

Ornella Pinto
La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna all’ergastolo per Pinotto Iacomino, ritenuto responsabile del femminicidio della docente napoletana Ornella Pinto, uccisa nel marzo del 2021 nella sua abitazione del quartiere Arenaccia.
Con la decisione dei giudici della Suprema Corte si chiude così l’iter giudiziario di uno dei casi di cronaca che più hanno scosso Napoli negli ultimi anni. La sentenza rende definitiva la condanna inflitta all’uomo nei precedenti gradi di giudizio, confermando il carcere a vita per l’omicidio aggravato.
La tragedia si consumò nella notte del marzo 2021 all’interno dell’appartamento della vittima. Secondo quanto ricostruito dalle indagini e accertato nel corso del processo, Iacomino si introdusse nell’abitazione utilizzando le chiavi dell’appartamento.
La docente stava dormendo quando fu aggredita. L’uomo la colpì con numerose coltellate, uccidendola nel letto. In casa era presente anche il figlio piccolo della coppia, un elemento che rese il delitto ancora più drammatico e che segnò profondamente l’opinione pubblica.
Dopo l’arresto dell’uomo, la vicenda giudiziaria è passata attraverso tutti i gradi di giudizio.
Il tribunale aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato condannandolo all’ergastolo, una decisione poi confermata anche in appello. Con il pronunciamento della Cassazione arriva ora la parola definitiva della giustizia, che rende irrevocabile la pena del carcere a vita.
Il caso di Ornella Pinto è diventato uno dei simboli della violenza di genere in città, riportando al centro del dibattito pubblico il tema della prevenzione dei femminicidi.
Sulla decisione della Cassazione è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, da tempo vicino alla famiglia della vittima.
«La conferma dell’ergastolo è una decisione giusta e doverosa – ha dichiarato – ma nessuna sentenza potrà colmare il vuoto lasciato da Ornella né restituirla ai suoi cari. Il dolore dei familiari è una condanna che durerà per tutta la vita».
Secondo il parlamentare, il caso di Ornella Pinto deve continuare a rappresentare un monito per le istituzioni.
«Questa tragedia – ha aggiunto Borrelli – ci ricorda ancora una volta quanto sia urgente rafforzare gli strumenti di prevenzione e protezione per le donne vittime di violenza. Bisogna intervenire prima che accadano tragedie come questa, ai primi segnali di persecuzione, minacce o comportamenti violenti».
Il deputato ha infine rivolto un messaggio alla famiglia della vittima: «Alla famiglia Pinto va il nostro abbraccio e la nostra vicinanza. Continueremo a batterci affinché la memoria di Ornella non venga dimenticata e perché la politica e le istituzioni facciano tutto il possibile per fermare la violenza contro le donne».
Con la decisione della Cassazione si chiude il percorso giudiziario, ma resta aperta la ferita di una tragedia che ha segnato profondamente Napoli e che continua a richiamare l’attenzione sul fenomeno dei femminicidi.