L’ultima frontiera del crimine informatico non usa virus, ma empatia artificiale. Il Codacons ha lanciato un’allerta rossa su una nuova generazione di truffe digitali che sta travolgendo gli utenti di WhatsApp e Telegram. Non si tratta più di semplici messaggi sgrammaticati, ma di un sistema sofisticato dove l’Intelligenza Artificiale viene addestrata per “sedurre” le vittime, instaurando rapporti di fiducia che durano settimane prima di sferrare l’attacco ai risparmi.
La trappola del “messaggio sbagliato”
Tutto inizia con un approccio apparentemente innocuo: un “Ciao, sei tu?” o una domanda banale inviata da un numero sconosciuto. Se l’utente risponde, scatta il protocollo di social engineering. I profili appaiono impeccabili: foto di giovani donne o professionisti rassicuranti, stati aggiornati regolarmente e un tono di conversazione cordiale.
Tuttavia, come rileva l’associazione dei consumatori, la realtà è ben diversa. Dietro quella che sembra una persona reale in cerca di amicizia, si nascondono spesso chatbot evoluti capaci di gestire migliaia di chat simultaneamente, adattando il linguaggio e le risposte per risultare il più credibili possibile e raccogliere, nel frattempo, dati sensibili sulla vittima.
Dalla confidenza al baratro finanziario
Il cuore della truffa risiede nella pazienza. L’interlocutore artificiale non chiede soldi subito, ma costruisce un clima di confidenza che può durare giorni o addirittura settimane. Solo quando il legame appare solido, entra in scena la proposta: un’opportunità di trading online o investimenti in criptovalute dai guadagni garantiti.
Le vittime vengono indirizzate su piattaforme di investimento che, all’apparenza, mostrano grafici in crescita e portafogli che lievitano dopo i primi piccoli versamenti. “Si tratta di interfacce completamente manipolate”, avverte il Codacons. I dati visualizzati sono fittizi, creati ad arte per spingere l’utente a investire somme sempre più ingenti.
Il muro dei “costi di sblocco”
Il risveglio dal sogno avviene nel momento del prelievo. Quando l’utente tenta di riscattare i guadagni, la piattaforma richiede ulteriori pagamenti per presunte “tasse”, “commissioni” o “sblocchi del conto”. È l’ultimo atto del raggiro: una volta estorto l’ultimo centesimo, i profili social scompaiono nel nulla, lasciando la vittima con il conto svuotato e l’impossibilità di rintracciare i responsabili.
L’appello: “Diffidate dai guadagni facili”
Sulla questione è intervenuto Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons:
“Siamo di fronte a un’evoluzione pericolosa. L’intelligenza artificiale permette alle organizzazioni criminali di scalare le truffe su livelli prima impensabili. Invitiamo i cittadini alla massima prudenza: non condividete mai informazioni finanziarie con chi avete conosciuto solo virtualmente, specialmente se promettono rendite miracolose in poco tempo”.
COME SEGNALARE
Per chi sospetta di essere finito nella rete di questi truffatori o ha bisogno di assistenza legale, il Codacons ha messo a disposizione due canali diretti:
Email: sportellocodacons@gmail.com
WhatsApp: 371 5201706
Fonte REDAZIONE














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