Lioni -.La terra trema ancora in Alta Irpinia, ma questa volta non è il sottosuolo, bensì la furia esplosiva della criminalità organizzata dedita ai furti agli sportelli automatici. Nella notte tra martedì e mercoledì, un boato assordante ha squarciato il silenzio di via Francesco Petrarca a Lioni, dove una banda di professionisti ha preso di mira la filiale della Bdm (Banca del Mezzogiorno).
La tecnica utilizzata è ormai un “marchio di fabbrica”: la cosiddetta “marmotta”, un congegno metallico farcito di polvere pirica inserito nella fessura dell’erogatore, capace di sventrare i forzieri con una violenza inaudita.
Una struttura devastata
L’esplosione è stata talmente potente da causare danni strutturali ingenti non solo al bancomat, ma all’intero ingresso dell’istituto di credito. I vetri infranti e i detriti scagliati a metri di distanza hanno accolto i primi soccorritori e le forze dell’ordine giunti sul posto poco dopo la deflagrazione.
I Carabinieri della compagnia locale, insieme alla Polizia Municipale, hanno immediatamente isolato l’area per consentire i rilievi tecnici. Sul campo sono intervenuti anche gli artificieri dell’Arma per mettere in sicurezza eventuali residui di esplosivo e verificare la stabilità degli accessi.
Caccia alla banda e bottino da quantificare
Il commando, presumibilmente composto da almeno tre o quattro persone con il volto travisato, è riuscito a fuggire a bordo di un’auto di grossa cilindrata prima dell’arrivo delle pattuglie.
Al momento, il personale della banca e i militari stanno lavorando per quantificare l’esatto ammontare del bottino, che si preannuncia ingente, dato che lo sportello era stato rifornito per i prelievi settimanali. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e della banca stessa sono ora al vaglio degli inquirenti per tentare di tracciare il percorso di fuga dei malviventi.
Il precedente e l’escalation in Irpinia
L’assalto di Lioni non è un episodio isolato, ma si inserisce in una preoccupante scia di eventi che sta mettendo a dura prova la sicurezza della provincia di Avellino. Solo poco più di un mese fa, il 31 gennaio scorso, un colpo speculare era stato messo a segno a Bisaccia. In quell’occasione, la dinamica era stata identica, suggerendo la presenza di una “batteria” di ladri specializzati che si muove con agilità lungo le direttrici stradali dell’Alta Irpinia.
La frequenza di questi attacchi — due colpi in circa trenta giorni — solleva interrogativi sulla vulnerabilità degli istituti di credito nei comuni più interni e sulla necessità di un pattugliamento ancora più serrato delle arterie di collegamento tra la Campania e le regioni limitrofe.
Fonte REDAZIONE

















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