Campania

Fiume Sarno, allarme manutenzione e consumo di suolo

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Roma – La gestione del reticolo idrografico del bacino del Sarno continua a scontare ritardi strutturali e una cronica mancanza di manutenzione ordinaria. È quanto ha evidenziato l’assessora regionale all’Ambiente della Campania, Claudia Pecoraro, intervenendo in audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano.

Tra gli esempi più evidenti citati dall’assessora c’è quello del Rio Sguazzatoio, affluente del fiume Sarno, dove gli interventi di manutenzione risultano praticamente fermi da anni.
«Sul Sarno – ha spiegato Pecoraro – scontiamo una mancanza atavica di manutenzione ordinaria.

Penso proprio al Rio Sguazzatoio che nel 2021 è stato interessato da un intervento della Regione Campania per il dragaggio, il decespugliamento e la pulizia».

Un’operazione straordinaria resa necessaria dall’inerzia degli enti competenti: tali attività rientravano infatti nelle competenze del consorzio di bonifica, che tuttavia non aveva provveduto a realizzarle.

Dopo quell’intervento, però, la situazione non è cambiata. «Dal 2021 ad oggi – ha sottolineato l’assessora – nessuna manutenzione ordinaria è stata praticamente ripetuta lungo il Rio Sguazzatoio».

Dragaggio del Sarno e il nodo dei piloni ferroviari

Le criticità riguardano anche il programma di dragaggio del Sarno, operazione considerata essenziale per migliorare la capacità di deflusso del fiume e ridurre il rischio di esondazioni.
Secondo quanto riferito da Pecoraro, oggi esiste un evidente disallineamento rispetto ai tempi previsti per gli interventi. A complicare ulteriormente il quadro c’è la presenza nel letto del fiume di infrastrutture ferroviarie.

Nel tratto interessato dal dragaggio insistono infatti i piloni di due linee di RFI, che limitano fortemente la profondità delle operazioni.

«Stiamo avviando una specifica interlocuzione con RFI – ha spiegato l’assessora – per trovare soluzioni che consentano la traslazione di questi piloni. Allo stato attuale, rispetto ai metri previsti, rischiamo di poter dragare il fiume solo per 30 o 40 centimetri».
Una profondità insufficiente, secondo la Regione, per ottenere risultati significativi in termini di sicurezza idraulica.

Il problema dell’impermeabilizzazione del suolo

Accanto alla questione della manutenzione dei corsi d’acqua, la Regione individua un altro fattore determinante nell’aumento del rischio idrogeologico: il consumo di suolo e l’eccessiva urbanizzazione delle aree fluviali.

«Abbiamo un problema serio sul territorio legato alla assoluta impermeabilizzazione del suolo avvenuta ad opera delle amministrazioni locali», ha dichiarato Pecoraro.
Un fenomeno che riguarda in modo particolare i comuni attraversati dal Sarno. L’assessora ha citato il caso di San Marzano sul Sarno, dove in alcune aree le abitazioni sono state costruite fino a ridosso degli argini.

«Ci sono case – ha spiegato – i cui muri perimetrali coincidono di fatto con i muri di contenimento del fiume».

La conseguenza è diretta: durante le piogge intense l’acqua non riesce più a infiltrarsi nel terreno e viene convogliata rapidamente nel corso d’acqua, aumentando il rischio di piene improvvise, alluvioni ed esondazioni.

Il confronto con altre città e la consapevolezza del rischio

Nel suo intervento l’assessora ha richiamato anche il confronto con altre città italiane attraversate da grandi fiumi, come Firenze o Verona, dove il rapporto tra centro urbano e corso d’acqua è storicamente consolidato ma accompagnato da una maggiore consapevolezza del rischio.

«In quei contesti – ha osservato Pecoraro – quando si verificano eventi di piena la cittadinanza ha chiara la consapevolezza della fragilità del territorio, così come i sindaci hanno piena contezza delle criticità».

Una consapevolezza che, secondo la Regione, deve essere rafforzata anche nei territori del bacino del Sarno.

La proposta: un tavolo permanente con i sindaci

Per affrontare le criticità del territorio, la Regione Campania punta ora a rafforzare il coordinamento istituzionale con i comuni interessati.
«C’è la necessità di avere interlocuzioni interistituzionali più forti», ha affermato Pecoraro, annunciando l’avvio di contatti diretti con i sindaci dei territori attraversati dal fiume.
Tra questi anche il primo cittadino di Sarno, con il quale l’assessora ha anticipato un prossimo confronto.

L’obiettivo è la creazione di un tavolo permanente di monitoraggio, che coinvolga amministrazioni locali e Regione per analizzare con continuità le condizioni di fragilità idrogeologica e programmare gli interventi necessari.

La Regione – ha concluso l’assessora – è consapevole della valenza strategica del fiume Sarno per il territorio campano, tanto da aver già istituito un ufficio dedicato alla gestione delle problematiche legate al bacino fluviale.


Fonte REDAZIONE
A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.