Cronaca Napoli

Allarme Epatite A a Napoli: raffica di controlli su ristoranti e pescherie

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Napoli – Non si ferma l’offensiva del Comune di Napoli contro la diffusione del virus dell’epatite A. In un clima di massima allerta sanitaria, gli agenti della Polizia Locale hanno setacciato l’intero territorio cittadino per verificare il rispetto della recente ordinanza sindacale, volta a contenere il rischio di contagio attraverso il consumo di alimenti contaminati.

Il bilancio delle ispezioni

Il monitoraggio ha coinvolto l’intera filiera della somministrazione e della vendita. In totale, sono stati ispezionati 37 ristoranti, 22 pescherie e 4 esercizi di vicinato. L’attenzione degli agenti si è concentrata anche sul commercio itinerante, con verifiche su tre venditori ambulanti di prodotti ittici, due dei quali sono risultati completamente abusivi e privi di qualsivoglia autorizzazione.

Frutti di mare: i napoletani rispettano il divieto

Un dato rassicurante emerge sul fronte del consumo di frutti di mare crudi. Nonostante l’ordinanza imponga un divieto assoluto di somministrazione per prevenire il contagio virale, in nessuno degli esercizi controllati sono state riscontrate irregolarità. Una risposta positiva da parte di ristoratori e commercianti verso la misura restrittiva più critica per la tradizione culinaria locale.

Sequestri e violazioni sanitarie

Se il fronte “Epatite” sembra reggere, lo scenario cambia se si guarda alla sicurezza alimentare generale. Gli agenti hanno infatti elevato 66 sanzioni, di cui otto di natura strettamente sanitaria.

L’operazione ha portato al sequestro di ben 427 chili di merce tra prodotti ittici e generi alimentari di vario tipo — inclusi uova di Pasqua, verdura e acqua — trovati in cattivo stato di conservazione. Una criticità non trascurabile, considerando la vicinanza delle festività pasquali e il conseguente aumento dei consumi.

Le autorità hanno già annunciato che la task force non smobiliterà: i controlli proseguiranno con la stessa intensità nei prossimi giorni per garantire la salute pubblica e la qualità dei prodotti sulle tavole dei cittadini.

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Rosaria Federico