Tra gli italiani bloccati a Dubai c’è anche l’ex calciatore D’Ambrosio: «Siamo vivi, ma è stato un incubo»

Il napoletano ex Inter era in spiaggia con moglie e figli quando “tre missili sono stati abbattuti sopra le nostre teste”. Napoletani in albergo: “Topi in trappola”. Borrelli chiede l’intervento della Farnesina per assistenza e rientri
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“Ragazzi stiamo tutti bene, terrorizzati ma stiamo bene”: tra gli italiani rimasti bloccati a Dubai c’è anche Danilo D’Ambrosio, ex difensore della Nazionale (6 presenze) e protagonista per dieci stagioni con l’Inter, prima di chiudere la carriera al Monza lo scorso anno.

L’ex calciatore, 37 anni, nato a Napoli e residente in Lombardia, si trova negli Emirati con la moglie e i due figli piccoli. In un post su Instagram racconta i momenti di tensione vissuti ieri: “Purtroppo hanno abbattuto tre missili sulle nostre teste mentre eravamo in spiaggia. Cadevano detriti e le persone impanicate piangevano e urlavano. Così anche i nostri bambini”.

La notte nel sottoscala tra allarmi e boati

D’Ambrosio riferisce di essersi rifugiato con la famiglia a casa di un amico: “Abbiamo trascorso la nottata in un sottoscala tra allarmi e scoppi continui. Aspettiamo solo che ci riportino a casa!!!”. Oggi l’ex giocatore commenta il campionato su Radiotv Serie A e in carriera ha vestito anche le maglie di Salernitana, Fiorentina e Torino.

A descrivere la stessa notte è anche la moglie Enza De Cristofaro, ripostando il messaggio di un’amica che li ha ospitati: “È stata una notte da incubo. Di allarmi. Di rumori e di boati. Di terrore nei nostri occhi. I bambini dormivano ma noi no perché non sapevamo cosa potesse accadere”.

“Quando è scattato l’allarme sui cellulari, siamo corsi a prenderli e siamo scesi giù in cantina. Siamo stati ore al riparo e ogni rumore era uno sguardo di timore tra di noi. Questa mattina ci siamo svegliati tra altri boati. Vogliamo solo tornare a casa”.

Voli fermi per la chiusura dello spazio aereo

La famiglia D’Ambrosio avrebbe dovuto rientrare oggi in Italia, ma la chiusura dello spazio aereo nell’area ha impedito la partenza. “Siete in centinaia, vi sentiamo tutti, continuate a pregare per noi”, è l’ultimo messaggio condiviso dalla moglie dell’ex calciatore.

“Topi in trappola”: la testimonianza dal Millennium Place

Tra i connazionali bloccati ci sono anche napoletani ospiti in albergo, che hanno inviato video e messaggi al deputato Francesco Emilio Borrelli. “Abbiamo sentito dei forti boati e poi nubi di fumo denso. Siamo impauriti, ci sentiamo come topi in trappola”, racconta Gennaro Sarnataro, arrivato proprio ieri a Dubai Marina, al Millennium Place, insieme alla compagna e al figlio.

“Solo pochi minuti fa siamo riusciti a parlare con l’ambasciata italiana che ci ha raccomandato di restare all’interno dell’albergo; ci hanno detto che tutto il Paese è sotto attacco e non ci sono posti sicuri dove andare”, aggiunge. “Nelle ultime ore abbiamo sentito nuove esplosioni e tre missili sono stati intercettati a poca distanza da noi”.

L’appello di Borrelli: “Assistenza e rientri organizzati”

Borrelli chiede un intervento immediato della Farnesina: “Ho chiesto di attivarsi con ogni mezzo per dare tutta la necessaria assistenza ai nostri connazionali rimasti bloccati negli Emirati Arabi in condizione di enorme pericolo”.

Il parlamentare sottolinea inoltre la necessità di aggiornamenti costanti e di una pianificazione dei rientri “fin d’ora”, per “evitare il caos non appena sarà riaperto lo spazio aereo”, spiegando di seguire la vicenda in contatto con gli italiani a Dubai e con alcuni imprenditori presenti per lavoro.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

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