Cronaca Napoli

Folle corsa tra Monte di Procida e Bacoli: presi in 4, c’è anche il super latitante dei furti in villa

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Monte di Procida – Una mattinata di ordinario pattugliamento si è trasformata in una scena da action movie sulle strade dell’area flegrea. L’arroganza di chi si crede intoccabile, lo stridio delle gomme sull’asfalto, le sirene spiegate e, infine, le manette ai polsi.

È il bilancio di una brillante operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della Compagnia di Pozzuoli, che ha portato all’arresto di quattro pluripregiudicati e alla caduta di un latitante di spicco.

Tutto ha inizio a mattinata inoltrata a Monte di Procida, nella frazione di Cappella. I militari notano una Fiat 500x nera con quattro uomini a bordo. L’atteggiamento è spavaldo, gli sguardi troppo nervosi all’incrocio con la “gazzella” dell’Arma. Un sospetto che basta a far scattare l’alt. Ma la 500x non accosta: il guidatore schiaccia il piede sull’acceleratore.

L’inseguimento da film fino al Fusaro

Inizia così una folle corsa lunga tre chilometri tra i centri abitati. La Fiat taglia le curve, svolta a sinistra, poi bruscamente a destra, ignorando ogni regola del Codice della Strada nella disperata speranza di seminare i militari. Ma i Carabinieri non mollano la presa e restano incollati al paraurti dei fuggitivi.

La corsa cieca della 500x imbocca via Fusaro, a Bacoli. È qui che scatta la trappola: a sbarrare la strada c’è una seconda pattuglia dell’Arma, posizionata in modo da chiudere ogni via di fuga. Chi è alla guida della vettura nera tenta l’ultima, disperata manovra: freno a mano tirato di colpo, un testa-coda sull’asfalto per invertire la marcia, ma lo spazio non c’è. L’auto è costretta a fermarsi.

Fuga a piedi e caccia all’uomo

L’imbuto di via Fusaro non basta a placare l’istinto di fuga. Le portiere si spalancano simultaneamente: i quattro schizzano fuori dall’abitacolo come schegge impazzite, pronti a dileguarsi a piedi.

I riflessi pronti dei Carabinieri permettono di placcarne due sull’istante. Gli altri due corrono in direzioni opposte. Uno cerca rifugio inoltrandosi a perdifiato per i vicoli di Bacoli, ma viene raggiunto e immobilizzato poco dopo. Il quarto uomo, che in un primo momento sembrava essersi volatilizzato come un fantasma, viene rintracciato al termine di una rapida battuta di caccia all’uomo nelle campagne circostanti, scovato da un’altra gazzella giunta in supporto.

Il kit del “perfetto” scassinatore

Perché tanta fretta di scappare? La risposta arriva dalla perquisizione del veicolo, che si rivela un vero e proprio arsenale per i furti d’appartamento di altissimo livello.

Nel bagagliaio, i militari trovano un kit da scasso da far invidia a professionisti del settore: una smerigliatrice, due pesanti pali in ferro, un passamontagna e, soprattutto, strumenti da “chirurghi” della serratura.

Spiccano infatti ben 14 chiavi universali per porte blindate e 4 famigerate chiavi “topolino” (strumenti capaci di decodificare e aprire senza effrazione le serrature a cilindro europeo di ultima generazione). Ad aggravare il quadro, e a suggerire l’inquietante ipotesi di finti posti di blocco per rapinare o truffare gli automobilisti, il ritrovamento di una paletta segnaletica con lo stemma della viabilità del Comune di Napoli.

La caduta del latitante

Una volta portati in caserma per l’identificazione, i pezzi del puzzle si incastrano rivelando il vero motivo di quella fuga disperata. Insieme a Luca Orsetti (31 anni), Luca Di Fraia (27 anni) e Daniele Innocente (23 anni) – per i quali sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di fuga pericolosa e favoreggiamento – c’era un “pesce grosso”.

Il quarto uomo è Gennaro Rizzo, 45 anni. Non un semplice ladro, ma un latitante di lungo corso. Rizzo era diventato un fantasma dall’ottobre scorso, quando era riuscito a sfuggire a un mandato di cattura del Tribunale di Velletri.

Lo scorso gennaio, poi, aveva bissato la fuga eludendo l’imponente blitz del Nucleo Investigativo (ordinato dal Tribunale di Napoli Nord) che aveva smantellato una gang di 38 persone, dedita ad associazione per delinquere, ricettazione e truffe, specializzata nel ripulire le ville di mezza Italia.

La sua corsa, protetta fino all’ultimo dai tre complici, si è infranta contro i lampeggianti blu in via Fusaro. Per lui si sono aperte direttamente le porte del carcere di Poggioreale.

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Fonte REDAZIONE
Rosaria Federico

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