Attraverso questo evento l’artista segna un’ altra importante tappa nel suo percorso creativo, orientato al Realismo Introspettivo: una ricerca che pone la tecnica al servizio dell’emozione trattenuta e concentra lo sguardo sull’indagine di sé. La mostra è curata da Angelina E. Di Gennaro I. e si inserisce nella più ampia progettualità di Limenart, realtà che promuove gli artisti del territorio durante tutto l’anno.
Nella serata inaugurale si potrà assistere all’espansione sensoriale della mostra. Venerdì 13 marzo il viaggio artistico nel Realismo Introspettivo culminerà in una performance multidisciplinare, anch’essa nata dall’estro della curatrice. Alle 22:00, le videoproiezioni di Elisabetta Fermo, il monologo recitato da Valentina del Regno, la danza di Francesca Napoli — liberamente ispirata dal contesto e accompagnata dalla regia sonora di Mattia Spagnuolo — daranno vita a una vera e propria immersione nel senso dell’arte espressa da Nadia Leo: un itinerario emotivo che avrà per protagonista il segno come verità, come gesto che scava e rivela.
Il pubblico sarà testimone del passaggio dal silenzio all’urlo della Banshee, iconica creatura della mitologia celtica che, rifiutando di nascondersi, lascerà esplodere tutta la sua forza. Un simbolo di emancipazione ed autodeterminazione.
A chiudere il cerchio sarà il rito delle Buste Rosse, il momento in cui la curatrice consegnerà agli artisti i pensieri espressi dai visitatori: parole come gesto di gratitudine, destinate a restare nella memoria di chi avrà reso viva e palpabile l’arte attraverso le emozioni. Un atto che ribadisce come l’osservatore sia parte attiva del processo creativo.
Nel mese tradizionalmente dedicato alle donne, alla loro forza e alla riflessione sulla condizione femminile, la personale di Nadia Leo si colloca in modo significativo nel panorama culturale cittadino. L’Urlo, la Tela e la Luce, infatti, è arte che racconta la donna quando sceglie di trasformare il silenzio in presenza, quando cerca la verità e dà forma all’emozione trattenuta. In questo percorso, l’arte diventa luce: rivelazione e possibilità, affermazione identitaria e consapevolezza.