L’ultimo saluto a Domenico tra dolore e rabbia: «Chi ha sbagliato deve pagare»

Piazza Duomo a Nola gremita per i funerali del bimbo morto dopo il trapianto. Il monito del Vescovo: «Nessuno è onnipotente, l’eccessiva sicurezza rende fallaci».

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Nola– Un lungo, straziante applauso ha rotto il silenzio di una Piazza Duomo colma di persone, mentre la piccola bara bianca di Domenico Caliendo usciva dalla Cattedrale di Nola. Un addio segnato dal contrasto tra la tenerezza dei palloncini bianchi, liberati sulle note di “Guerriero” di Marco Mengoni, e le grida di sdegno che hanno invocato verità per una morte che scuote l’intero Paese.

«Giustizia, giustizia!» e «Chi ha sbagliato pagherà», ha urlato la folla, dando voce al dolore per la scomparsa del bambino di soli due anni e mezzo, deceduto al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore compromesso da un errore fatale nella catena del freddo.

L’omelia e il richiamo all’umiltà

Durante la celebrazione, il Vescovo di Nola, Monsignor Francesco Marino, ha pronunciato parole durissime sull’errore umano e sulla responsabilità professionale. «Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti», ha ammonito il presule. Un richiamo diretto alla tragedia clinica: «I miracoli li fa solo il Signore; quando ci sentiamo troppo sicuri di noi stessi diventiamo fallaci».

Sulla bara, una maglietta con la scritta “Ciao Mimmo” ha testimoniato l’affetto di una comunità che si è stretta attorno ai genitori, Antonio e Patrizia. Tra i banchi della Cattedrale era presente anche il calciatore del Napoli, Pasquale Mazzocchi, che al termine del rito ha voluto abbracciare personalmente i familiari.

Una compostezza che interroga l’Italia

Nonostante la rabbia della piazza, la famiglia Caliendo ha affrontato l’esequie con un silenzio dignitoso che ha colpito profondamente i presenti. Don Raffaele Afiero, parroco della chiesa di Maria Santissima della Stella, ha sottolineato questo aspetto ai microfoni di LaPresse: «La famiglia ha vissuto questo immane dolore con una grandissima compostezza. Da mamma Patrizia arriva un insegnamento di vita coerente con la fede per tutta l’Italia».

Mentre i palloncini salivano in cielo, resta aperta l’inchiesta sulla conservazione e il trasporto dell’organo, per dare risposte a quella richiesta di giustizia che oggi ha fatto tremare le mura della Cattedrale di Nola.

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Fonte REDAZIONE
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