

Chivu, allenatore dell'Inter
La corsa scudetto, che sembrava indirizzata, torna improvvisamente in bilico. L’Inter rallenta, perde sicurezza e vede riavvicinarsi Milan e Napoli, riaprendo un campionato che fino a poche settimane fa appariva chiuso.
Il margine costruito nel corso della stagione si è progressivamente assottigliato, complice un calo evidente sul piano fisico e mentale. Le ultime prestazioni hanno mostrato una squadra meno brillante, meno lucida e soprattutto meno sicura di sé. I pareggi contro Atalanta e Fiorentina, uniti alla sconfitta nel derby, raccontano di una frenata che pesa più del previsto.
A preoccupare non è solo la classifica, ma la sensazione di fragilità che sembra essersi insinuata nel gruppo. «Non siamo davanti a uno psicodramma assolutamente», ha provato a rassicurare Beppe Marotta. «Non dobbiamo cullarci, sappiamo che esistono difficoltà e che è più facile fare il cacciatore che la lepre. Dobbiamo essere più bravi ad affrontare questo periodo».
Parole che però non cancellano i segnali evidenti di una squadra che ha perso continuità. Il calo di alcuni uomini chiave e la fatica accumulata anche in campo europeo hanno inciso sul rendimento, lasciando spazio alle inseguitrici. Il Milan è tornato a meno sei, mentre il Napoli, spinto da una serie di vittorie, si è portato a sette punti dalla vetta.
Una pressione che rischia di diventare un fattore decisivo. «L’aspetto mentale è molto importante, più che in passato», ha sottolineato ancora Marotta. «Allenatori e giocatori devono saper gestire queste difficoltà». Il dato più significativo è forse proprio questo: l’Inter non vince da più giornate, una situazione che riporta alla memoria momenti complicati delle stagioni precedenti, quando i nerazzurri avevano già visto sfumare titoli alla portata. Ora il calendario non concede tregua, con sfide impegnative subito dopo la sosta.